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Cherasco (Piemonte): la storia, il castello e la visita alla cittą del cuneese

Cherasco, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Là dove confluiscono i fiumi Stura di Demonte e Tanaro nel favoloso hinterland di Cuneo in Piemonte sta Cherasco, l’antica cittadina culla di tanti significativi eventi storici.

Storia di Cherasco

Sono da ricordare vari eventi, a partire dalla Pace del Monferrato sottoscritta nel 1631 all’armistizio di Napoleone Bonaparte nel 1796 fino alla complicità nella Guerra di Liberazione fra il 1943 e il 1945 per la quale la comunità si è guadagnata a fronte di una feroce mestizia sacrificale la Medaglia d’Argento al Merito Civile.

Cherasco è la città dalle mura stellate, sorta sotto il segno di Federico II di Svevia nel 1243 e traslata dal credo ghibellino alla fede guelfa durante le fasi che accolsero l’avvento irruente di Carlo D’Angiò; è la città che vide i Savoia soccombere all’invadenza dei Visconti per poi tornare più forte nel Cinquecento, il secolo del grande splendore e dell’erezione dell’imponente cinta muraria progettata da Ascanio Vittozzi circa cent’anni prima del concepimento del magnifico Arco del Belvedere che dal 1647 (anno in cui venne costruito) è uno dei massimi monumenti del nucleo urbano adombrato dalla Chiesa di Sant’Agostino, ambiente che s’ammanta internamente della bellezza della Strage degli Innocenti dipinta da Bartolomeo Garavoglia.

Il Castello e cosa vedere a Cherasco

Proprio questa accorpante urbanità raccoglie a sé dei notevoli preziosismi incarnati in edifici come il Castello Visconteo (l’impianto medievale con le tipiche torri quadrate ai quattro angoli ha subito rimaneggiamenti che ne hanno alimentato il profilo ibrido fra il romanico e il tepore fastoso della villa settecentesca), chiese e palazzi – tra cui Palazzo Gotti con il Museo "G.B. Adriani" (a Cherasco presso le scuole medie di via Beato Amedeo c’è anche il Museo Naturalistico Giorgio Segre dedicato dal 2005 a una fornitissima collezione di minerali, conchiglie e fossili entrati in un circuito didattico molto interessante) a contenere estratti di cultura locale e documenti che testimoniano la passata sussistenza del Senato piemontese - che si vestono del titolo di capolavoro facendosi ammirare da 9.000 abitanti e turisti in visita in un continuo via vai

Impone riverenza la duecentesca Chiesa di San Pietro, la decana dei luoghi di culto presenti in loco, al cui interno fanno parlare di sé le fini tele di Giovanni Taricco presenti nel presbiterio e nel coro. Ci sono inoltre bacini di meraviglia corrispondenti alle frazioni, cantucci persi in un’oasi di vigneti, castagneti, mandorli e noccioli: Roreto, Bricco, Veglia ma anche Cappellazzo, San Bartolomeo, San Giovanni e Meane hanno un peso per certi versi straordinario nell’economia locale in equilibrio fra cultura agricola ed espansione industriale che beneficiano di implementi qualitativi in continuo progresso grazie alle ingenti risorse di un territorio eclettico in termini di resa. Da ricordare che Cherasco è uno degli undici comuni formanti la Terra del Vino Barolo essendo peraltro sede dell’Associazione Nazionale Elicicoltori impegnata nell’allevamento e nel commercio delle lumache edibili,. Altra prelibatezza del posto afferisce la pasticceria prodiga nella produzione dei Baci di Cherasco, preparati per la prima volta nella Pasticceria Barbero fondata nel 1881.

Torniamo ad ammirare il centro storico di Cherasco, uno scrigno di tesori come Palazzo Salmatoris, altresì detto Palazzo della Pace per essere stato il luogo delegato alla firma della pace fra Mantova e il Monferrato nel 1631 ma anche alla sottoscrizione del già citato armistizio napoleonico del 1796. Questo pezzo di esemplare architettura risulta emblematico anche per aver ospitato nel 1706 la Sacra Sindone presso la Sala del Silenzio recante i sontuosi affreschi dell’artista Sebastiano Taricco. Scopriamo dunque che le sorprese, più che finire, sono appena iniziate e si continua a esplorare il fantastico corredo passando dinnanzi al Palazzo Comunale fiancheggiato dall’alta Torre Civica dotata di orologio e di un raro lunario: il dittico si trova nel punto di congiunzione delle vie Vittorio Emanuele II, Cavour e Garibaldi, arterie che dividono la cittadina in un’ordinata quadrilogia di quartieri.

Il seicentesco Santuario della Madonna del Popolo si fregia di una splendida facciata in cotto e gelosamente custodisce un coacervo di opere d’arte che spaziano da statue lignee finemente intagliate a stucchi ed affreschi davvero bellissimi. È meta di numerosi pellegrinaggi che si svolgono tutto l’anno. Chi vi transita non può certo esimersi dall’approfittare della permanenza per vedere poi la Chiesa di San Martino e la neoclassica Chiesa della Madonna delle Grazie. Nell’antico ghetto cittadino s’erge la Sinagoga ebraica costruita nel XVIII secolo.

Eventi, sagre e manifestazioni

Località di villeggiatura per tutto l'anno, il centro di Cherasco pullula di turisti soprattutto quando imperversa per le strade il mitico e celeberrimo mercato dell’antiquariato e del collezionismo (certamente riconosciuto fra i più importanti d’Italia e presentato ogni anno in tre edizioni) cui si aggiungono le bancarelle dei mercatini della musica, del mobile, del libro e del vintage oltre agli angoli della filatelia e della numismatica, tutti eventi che arricchiscono soprattutto le stagioni più calde ergo permissive di una circolazione più libera a cielo aperto.

Da accentuare l’importanza del Castello Visconti nell’ambito degli eventi che vi si svolgono all’interno, su tutti la mostra mercato floreale Nel giardino del Castello a maggio. Le lomanche diventano protagoniste a fine settembre nell’annuale Incontro Internazionale di Elicicoltura e con il Festival della Chiocciola in Cucina

Come arrivare a Cherasco

A Cherasco si può arrivare percorrendo l’Autostrada A6 TorinoSavona uscendo a Marene oppure percorrendo l’Autostrada A21 Torino – Piacenza uscendo ad Asti Est; la stazione ferroviaria di Bra è collegata a Cherasco da autobus extraurbani; l’aeroporto “Sandro Pertini” di Torino è quello di riferimento.

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