Cerca Hotel al miglior prezzo

Alba (Cuneo): cosa vedere e cosa sapere della cittą

Alba, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Alba è indubbiamente la città più rappresentativa della provincia di Cuneo in Piemonte, perla dello straordinario comprensorio delle Langhe che conta ca. 31.000 abitanti. La località – che nel 2009 ha scalato la classifica dei comuni over 10.000 residenti con la miglior qualità della vita attestandosi al primo posto - si trova adagiata su un territorio prevalentemente collinare.

Il centro storico della città ha struttura ancora medievale, con pianta quasi circolare e le caratteristiche case-torri. È la capitale economica e culturale delle Langhe, nome delle tipiche dorsali che conferiscono una fisionomia inconfondibile alle colline tra le valli del Tanaro e della Bormida.

Un pò di storia

Abitata già in età preistorica, come testimoniano i ritrovamenti di un villaggio neolitico, divenne importante insediamento romano noto con il nome di Alba Pompeia attribuitogli dal console Gneo Pompeo Strabone prima di diventare la “Città delle Cento Torri”: tante erano quelle disposte tra il ‘300 e il ‘400 lungo la cinta muraria che proteggeva l’abitato, eredità medievale di cui sono rimasti pochi resti comunque ben visibili, che continuano a determinare poeticamente e storicamente il profilo dello skyline.

Repubblica giacobina sotto Napoleone, Alba si è trovata nel vortice dolente della Seconda Guerra Mondiale diventando in breve uno dei teatri di scontro fra partigiani e occupanti nazisti nel tenebroso periodo della Resistenza, narrato dagli scrittori Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, al quale Alba diede i natali nel 1922 dedicandogli successivamente l’omonima Ass. Centro Studi di Letteratura, Storia, Arte e Cultura onlus. La città, grazie alle gesta valorose dei suoi abitanti, si è guadagnata la Medaglia d’Oro al Valor Militare, onorificenza che sfoggia con grande orgoglio sul Gonfalone.

Notevole è il blasone economico che ha saputo acquisire nel tempo facendo da complice culla al proliferare di importanti aziende riconosciute a livello internazionale, industrie oggi affermate il cui fatturato contribuisce sensibilmente al PIL nazionale. Questa è innanzitutto la terra dei vini che ben rappresentano la cultura enologica piemontese, tant’è che Alba fa da sede universitaria alla Facoltà di Viticoltura ed Enologia, ubicata presso l’Istituto Tecnico Agrario “Umberto I”. Il nettare di Bacco – in particolare Barbera, Nebbiolo, Dolcetto (trittico DOC) e Barbaresco e Moscato (dittico DOCG), capifila di un’apprezzatissima selezione - irrora le sinuose intercapedini della gastronomia locale, la cui punta di diamante è costituita naturalmente dal tartufo, tesoro d’inconfondibile aroma e profumo che cresce copioso nel sottosuolo fra le morbide e lussureggianti colline dell’hinterland.

Cosa visitare nel centro di Alba

Da un punto di vista architettonico, Alba si presenta come una città molto ordinata, articolata in vie lunghe e ampie piazze, tra le quali spicca la nevralgicaPiazza Savona, luogo d’incontro eletto sul quale si affacciano eleganti palazzi e presenziano tanti locali e ristoranti, alcuni ormai storici. In Piazza Risorgimento s’erge il punto di riferimento della località, ovvero la sua imponente Cattedrale gotica, già presente nel XII secolo con il suo campanile. In facciata si possono ammirare i bei portali romanici, l’icona di San Lorenzo realizzata da Luigi Cocchio nel 1878 e i simboli dei Quattro Evangelisti, vale a dire l’Angelo, il Leone, il Bue e l’Aquila (le iniziali formano il nome Alba).

Internamente presiedono la splendida acquasantiera del 1503 e gli otto altari che adornano l’ambiente. Frontalmente al coro ligneo con i 35 sedili intarsiati si trova la tela che ritrae il Martirio di San Donato, mentre sulla volta ecco la scena del profeta Elia che offre il proprio mantello a Sant’Eliseo. Spostandosi in sagrestia, si ammiri il pregevole bassorilievo con la Madonna con il Bambino, San Giovanni Battista e San Giovanni Apostolo, opera del 1507. Infine, s’impone una visita ai sotterranei della chiesa, dove riposano le salme dei vescovi che nel Duomo hanno prestato servizio.

La Piazza ospita ogni sabato il grande mercato aleramico, al quale turisti italiani e stranieri non rinunciano potendo venire a contatto con un commercio rigorosamente a filiera corta; l’ultimo weekend di maggio è invece la volta, sempre in questa location, delle Feste Fiorite, che propongono concerti e vari spettacoli di danza e teatro

Via Vittorio Emanuele II. È l'antica “via Maestra”, con edifici e decorazioni sia medievali sia rinascimentali, tra cui i palazzi Belli e Serralunga, casa Fontana. Da visitare anche Piazza Umberto I, già piazza Savona, con i viali che circondano il centro secondo il tracciato delle mura romane, di cui rimangono dei ruderi.

Alba annovera nel proprio corredo anche il Teatro G. Busca, inaugurato nel 1855 e oggi adibito a luogo di incontri, conferenze e rappresentazioni di vario tipo. Tornando all’architettura religiosa, essa è foriera di altri esempi ecclesiastici, chiaramente minori rispetto alla succitata Cattedrale eppur significativi: vi sono comprese la duecentesca Chiesa di San Domenico, la Chiesa di Santa Caterina, il Tempio di San Paolo ma anche la Chiesa del Cristo Re e quella dei Santi Cosma e Damiano, insieme a tante che imperversano docilmente nel centro urbano.

Da non perdere è senz'altro il Museo archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio”. Ha esposti circa 1500 pezzi (utensili, asce, accette in pietra levigata, ceramiche) d'età neolitica, del bronzo e del ferro rinvenuti durante gli scavi del secolo scorso e che testimoniano l'importanza dell'insediamento esistente in epoca preistorica nei dintorni dell'attuale centro abitato. Custodisce inoltre materiale d'epoca romana come lucerne, suppellettili funerarie, urne cinerarie, monete, diversa ceramica campana, aretina, italica, gallica del sud.

Eventi, fiere e manifestazioni

Tra le manifestazioni ricordiamo per prima la fiera del tartufo. Si svolge dalla prima domenica di ottobre alla terza domenica di novembre. Creata nel periodo tra le due guerre dall'albergatore Giacomo Morra, ha fama internazionale. È dedicata al tartufo bianco o tartufo d'Alba, specialità esclusiva della cucina italiana, che ha la sua area principale in Piemonte e soprattutto nei boschi delle Langhe. Viene individuato e dissotterrato dai “trifulau” (raccoglitori), che lo commerciano alla fiera. Può valere fino a 300-400 euro l'etto. Cresce agli inizi d'autunno e fino alla caduta della prima neve. L'evento è anticipato dal il Palio degli Asini.

Al vino è invece dedicata la fiera primaverile Vinum. Non si dimentichi tuttavia l’altra chicca, ovvero la carne all’albese, da mangiare cruda marinata con olio, sale e pepe e accompagnata dai saporitissimi grissini autoctoni. La cucina tipica comprende fra gli altri i tajarin (le tagliatelle fresche piemontesi), la fonduta, il brasato al barolo, l’inflazionato vitello tonnato (lo servono ormai ovunque in Italia) e, nel parterre delle primizie dolci, le favolose pesche ripiene, le paste di meliga e l’estasiante torta di nocciole (delle Langhe, naturalmente). Le influenti realtà industriali viaggiano all’unisono con la gestazione delle risorse agricole. Qui agisce infatti uno dei fiori all’occhiello dell’imprenditoria italiana, la Ferrero S.p.A., produttrice di dolciumi eccellenti e soprattutto della celeberrima Nutella, così buona grazie alle squisite nocciole delle Langhe che si raccolgono in ingente quantità. Certo, questa azienda è continuamente sulla bocca di tutti, eppure altre costellano il panorama economico di Alba e sono il Gruppo Miroglio specializzato nella moda e nel settore tessile, la Mondo per quanto concerne le pavimentazioni, i giocattoli e i motor-yacht, e infine la Società San Paolo afferente l’editoria

Da ricordare anche la Giostra dalle Cento Torri, manifestazione dal gran calore storico.

Curiosità sul tartufo

Gran merito della popolarità del tartufo d'Alba va al farmacista Luciano De Giacomi, gran maestro dell’‘Ordine dei cavalieri del tartufo e dei vini d'Alba”, che fondò l'associazione ‘‘per difendere e diffondere in tutto il mondo la genuina gastronomia e i vini’’ della sua città. A cominciare dal tartufo, nome volgare di alcune specie del genere “tuber” (in latino, “terrae tuber”, tubero di terra): funghi ascomiceti dai caratteristici corpi fruttiferi a forma di tubercoli. Crescono sotto terra, isolati o in piccoli gruppi, restando in rapporto di simbiosi micorrizica con le radici di querce, noccioli, pioppi, salici. Il tartufo bianco, benché fosse già noto anticamente, cominciò a essere valorizzato soltanto agli inizi del secolo scorso quando la borghesia di Alba chiamò in città le balie e le giovani domestiche delle Langhe, che portarono le loro ricette tradizionali.

Dove mangiare il tartufo e le altre specialità delle langhe

Alcuni locali sono riconosciuti tra i migliori ristoranti del nord: Da Beppe, Daniel's, La Capannina, Il Nuovo San Giorgio, fino all'hotel Savona. Si gustano le specialità col tartufo, che è l'essenza della cucina albese: la principale è la fonduta a base di formaggio fontina fuso. Il tartufo fresco si sposa bene col risotto alla piemontese quanto con le tagliatelle, con parecchi piatti di carne e con la selvaggina (che peraltro ha già un gusto forte). Altre specialità: la “bagnacauda” e le lasagne al sangue.

Shopping: I vini, oltre al tartufo. I vini nobili della zona sono sei: Barolo, Barbaresco, Barbera d'Alba, Nebbiolo d'Alba, Dolcetto d'Alba, Moscato naturale.

Nei dintorni visitate Diano d'Alba e Montelupo Albese. Lungo una strada dal paesaggio solitario e grandioso. Grinzane Cavour. Visita al castello in cotto del XIII secolo, già residenza dello statista Camillo Cavour, oggi sede di un ristorante e dell'enoteca regionale: degustazione, acquisto di grappe e vini.

Come arrivare ad Alba

In auto conviene intraprendere l’Autostrada A6 Torino-Savona (si esce a Marene, raccordo con la A33 Asti-Cuneo, uscita Cherasco, Pollenzo e infine superstrada per Alba SS231) o la A21 Torino-Piacenza (uscita Asti Est, raccordo con la A33 Asti-Cuneo, superstrada per Alba SS231); da Torino stazione Porta Nuova o Porta Susa partono treni che esigono il cambio a Cavallermaggiore o a Bra; le due linee autobus dirette partono da Piazza Carducci, raggiungibile con la Metropolitana in direzione Lingotto, fermata Carducci; l’aeroporto più vicino è il Sandro Pertini di Caselle Torinese.
  •  
27 Novembre 2017 Valtellina: tour tra gastronomia, vino e ...

Si scrive Valtellina, si legge (anche) eccellenza a tavola. Sì, ...

NOVITA' close