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Casale Monferrato (Piemonte): il Castello e la visita alla cittą

Casale Monferrato, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Casale Monferrato è quella che si dice propriamente “tappa obbligata” e vale un po’ per tutti, per i turisti in visita alle sconfinate valli dell’alessandrino in Piemonte, per i viandanti semplicemente di passaggio e per i cultori di mete urbane sensazionali in quanto ad architettura, arte e folclore. Questo comune ha tutto ma veramente tutto, 34.000 abitanti e un plot costruttivo tagliato su misura niente meno che dalla storia plasmatrice di realtà eterogenee e meravigliose. Le colline del Monferrato – scandite da saliscendi tempestati di vigneti, edifici valenti, borghi eccezionali e poggi floridi - definiscono il tessuto geografico su cui Casale si ritrova adagiato, cittadina strategicamente collocata in quel “triangolo industriale” disegnato largamente da Torino, Genova e Milano, inscritta nell’area dai punti focali Vercelli, Alessandria, Novara e Asti, capoluoghi ricchi di aziende, stabilimenti, fabbriche e strutture che si fanno brillantemente carico di un’operosità esemplare in grado di muovere l’economia regionale ad ogni livello.

Storia

Casale Monferrato ebbe origine dall’antico municipium romano di Vardacate, rilevato dai Longobardi nel 568 e rinominato Casale agli albori del Medioevo, 988 d.C. circa. Trovato un assetto comunale, il borgo venne distrutto nel 1215 dalla coalizione formata da Milano, Vercelli, Asti e Alessandria, eppure la sua ricostruzione infuse ancor più fiducia al popolo e la fama del ricostituito comune crebbe vertiginosamente, diventando nel 1434 Capitale del Marchesato del Monferrato per volere di Gian Giacomo Paleologo e 40 anni più tardi addirittura Città. La formazione della cittadella europea con formidabile fortificazione annessa risale al dominio esercitato nel 1559 dai Gonzaga di Mantova, un'egida forse eccessivamente tirannica ma a suo modo rivoluzionaria e benefica per un centro urbano che conobbe un ulteriore implemento delle sue capacità difensive, utili a contrastare i numerosi assedi subiti soprattutto nel corso del ‘600 da Francesi e Spagnoli. La cittadina venne di fatto occupata ma poi passò finalmente sotto la protezione dei Savoia, meno innovatori e più conservatori.

L’Ottocento fu il secolo del rilancio dell’espansione urbanistica, degli interventi strutturali e delle opere pubbliche che risvegliarono una Casale addormentata dall’occupazione napoleonica. Le due guerre mondiali furono soluzioni di continuità in un XX secolo che fece da tessuto temporale per la creazione e lo sviluppo di un apparato aziendale e industriale in fervida ascesa, complice del complessivo benessere della popolazione locale. Inutile dunque aggiungere che a Casale Monferrato si vive bene e l’entusiasmo si tocca con mano almeno quanto l’amore che i Casalaschi dimostrano nei confronti del risonante arredo urbano.

Cosa vedere a Casale Monferrato

La città rivela quattro lati, quattro identità che coincidono con l’impianto civile, quello religioso, quello militare e quello naturale, afferenti il genere permeante le varie attrattive architettoniche e spaziali. Una caleidoscopica prima rassegna di costruzioni rappresentative fanno capo all’imponente Torre civica che svetta a 60 metri di altezza, un monumento a pianta quadrata con mattoni a vista, vero simbolo di Casale risalente all’XI secolo. Di seguito vanno esplicate le residenze più eleganti, il Palazzo di Anna d’Alençon per esempio, crogiuolo armonico di colonne in laterizio, porticati con archi a sesto acuto e tutto sesto, decorazioni e soffitti a cassettoni di fattura seicentesca.

Questo è uno, ma si prosegue tranquillamente con la citazione di Palazzo Treville, settecentesco esempio di applicazione del barocco piemontese, Palazzo San Giorgio che si pone invece fra Rococò e Neoclassicismo, Palazzo Sannazzaro e Palazzo Magnocavalli (progettato da Benedetto Alfieri), Palazzo Langosco con il sontuoso scalone d’onore formato da due rampe e Casa Tornielli, di spiccato gusto rinascimentale. Difficile non notare il Teatro Municipale, nel suo genere considerato il migliore dopo il Regio di Torino, fondato nel 1791 sulle ceneri del Trincotto, ricostruito esso in legno prima di sposare la causa cementizia.

Nella logica delle strutture militari rientra il Castello dei Paleologi, cui misero mano dal 1352 in poi Giovanni II Paleologo, Guglielmo VIII, Bonifacio V e i Gonzaga: lo “scrigno culturale” della città per tale motivo non si conforma a un preciso stile ma ne abbraccia in verità più d’uno, dei quali rimane comun denominatore un corpus a pianta esagonale asimmetrica con torrioni angolari e fossato a circondare il tutto. Spettacolari i camminamenti di ronda e i sotterranei, ampiamente visitabili.

Dall’ariosa Piazza Mazzini, spazio focale di Casale, ci si sposta via via da un quartiere all’altro e da una zona a un’altra, lungo le quali si dispongono ordinatamente i luoghi sacri più significativi, a cominciare naturalmente dal Duomo di Sant’Evasio, cattedrale romanico lombarda fatta erigere nell’VIII secolo d.C. da re Liutprando. A contraddistinguere l’estetica esterna intercorre la particolare facciata a capanna i cui campanili laterali, uno a destra e uno a sinistra, sembrano incorniciarla proprio come fanno le colonne di Liutprando e Teodolinda con l’ingresso principale sovrastato dalla lunetta su cui è scolpito Gesù in trono fra i Santi Evasio e Lorenzo.

L’interno appare ancor più scenografico, con il nartece permeato da un dedalo marcato di volte, incroci d’archi e cinque navate lungo le quali si susseguono lateralmente gli altari marmorei, adombrati da imponenti colonne a fasce bicrome. Notevoli gli arredi, la tribuna con l’organo a canne Carrera-Collino , il pulpito e la balaustra, le vetrate istoriate e l’ambone con l’Agnus Dei, non ultime le cappelle del Santissimo Sacramento e di Sant’Evasio con l’urna in argento contenente le reliquie del Santo Patrono. Altri due spazi primari risultano la Cella campanaria con oreficerie e manufatti tessili d’alto pregio e la Sacrestia con il coro ligneo settecentesco di Francesco Valeriano Dellala di Beinasco e la Pinacoteca che conserva fra gli altri il Battesimo di Gesù opera del pittore Gaudenzio Ferrari.

Dopo il Duomo, in ordine di importanza arriva la Chiesa di San Domenico, meno eclatante dal punto di vista estetico ma altresì ricca di opere di rilievo come il portale del 1505 e una lunga serie di dipinti a carattere iconografico. Bella la Chiesa di San Paolo ma ancor più bella la Chiesa di Santa Caterina, capolavoro del ‘700 che sfoggia orgogliosa la sua cupola ornata al pari di quella della Chiesa di San Michele, affrescata da Giorgio Alberini e decorata da Giovanni Antonio Cassano. La più recente costruzione ecclesiastica risale al 1922 e ha la fisionomia del Santuario del Sacro Cuore di Gesù. Ottemperando al principio della libertà di culto, Casale Monferrato ospita una Sinagoga ebraica edificata nel 1595 su concessione di Guglielmo Gonzaga. Negli anni è stata sempre più abbellita e oggi riporta persino dei meravigliosi stucchi dorati. Vi si trova un Museo ebraico con vari reperti e le Tavole della Legge in legno dorato di marca settecentesca.

Le aree naturali d’ampio respiro sono essenzialmente tre, i Giardini Pubblici dai vasti manti erbosi, ricchi di alberi, piante e sculture occupanti una superficie complessiva di 90.000 mq, l’Oasi Sponde Fluviali di 119 ettari e il Parco Eternot, che intende ricordare le vittime dell’amianto: sorge infatti dove era ubicato lo stabilimento dell’Eternit, demolito e interrato.

Un aspetto che grandemente caratterizza Casale Monferrato è quello che afferisce il suo amplissimo bagaglio gastronomico. Questa è terra di pregiati vini DOC e DOCG come il Barbera del Monferrato, il Grignolino e la Bonarda, ma anche di delizie dolciarie come i biscotti krumiri e prelibatezze quali gli Agnolotti di Casale. Essendo prevalente la coltivazione del riso, nei menù dei moltissimi ristoranti non mancano i risotti, ma si possono trovare ricette più generaliste come la bagna cauda e il vitello tonnato.

Eventi, sagre e manifestazioni

Di pari passo si svolgono gli eventi fieristici che ravvivano il centro storico: la Fiera regionale di San Giuseppe a metà marzo precede la rassegna itinerante di cultura e gusto Golosaria a inizio aprile; ormai collaudati i quattro weekend di maggio nei quali è protagonista la kermesse primaverile Riso&Rose; a settembre via alla Festa del Vino e del Monferrato, l’itinerante Sagra del Tartufo a novembre e l’appuntamento fisso con il Mercato dell’Antiquariato la seconda domenica del mese e l’antecedente sabato.

Come arrivare a Casale Monferrato

Da Torino bisogna percorrere l’Autostrada A4 Torino – Milano, successivamente imboccare l’Autostrada A26 Gravellona Toce – Genova Voltri verso Alessandria/Genova e infine uscire a Casale Sud; nel centro è ubicata la stazione ferroviaria; l’aeroporto di riferimento è il “Sandro Pertini” di Caselle Torinese, distante ca. 63 km dalla località.

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