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Novara (Piemonte), cosa vedere e cosa sapere della cittą

Novara, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Da lontano la si riconosce per la cupola della Basilica di San Gaudenzio, alta 122 metri, ed è nota nel mondo commerciale per essere crocevia di importanti traffici tra gli assi viari che collegano Milano, Torino e Genova alla Svizzera. Se a questo si aggiungono un centro storico interessante e un repertorio di tradizioni antiche, si comprende come Novara sia una città viva, affascinante, che sa fondere il passato al presente. Popolata da 104 mila abitanti, seconda città più popolosa del Piemonte, è il capoluogo dell’omonima provincia.

Il paesaggio circostante ha un volto particolare, plasmato nel corso dei secoli dall’attività umana: accanto ai fiumi e ai canali che ricamano la piana novarese si estendono le risaie, frutto di opere di bonifica inaugurate in un tempo lontano, e i rilievi del territorio sono scolpiti dai caratteristici livellamenti e terrazzamenti. Il nucleo abitato sorge in posizione lievemente rialzata, sull’ultima propaggine morenica dei ghiacciai alpini che digrada verso sud, fino a Vespolate.

Novara, in quanto a conformazione e paesaggio, è diversa dalle altre città del Nord d’Italia: nel suo caso il contrasto tra il centro abitato e la campagna circostante è molto marcato, tanto che il cuore urbano pare una grande isola civilizzata in una piana lineare, senz’alberi ad eccezione dei pioppi. Il centro storico porta i segni di notevoli opere di modernizzazione, ma resiste l’antico impianto medievale delle strade acciottolate e delle piccole piazze, come la piazza delle Erbe e la piazza della Repubblica.

Accanto agli edifici dell’Ottocento trovano spazio le testimonianze del medioevo, del rinascimento e del periodo barocco, che si susseguono l’una accanto all’altra in un appassionante puzzle di momenti storici. Tra gli edifici più belli c’è il Duomo di Novara, modificato nel corso dei secoli ma ancora affiancato dall’originario campanile romanico e corredato dal chiostro della stessa epoca; il resto dell’edificio è molto più giovane, risalente al XIX secolo, e presenta le forme neoclassiche progettate da Alessandro Antonelli. L’interno custodisce opere d’arte notevoli, come alcuni arazzi fiamminghi del Cinquecento che raffigurano scene della vita di Salomone, collocati tra la navata centrale e quelle laterali. Pregevoli anche lo Sposalizio di Santa Caterina dipinto da Gaudenzio Ferrari, e un frammento musivo medievale nel pavimento del presbiterio.

Accanto alla chiesa c’è l’Oratorio di San Siro, edificio del XII secolo impreziosito da splendidi affreschi sulle storie del santo, mentre proseguendo la passeggiata nel centro ci si imbatte nel battistero: questo rappresenta la testimonianza più importante antecedente l’anno Mille, risalendo probabilmente al V secolo. Ha pianta ottagonale, gli affreschi all’interno rappresentano le scene dell’Apocalisse e sono del X secolo, mentre il tiburio e la cupola risalgono al periodo romanico.

Ma il simbolo di Novara è la Basilica di San Gaudenzio, che racchiude le spoglie del primo vescovo cittadino ed è caratterizzata da una grandiosa cupola progettata nell’Ottocento dall’Antonelli, lo stesso architetto della Mole di Torino. La proiezione verso l’alto è spettacolare, e dà la sensazione che l’edificio voglia staccarsi da terra: iniziata dal Tibaldi verso la fine del Cinquecento, la Basilica è alta ben 121 metri, è composta da vari ordini di colonnati sovrapposti ed è slanciata dalle tipiche guglie antonelliane. Notevole anche il campanile settecentesco, in cotto e granito, e il polittico custodito all’interno, realizzato da Gaudenzio Ferrari nel 1516.

Infine vale la pena di visitare il complesso monumentale del Broletto, composto da tutti gli edifici pubblici della Novara comunale: qui sono concentrati il Palazzo del Podestà, il duecentesco Palazzo Comunale, e il coetaneo Palazzo dei Paratici, che ospita le sale del Museo Civico e della Galleria d’Arte Moderna ‘Paolo e Adele Giannoni’.

Passate in rassegna le principali ricchezze architettoniche della città, arriva il momento di gustare i tesori tradizionali di Novara: le usanze e il costume popolare si ritrovano nelle manifestazioni organizzate periodicamente, così come le deliziose ricette tipiche del Piemonte. Tra le specialità più invitanti c’è il famoso Biscottino di Novara, di forma rettangolare e con gli angoli smussati, leggerissimo perché preparato semplicemente con farina di frumento, zucchero e uova: molti lo conoscono come ‘Pavesino’, denominazione commerciale inventata dalla locale ditta Pavesi, ma il dolcetto ha origini molto antiche e si dice che nel Cinquecento venisse cotto dalle monache nei monasteri femminili. Non a caso la maschera tipica del carnevale di Novara è il ‘Re Biscottino’.

Per gustare queste e altre ricette appetitose ci sono tante manifestazioni disseminate nell’arco dell’anno: in gennaio si celebra San Gaudenzio, in marzo c’è la rievocazione storica della Battaglia della Bicocca, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno c’è il Novara Jazz Festival e a metà giugno viene affiancato dal Novara Street Festival, evento dedicato agli artisti di strada. Tra settembre e ottobre continuano gli intrattenimenti musicali col Novara Gospel Festival, forse il più importante festival di musica gospel italiana e europea.

Per arrivare a Novara si può scegliere tra varie possibilità: la città è servita dall’autostrada A4 Milano-Torino e dalla grande direttrice ferroviaria Milano-Torino, da cui si diramano tante linee minori, oltre che dalle Ferrovie Nord Milano. Gli aeroporti più vicini alla città sono gli scali milanesi di Malpensa e Linate, seguiti dall’aeroporto di Torino.

Il clima che accoglie i visitatori è di tipo temperato, con inverni freddi e estati calde e abbastanza afose: la temperatura media di gennaio è di 1-2°C, mentre quella di luglio si aggira intorno ai 24°C. Le piogge sono abbondanti, concentrate in primavera e in autunno, e non mancano le nevicate invernali.
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 Pubblicato da - 18 Settembre 2010 - © Riproduzione vietata

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