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Arqu Petrarca, il borgo medievale sui Colli Euganei

Arqu Petrarca, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

“Fuggo la città come ergastolo e scelgo di abitare in un solitario piccolo villaggio, in una graziosa casetta, circondata da un uliveto e da una vigna, dove trascorro i giorni pienamente tranquillo, lontano dai tumulti, dai rumori, dalle faccende, leggendo continuamente e scrivendo.”

Così scriveva Francesco Petrarca nel XIV secolo, quando decise di ritirarsi ad Arquà, in Veneto, per trascorrervi gli ultimi anni della sua vita. Ancora oggi, in questo borgo medievale in provincia di Padova, adagiato tra le curve morbide dei Colli Euganei, possiamo respirare quella stessa quiete, e immaginare il poeta all’opera, assorto nei suoi pensieri, cullato dai suoni miti della natura e immerso nei ritmi placidi dei villaggi di un tempo.

Protetta dalle sagome del Monte Piccolo e del Monte Ventolone, popolata attualmente da quasi duemila abitanti, la cittadina si chiamava Arquà sino al 1868, quando il nome venne mutato in Arquà Petrarca.

L’innamoramento tra il borgo e il celebre poeta, però, avvenne molto tempo prima, precisamente nel 1364, quando Petrarca si recò nella vicina Abano Terme per curarsi dalla scabbia; un anno dopo gli venne assegnato l’incarico di canonico della collegiata di Monselice e nel 1369, finalmente, Francesco il Vecchio gli cedette un terreno ad Arquà, dove Petrarca provvide a restaurare la sua futura dimora. Lanciando lo sguardo oltre la finestra, il letterato vedeva un paesaggio non così diverso da quello attuale: i boschi di castagni, noci, faggi e frassini ondeggiavano al vento, ma i pendii più dolci erano ricamati di filari di vite, agghindati di ulivi argentei o costellati di mandorli.

Ancora oggi il passato continua a farsi sentire, senza però voltare le spalle al futuro, in un’armonica fusione tra atmosfere medievali e campestri e comfort degni delle mete turistiche più rinomate. Interventi recenti di valorizzazione territoriale hanno messo in luce il patrimonio storico e naturalistico inestimabile di Arquà Petrarca, che si è guadagnata un posto tra i Borghi più Belli d’Italia e ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano. Grande attenzione ricevono anche i prodotti tipici del luogo, tra cui l’ottimo vino e l’olio d’oliva. La città fa infatti parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Passeggiando per Arquà ci si lascia incantare dalla sua luminosità: le pietre chiare delle case, delle chiesette e dei palazzi signorili riflettono la luce di un sole mite, mentre poco lontano, oltre i limiti del borgo, una coperta patchwork di appezzamenti agricoli colora la campagna con allegria. Tra la vegetazione affiorano, come ricordi un po’anziani, le case di pietra, i lavatoi e i vecchi abbeveratoi.

Entrando nella cittadella ci si trova subito al cospetto della fontana detta “del Petrarca”, e proseguendo lungo la stessa via si giunge sul sagrato della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Proprio al centro del sagrato c’è la tomba del poeta, eretta sei anni dopo la sua morte utilizzando il pregiato marmo rosso di Verona. Entrando in chiesa, poi, si possono ammirare gli splendidi affreschi di scuola veneto-bizantina, oltre alla pala di Palma il Giovane e al Polittico del Trecento.

La passeggiata può continuare fino a Piazza Petrarca, nel borgo alto, dominata dal Palazzo Contarini del XV secolo, in stile gotico veneziano, e dalla pittoresca osteria “Del Guerriero”, ormai abbandonata.

Dalla piazza si può scorrere lungo la Via Roma, costeggiata da una bella dimora romanica con inserti gotici e una casa più piccola, con una nicchia e un mirabile affresco, adibita nel Trecento a ospedale per mendicanti. Completano la via un’altra residenza duecentesca e l’elegante Villa Alessi, edificata nel Trecento ma restaurata nel 1789.

Terminata la salita ci si trova al cospetto dell’Oratorio della SS Trinità, con il caratteristico tetto a capanna, custode di un Polittico di Sant’Agostino realizzato da Jacobello di Bonomo nel 1370, di un dipinto di Palma il Giovane e di alcuni affreschi. All’esterno della chiesa, che si può visitare solo in particolari occasioni, c’è la Loggia dei Vicari, in passato agghindata con gli stemmi gentilizi dei nobili padovani amministratori di Arquà.

Ed ecco che, finalmente, si può imboccare la via Valleselle che conduce sino alla Casa del Petrarca. Tuttora abbracciata dal verde, orlata dagli orti di un tempo, la dimora preesisteva al poeta e continua a raccontare di lui ancora adesso, secoli dopo la sua scomparsa. Nonostante il letterato vi abitò per appena quattro anni, e sebbene gli ambienti interni e gli arredi siano stati modificati nel tempo, l’umile residenza continua ad evocare l’amore per la poesia e trasmette un fascino immortale.

A un repertorio così ricco di testimonianze del passato corrisponde, ad Arquà Petrarca, un altrettanto ricco programma di eventi e manifestazioni, indice di vivacità e forti tradizioni. Tra gli eventi principali si ricordano gli Eventi in Casa Strozzi da marzo a ottobre, la Festa di Maggio che si svolge le prime due domeniche di maggio, il Festival Euganeo di luglio, le Serate d’Estate da giugno ad agosto e la festa delle giuggiole, le prime due domeniche di ottobre. Da non perdere anche il Moscato Arquà Jazz Festival di settembre, la sagra della Giuggiola a ottombre e la Festa dell’Olio Novello a novembre, dedicate ai prodotti più rinomati del luogo, il vino e l’olio.

Raggiungere Arquà Petrarca non è difficile, qualunque mezzo si scelga per il proprio viaggio. In auto bisogna prendere l’Autostrada A13 Padova-Bologna e uscire a Terme Euganee, continuare verso Padova poi prendere la statale, seguendo le indicazioni fino a destinazione. Le stazioni ferroviarie più vicine sono quella di Montegrotto Terme lungo la linea Padova-Bologna, a 15 minuti di autobus, e quella di Monselice per treni locali e regionali. L'Aeroporto più vicino è quello di Venezia, che dista circa 50 minuti di auto.

Il clima è mite, con inverni freddi ma mai troppo rigidi, e estati calde e soleggiate. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, variano tra una minima di -2°C e una massima di 6°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 17°C ai 28°C. Le precipitazioni, scarse in estate, raggiungono il loro picco in novembre, quando cadono in media 109 mm di pioggia.
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 Pubblicato da - 11 Ottobre 2012 - Riproduzione vietata

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