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Rovigo (Veneto), visita alla cittą: cosa vedere e cosa sapere

Che sia una città un po’ magica, dove la poesia, la letteratura e l’arte hanno la meglio, lo si capisce anche solo dal nome, e dalle origini che gli si attribuiscono: a lungo, infatti, si è dato credito alla teoria di Ludovico Ariosto, che nell’Orlando Furioso faceva risalire il nome di Rovigo da Rhodigium, ossia, in greco, ‘città delle rose’. Derivazione che ormai, per gran parte degli storici, non sarebbe altro che una romantica fantasia poetica, ma che è rimasta viva nella memoria collettiva e che tuttora vede la rosa come simbolo inconfondibile della città.

Incastonata tra l’Adige, a nord, e il Canalbianco, a sud, Rovigo è una città veneta di oltre 52 mila abitanti, situata a breve distanza dal confine con l’Emilia Romagna e a una quarantina di chilometri dalle coste adriatiche. Capoluogo dell’omonima provincia del Polesine, Rovigo si distende su un territorio pianeggiante, ricamato da innumerevoli canali artificiali utilizzati per la bonifica e l’irrigazione, che in certi casi delimitano i confini del comune. Il risultato è una terra fertile, verdeggiante, dove l’acqua è l’elemento fondamentale e dove si è creato un paesaggio magico, con specie animali e floreali di grande fascino.

Qui si inseriscono le bellezze di Rovigo, una città fatta di scorci semplici ma, nella loro normalità, spettacolari, e di monumenti di grande valore, testimoni di una storia lunga e ricca. L’esplorazione del centro può partire dal Palazzo del Municipio, fondato nel XVI secolo e ristrutturato nel XVIII, a cui si affiancano la settecentesca torre dell’Orologio, il Palazzo dell’Accademia dei Concordi con la Pinacoteca dei Concordi e la Pinacoteca del Seminario, il quattrocentesco Palazzo Roverella e il Palazzo Roncale, eretto nel 1555 ad opera di Michele Sanmicheli.

Da non perdere il Duomo, antica costruzione dedicata a Santo Stefano Papa, con un interno ricco di opere d’arte e una facciata esterna essenziale in laterizio, rimasta incompiuta, dominata dal portale ottocentesco sormontato da una statua. L’interno è impreziosito da un frammento di affresco quattrocentesco, che rappresenta la Madonna delle Grazie ed è inserito in un dipinto di Giovanni Antonio di Pieri detto lo Zoppo tra le immagini di San Michele, San Giovanni Evangelista, San Domenico, San Gaetano Thiene, San Giovanni Nepocumeno e San Tommaso Apostolo. E’ di un autore anonimo la tela cinquecentesca che rappresenta Sant’Anna, la Madonna e San Francesco Saverio, e non è da meno la Vergine Maria di Andrea Michieli.

Non distano molto dal Duomo le due torri pendenti, abbracciate da un ampio giardino pubblico: sono la torre merlata Donà, una delle più elevate costruzioni italiane di questo genere, e la ‘torre mozza’, entrambe appartenute a un antico maniero, costruito nel 920 dal vescovo di Adria Paolo Cattaneo e ora scomparso.
La torre di via Pighin, risalente al tempo dei vescovi, apparteneva invece alla cinta muraria del 1138, eretta da Florio Cattaneo.

Nel cuore della città vale la pena di ammirare anche la Piazza Vittorio Emanuele, di forma trapezoidale, dominata dalla colonna in pietra col leone di San Marco, e la bella chiesa di San Francesco, dalle linee romaniche e gotiche ma ristrutturata nell’Ottocento, affiancata da un campanile del primo Cinquecento.

Infine Rovigo ospita la Beata del Soccorso, conosciuta anche col nome di ‘la Rotonda’, realizzata tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, e il Museo Civico delle civiltà del Polesine, allestito presso l’antico monastero degli Olivetani di San Bartolomeo, con vari reperti archeologici di età romana e utensili della civiltà contadina dei secoli successivi sino ad oggi.

Ma conoscere Rovigo non significa soltanto passeggiare per le strade ampie, con il naso all’insù e gli occhi persi tra le linee sinuose delle architetture, l’orecchio teso a cogliere i suoni accoglienti della città. Per assaporare davvero le tradizioni locali e l’ospitalità bisogna partecipare agli eventi, numerosi, che vi si svolgono nell’arco dell’anno: sono numerosi gli spettacoli estivi e le manifestazioni all’insegna della buona musica e della buona tavola, ma non mancano le iniziative autunnali. In settembre, ad esempio, c’è Rowoodstock, una settimana consacrata alla creatività giovanile, con performance musicali, spettacoli di danza e di teatro, proiezione di cortometraggi, letture di poesie o racconti, naturalmente opera dei ragazzi di Rovigo.
Il mese successivo c’è l’ottobre rodigino, un grande evento che comprende la tradizionale fiera, mostre d’artigianato e appuntamenti culturali. Chiudono l'anno i tradizionali mercatini di Natale.

Chi ha deciso di avventurarsi alla scoperta di Rovigo raggiungerà la città facilmente, grazie agli ottimi collegamenti stradali e ferroviari di cui dispone. Chi viaggia in auto e viene da Bologna deve percorrere la A13 Bologna-Venezia e uscire a Rovigo, mentre se si arriva da Padova si esce a Boara Pisani. Dal Brennero e Trento si percorre la A22 e si esce a Verona Sud, poi si continua sulla superstrada Transpolesana Verona-Rovigo, quindi sulla Statale Rovigo-Adria.
Chi viaggia in treno trova la stazione ferroviaria cittadina sulla linea Venezia-Bologna, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Venezia e di Bologna.

Giunti a destinazione verrete accolti da un clima mite, quasi sempre piacevole, senza picchi eccessivi di caldo o di gelo. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno infatti da una minima di 1°C a una massima di 4°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 19°C ai 29°C. Le precipitazioni, scarse nella stagione estiva, si concentrano in autunno e toccano il picco massimo in novembre, quando cadono in media 72 mm di pioggia.
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