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Feltre (Veneto): il borgo murato della provincia di Belluno

Feltre, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Concepita dalla cultura arcaica dei Reti, abitata in epoca romana, massicciamente popolata nel Medioevo, rasa al suolo nel 1510 dall’imperatore Massimiliano e risorta grazie a un’imponente ricostruzione rinascimentale operata dai Veneziani, Feltre ravviva oggi la provincia di Belluno adagiata su una collina che, in ascesa, tocca le sfumature del paesaggio montano.

Sta là quale località di favorevole bellezza in cui soggiornano oltre 20.500 anime deliziate da un’atmosfera raccolta, tipica di un piccolo paese e non di un grande centro urbano, una forma ma non uno spirito. Il comune domina il cosiddetto Feltrino, ovvero l’hinterland compreso fra le prealpi bellunesi a sud e le Alpi feltrine a nord,

incastonandosi di rimando entro una conca facente parte di un vasto territorio libero e arioso comprensivo della Valbelluna occidentale, il bacino dello Stizzon, la bassa valle del Cismon e la porzione di terra interessata dalla stretta di Quero fra il gruppo del Grappa e il monte Cesen: una monumentale area di sconfinato valore naturalistico che ospita nel suo abbraccio armonioso anche il Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, oasi protetta d’intramontabile meraviglia e Patrimonio UNESCO.

La sinuosa Feltre – la cui evoluzione temporale s’incarna nell’area archeologica sotto piazza Duomo, che offre un riscontro valente e autorevole nei termini della primigenia Feltria - è un esempio lampante di città murata con triplice ingresso da Porta Imperiale, Porta Oria, Porta Pusterla e una caratteristica particolare: si tratta di una urbs picta, che in altre parole si traduce come "città dipinta" in quanto molti palazzi e strutture architettoniche recano pareti affrescate. Alcune di queste opere di abbellimento risultano oggi lievemente sbiadite, mentre altre risplendono ancor meglio di prima.

Nel centro storico, osservato dal Castello di Alboino posto sul Colle delle Capre, trionfa Piazza Maggiore, grande area di ritrovo e riferimento che tanto somiglia a un palcoscenico a cielo aperto, uno dei luoghi magnetici della cittadina, reso tale dalla presenza di colonne con il tradizionale leone veneziano, due grosse statue raffiguranti i cittadini illustri Vittorino da Feltre e Panfilo Castaldi, la fontana di Tullio Lombardo, il Palazzo della Ragione – primigenia sede del governo cittadino la cui sala principale è stata trasformata nel XVII secolo nel “Teatro de la Sena” per ospitarvi spettacoli e messe in scena, alcuni persino del celebre Goldoni – e la chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano. Diagonalmente permangono i resti appartenenti all’antica fortezza di Feltre, completamente distrutta nel corso del ‘500.

La località veneta brulica di tal altri punti d’interesse che catturano curiosità, volontà di esplorazione e vocazione alla cultura storica: esemplari in questo senso il Duomo di San Pietro ai piedi della collina, il Museo Civico visitabile in via Lorenzo Luzzo (artista locale) e la Galleria d’Arte Moderna “Carlo Rizzarda”, posta dentro Palazzo Cumano in via Paradiso e orgogliosa di fregiarsi di una straordinaria collezione di realizzazioni in ferro battuto.

La proposta museale si rivela alquanto estesa, tanto da includere anche il Museo diocesano d’Arte Sacra: tanti i pezzi di sensazionale valore esposti, come l’icona bizantina della Madonna tra i Santi Vittore e Nicola del Tintoretto, la statua lignea di Andrea Brustolon ritraente la Madonna Assunta, il più antico calice eucaristico occidentale e la Croce post-bizantina recante in 40 cm di altezza ben 52 scene evangeliche con 485 personaggi e 200 colonnine, capolavoro realizzato nel 1542 da un monaco residente sul monte Athos.

A poca distanza dal centro ecco sorgere magno il Santuario dei Santi Vittore e Corona, vecchio monastero con annesso chiostro e chiesa medievale, davvero bello da ammirare soprattutto per l’opportunità di godere di un panorama da togliere il fiato. Ad ovest spicca cangiante il Lago del Corlo, una risorsa magnifica ch’è divenuta in breve tempo una meta ambitissima per le vacanze in mezzo alle montagne, particolarmente apprezzata dai turisti inclini al campeggio e al turismo avventuroso sotto le nuvole di giorno e le stelle di notte.

Sono gli stessi turisti itineranti a stimare la cultura sprigionata dal bagaglio enogastronomico autoctono, ricco di prelibatezze per tutti i gusti come la noce feltrina, il miele DOP delle Dolomiti, il fagiolo di Lamon e il mais sponcio, elementi di una cucina che sa assemblare ed esibire ottimi piatti estremamente genuini. Per quanto riguarda i nettari da bere, è la speciale Birra del Centenario – di malto, non filtrata e non pastorizzata - a trovare largo apprezzamento più del vino stesso.

Le occasioni per gustarla coincidono con i momenti di maggiore aggregazione popolare, che raggiunge il proprio apice con eventi assolutamente partecipati quali il Palio di Feltre e la Mostra dell’Artigianato. In ambito sportivo si menzionino la Granfondo di ciclismo e il “Giro delle Mura”, una suggestiva gara podistica in notturna.

Come arrivare
Un ideale punto di partenza da considerare è Milano, dalla quale Feltre si può tranquillamente raggiungere percorrendo l’autostrada Serenissima fino a Vicenza, poi la Valdastico fino a Dueville e successivamente la superstrada della Valsugana (direzione Trento) sino al bivio per Feltre. Se l’auto non vi risulta congeniale, l’opzione migliore è il treno: la linea Milano-Venezia pare funzionale e anche la Venezia-Castelfranco-Montebelluna-Belluno-Calalzo può fare al caso vostro.
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