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Le foto di cosa vedere e visitare a Avigliano

Avigliano (Potenza): visita alla cittą della Basilicata

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I quasi 12.000 abitanti (e soprattutto il conferimento nel 1991 da parte del Presidente della Repubblica) la qualificano come Città il cui prestigio espanso del titolo l’ha certamente agevolata nella logica del “nuovo turismo”: Avigliano sorge in provincia di Potenza ed è uno degli hot spot attrattivi di una Basilicata da sempre generosa e affettiva.

E’ uno di quei luoghi la cui storia fatica ha ottenere origini chiare e oggigiorno solo ipotesi sostanziano alla vera data di nascita della località, probabilmente fondata in tempi antichi dai Sanniti.

Storia ed origine del nome

La denominazione latina Avis locum (luogo popolato da uccelli) venne attribuita, ma sempre secondo leggende e voci, da alcuni marinai provenienti dal lontano Oriente, scopritori di un avamposto dove imperava la presenza massiccia dei volatili in un territorio brulicante di monti in grado di offrire protezione a una fauna ben più variegata. Gli storici sono comunque abbastanza concordi nel sostenere che Avigliano possa essere cresciuta in principio come fundus romano sotto l’imperatore Traiano e poi sviluppatasi come tante altre realtà locali in ambito medievale.

Castello di Lagopesole

La vestigia forse più sensazionale e risonante di quell’epoca guarda il paese dall’alto del suo naturale piedistallo ed è il Castello Lagopesole, voluto da Federico II di Svevia e costruito fra il 1242 e il 1250 con una dissonante atipicità, ovvero la Cappella Palatina. Questa fortezza ha mantenuto una pianta rettangolare e s’erge su due piani entro i quali si dispongono i vari ambienti, il cui riferimento rimane la coppia di cortili interni, il maggiore e il minore, intorno ai quali si raccolgono saloni, stanze di rappresentanza e baluardi di difesa a lungo tenuti in uso, vedesi il donjon.

Di fattura normanna ma adottato dagli svevi che di fatto lo plasmarono a loro piacimento, il fortilizio appartiene nel Terzo Millennio al Demanio ma è occupato dalla sede del Corpo Forestale dello Stato: questi due tratti non escludono l’organizzazione di svariate attività culturali che sfruttano la presenza nuova dell’Antiquarium, reso possibile grazie al rinvenimento e conseguente impiego di laterizio medievale estratto da cave antiche.

Cosa vedere ad Avigliano

Altre architetture simili si riscontrano un po’ in tutta la cittadina, alcune ben tenute, altre piuttosto mal ridotte: fra le prime si annoverano Palazzo Doria (XVII secolo), Palazzo Palomba (settecentesca, si fregia di una bella torre con orologio che trionfa sulla piazza centrale), Palazzo Sponsa e, ancora, i Palazzi Solinas, Masi, Labella e Gagliardi, insomma un bello e folto elenco che riserva al turista più di una sorpresa da cogliere con gli occhi più che con la penna diaristica; la Torre di Taccone, invece, è rimasta orfana della sua muraglia difensiva e purtroppo soltanto il basamento risulta appieno visibile.

L’imbarazzo della scelta è un più che dolce problema del corredo architettonico ecclesiastico. Ci si perde quasi se si considera un tour fra vicoli e strade che soggiacciono ai tanti edifici religiosi in grado di impermeabilizzare il fascino grazioso di Avigliano, crogiuolo di bellezze che suonano all’unisono. La Basilica di Santa Maria del Carmine è il cuore della devozione popolare, figliol prodiga medievale a triplice navata che conserva un bel crocifisso processionale di fine ‘800 e una piccola biblioteca.
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A due navate è la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, un seicentesco esempio di contenitore sacro che riesce a coniugare differenti stili e arti, basti pensare alla diversificazione che all’interno analizza le statue di San Francesco, Santa Maria degli Angeli e Sant’Antonio accordandole con gli altari in legno policromato, i dipinti di Pietro Antonio Ferro, Girolamo Cenatiempo e Filippo Ceppaluni, le sculture lignee e l’organo a canne, senza dimenticare il pezzo clou, ovvero i portali de monastero.

Della Chiesa di San Vito non si ricorda il celebre ballo bensì una Madonna col Bambino e i Santi Vito e Lorenzo, dipinto datato 1640. Si ritorna al sistema a tre navate con la Chiesa della Santissima Annunziata, mentre l’anziana di turno è la Chiesa di Santa Maria de Cornu Bonu, che a quanto pare è in piedi dal 1164.

Eventi, Sagre e Manifestazioni

Devozione e folclore spesso intendono intrecciarsi per dar vita a quella che è la semplice tradizione del divertimento locale. Tantissime rievocazioni e celebrazioni religiose ogni mese dell’anno tra cui la celebre Festa della Madonna del Carmine, sicché alcune parentesi di diverso genere risultano assai gradite, come la Sagra del Baccalà e dei prodotti tipici aviglianesi verso la fine di agosto. Le antiche ricette imperversano, dunque il turista deve andare alla ricerca dei piatti che riflettono un intero bagaglio gastronomico lucano. Un aiutino? La carchiola (simile a una piadina) e Lu mstazzuol cu ru zucc’r’, un tarallo dolce molto consumato durante i ricevimenti di matrimonio.

Come arrivare ad Avigliano

Da Napoli in auto, bisogna prendere la A3 SalernoReggio Calabria, uscire a Sicignano, imboccare tramite il raccordo autostradale la E847, uscire a Potenza Est e infine seguire le indicazioni per Avigliano; la stazione ferroviaria si trova nella località; autobus navetta collegano le maggiori città del territorio alla cittadina.


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