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Santa Caterina Villarmosa: visita al paese al centro della Sicilia

Santa Caterina Villarmosa, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Santa Caterina Villarmosa dovrebbe denotare dal lungo nome un certo rango, ma in verità si tratta di un paese della Sicilia che abbraccia tutta la semplicità di una regione ricca di cultura e storia, rivelandosi in tutto il suo ameno profilo. Sorge su una collina a nord di Caltanissetta, da cui dista non più di 20 km e geograficamente dovrebbe occupare l’esatto centro dell’isola, o almeno così si dice.

Storia e origine del nome

Il borgo ha avuto origine dalla baronia di Risicalla, che infeudata convertì la propria denominazione in Santa Caterina in tributo a Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto martire, con l’aggiunta di Villarmosa (da villa hermosa, cioè “villaggio bello”). E’ dunque interessante questo “bel paese” che a livello turistico sa affascinare e attirare molti avventori seppur lontano siano le coste siciliane. Qui allora non si viene per il mare né per le brezze cariche di iodio né tantomeno per i divertimenti costieri. Si viene qui per catturare l’anima di una terra culla di popolazioni e fusione di etnie come Arabi e Normanni, che hanno costruito un censo architettonico essenzialmente straordinario.

Santa Caterina non è grande, infatti accoglie non più di 4.500 abitanti, grande è tuttavia il suo spirito, l’affabilità dei residenti e la cortesia degli autoctoni che gestiscono un’economia basata in prevalenza sull’agricoltura trattante prodotti di altissima qualità come il grano locale, le prelibate olive e le buonissime mandorle davvero abbondanti nell’hinterland, cui bisogna doverosamente aggiungere perle succulente come i fichi d’India che si alternano nelle aree brulicanti di vigneti. Non dobbiamo dimenticare, tuttavia, una tradizione più che centenaria, quella legata all’arte del ricamo per la quale Santa Caterina ha acquisito una discreta fama nel tempo.

Cosa vedere

Ora verrebbe da chiedersi: cosa c’è di interessante da vedere in un borgo così immerso nell’entroterra isolano? La risposta si trova non appena si palesano davanti agli occhi vestigia architettoniche dal roboante aspetto monumentale, prima fra tutte la Chiesa Madre dell’Immacolata Concezione, edificata nel 1717 e organizzata secondo canoni che ne valorizzano tanto l’esterno (spettacolare il prospetto bianco rivestito in pietra di Siracusa) quanto l’interno suddiviso in tre navate e ricolmo di affreschi di pregio. Essa è ubicata in Piazza Garibaldi mentre la seicentesca Chiesa di Santa Maria delle Grazie sorge in Via Roma. La Chiesa del Purgatorio s’eleva poco distante.

Fuori dell’abitato, ad appena un paio di chilometri, ecco spandersi rigogliosa la Riserva Geologica Contrada Scaleri, dodici ettari di meraviglia verde, formazioni rocciose di derivazione carsica e un rarissimo esemplare di orchidea, nome scientifico anacamptys pyramidalis. Sotto il profilo archeologico, noto è Cozzo Scavo, insediamento fenicio molto antico.

Eventi, sagre e Manifestazioni

Il 25 settembre è il giorno dell’omaggio patronale, ma la vera e propria Festa di Santa Caterina d’Alessandria d'Egitto imperversa il 24 e 25 novembre, celebrata soprattutto attraverso i famosi Li Vampi di Santa Caterina, enormi falò preparati dalla popolazione del paese.

Nell’ottobre 2017, il principe Alberto di Monaco è stato insignito nella Chiesa Madre della cittadinanza onoraria poiché a Santa Caterina Villarmosa sono state individuate le radici della famiglia del Principato.

Come arrivare

Il paese è raggiungibile percorrendo l’Autostrada A19 CataniaPalermo e successivamente la SS 640; dalla stazione ferroviaria di Caltanissetta partono autobus extraurbani per il borgo; aeroporti di riferimento risultano essere il Catania Fontanarossa e il "Falcone Borsellino" di Palermo.

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