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Il castello di Lagopesole ad Avigliano in Basilicata

E' stata una delle residenze preferite da Federico II e ancora oggi affascina i visitatori per la sua posizione panoramica, in cima ad un colle e sovrastando l'antico borgo ai suoi piedi.

Federico II°, imperatore di Svevia, vi si rifugiava per dedicarsi alla caccia, una delle sue attività preferite. Dove siamo? Su una collina che s’innalza fra i fiumi Ofanto e Bradano, nel borgo di Lagopesole, comune di Avigliano, in provincia di Potenza (Basilicata): qui a 820 metri sul livello del mare sorge un castello medievale di epoca federiciana, l’ultimo e il più grande fatto erigere da colui che è conosciuto anche come “Stupor Mundi”.

Un tempo dimora preferita di Manfredi, figlio di Federico II°, questa fortificazione è oggi proprietà demaniale oltre che sede del Corpo Forestale dello Stato; vi si svolgono inoltre attività culturali mentre l’Antiquarium espone reperti medievali riportati alla luce durante gli scavi archeologici effettuati nel cortile minore.

Location nel 2012 della serie televisiva Il Generale dei Briganti e nel lontano 1964 del film Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, nell’Ottocento fu anche rifugio del gruppo di 400 briganti guidati da Carmine Crocco. Carlo d’Angiò ne fece invece una prigione di lusso rinchiudendovi sino alla morte la moglie e i figli di Manfredi.

Cosa vedere nel Castello

Caratterizzato da una massiccia pianta rettangolare, il castello di Lagopesole è realizzato in conci di pietra arenaria e conserva tutt’oggi la sua struttura originale; articolato su due piani e con due cortili, presenta una torre (il donjon) con muratura bugnata nella parte superiore, elemento tipico dell’architettura sveva. Il cortile minore, risalente all’epoca altonormanna, ha al suo centro un mastio quadrato fuori asse rispetto al resto della struttura; quello maggiore invece risalirebbe all’ampliamento fatto attuare da Federico II° di Svevia nel 1242 su rovine di precedenti costruzioni militari e residenziali (epoca normanno-sveva e angioina) e ospita una cisterna e una cappella.

A rendere unica la rocca di Lagopesole rispetto a tutte le altre volute da Federico II° è proprio questa chiesetta, in stile austero romanico, assente in tutti gli altri castelli di epoca imperiale. Riportata alla luce sul finire del XX° secolo, è un piccolo gioiello visitato, tutto l’anno (come del resto il castello intero) da turisti italiani e stranieri. Da non perdere gli elementi decorativi fra cui bifore e monofore, il matroneo che si affaccia sulla cappella, il portale opera di Mele di Stigliano e le mensole scultoree che reggevano gli archi a sesto acuto.

Le leggende del Castello

Come ogni maniero che si rispetti, anche quello di Lagopesole ha le sue leggende. A iniziare da quella di Elena Ducas, consorte di Manfredi di Svevia, fatta prigioniera da Carlo d’Angiò durante una battaglia avvenuta a Benevento. La regina, imprigionata con i figli, morì per il dolore e l’angoscia, senza notizie del marito. Si racconta che lo spirito di Elena, vestita di bianco, si aggiri da secoli fra i corridoi del castello e che molti l’abbiano sentita piangere. Lo stesso Manfredi, con un lungo mantello verde, vagherebbe nei giardini della rocca, sul suo cavallo, alla ricerca della regina, senza però riuscire mai a incontrarla. Nelle notti silenziose si sentirebbe il rumore degli zoccoli. Ma c’è anche un altro racconto che aleggia su questa fortezza: in età avanzata, il Barbarossa si sarebbe ritirato proprio qui. A causa di una deformità alle orecchie che Federico I° avrebbe nascosto sotto la folta capigliatura, tutti i barbieri che lo radevano erano poi sepolti, con l’inganno, in una torre. Uno di questi riuscì però a fuggire ed ebbe la vita salva in cambio del silenzio assoluto. Si dice però che, in un luogo isolato di campagna, il giovane scavò una buca profonda e raccontò alla terra il segreto dell’imperatore. Da allora, le canne cresciute, scosse dal vento, ripeterebbero il ritornello “Federico Barbaroosa tène l’orecchie all’asinà a a a a….”, parole riprese in molti canti della tradizione popolare.

Informazioni utili, orario e prezzo biglietti per la visita

Biglietto: 2€ intero; 1,5€ ridotto per minori, portatori di disabilità, over 65. Visita guidata: 3€ intero; 2,5€ ridotto per minori, portatori di disabilità, over 65, scolaresche. I tour guidati si effettuano al raggiungimento minimo di 10 persone. Disponibilità anche di visite in lingua straniera (inglese e tedesco) con un costo aggiuntivo.

Apertura: orario invernale (01/10-30/04) dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 17; orario estivo (01/05-30/09) dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 19. Chiuso il 24, 25, 26 e 31 dicembre, 1 e 2 gennaio, festa della SS. Trinità e in caso di inaccessibilità (neve, ghiaccio…). Ingresso consentito sino ad un quarto d’ora prima della chiusura.

Indirizzo: via Castello – 85021 Lagopesole (Potenza), Basilicata. Recapiti telefonici +39 0971 86083 oppure +39 338 7155211. Mail info@castellodilagopesole.com

Come arrivare

Raggiungere il castello di Lagopesole: in auto, autostrada A14, uscita Foggia, strada Foggia-Candela, strada Candela-Potenza e uscita Lagopesole oppure autostrada Salerno-Reggio Calabria, uscita Potenza, Superstrada Potenza-Melfi e uscita Lagopesole. In treno: FS Foggia-Potenza, stazione Castel Lagopesole, autobus per Lagopesole (3 km); FS Roma-Taranto, stazione Potenza, Potenza-Foggia, stazione Castel Lagopesole e autobus per Lagopesole. Autobus: linea Sita, Potenza-Lavello, Melfi-Rionero-Potenza, Milano-Grassano, Torino-Grassano, fermata Lagopesole (Esso).

Sito ufficiale www.castellodilagopesole.com

 Pubblicato da il 13/12/2020 - 4.555 letture - ® Riproduzione vietata

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