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Caltanissetta, visita alla scoperta del capoluogo siciliano

  • Chiesa Sant. Agata
  • Castello di Pietrarossa
Una conca avvolgente composta da tre colli, il Sant’Anna, il Monte San Giuliano e Poggio Sant’Elia, che oggi racchiude la quarta città della Sicilia per numero di abitanti. La storia del centro è lunga e travagliata, e in passato sono state numerose le diverse popolazioni che hanno solcato questi monti e hanno abbracciato, con un solo sguardo, le meraviglie dell’antica Caltanissetta. Arabi, normanni e uomini venuti dall’oriente hanno conosciuto la città e di volta in volta l’hanno modificata, regalandoci oggi un indiscusso capolavoro di arte e cultura. Caltanissetta conta circa 60 mila abitanti ed è capoluogo dell’omonima provincia, incastonata nel cuore della Sicilia.

In posizione di spicco sulla Vallde del Salso, che arriva a comprendere la vicina Enna, la città segue l’andamento dell’ambiente circostante, aspro, calcareo-argilloso, frastagliato e mosso da rilievi più o meno alti. Ad avvolgerlo c’è un clima di tipo continentale, che in inverno è secco e freddo ma in estate si fa caldo e ventilato, gradevole anche quando il sole brilla alto nel cielo. La stagione fredda concede qualche nevicata che dona un aspetto estremamente suggestivo alla città, ma generalmente, tra dicembre e la primavera, le precipitazioni sono a carattere piovoso, mentre in estate spariscono quasi del tutto. Le temperature medie invernali vanno da una minima di 4°C a una massima di 12°C, mentre in estate si va dai 15°C ai 35°C.

Il nome di Caltanissetta è testimone di tutte le genti diverse che l’hanno conosciuta, amata e plasmata secondo la propria cultura. L’antico villaggio di Nissa doveva il nome al popolo dei Nisseni, cui si aggiunse un prefisso arabo che significava “castello”; poi i normanni diffusero il toponimo Calatanesat e già nel XII secolo si parlava di Caltanixettum, versione latina dell’attuale etichetta.

Una lunga storia e una lunga lista di dominatori si traducono, oggi, in un consistente patrimonio architettonico. Tra gli edifici religiosi vale la pena di visitare il Duomo di Santa Maria la Nova, situato proprio nel cuore della città, realizzato tra il 1560 e il 1620 e inaugurata al culto nel 1622. La chiesa fu chiamata così per differenziarla dalla chiesa madre, innalzata sempre nel XVI secolo accanto alla fortezza di Pietrarossa.
Da vedere anche l’Abbazia di Santo Spirito, voluta dal conte Ruggero ed eretta su un vecchio casale arabo, che a sua volta occupava il sito di un precedente edificio bizantino, dedicato allo Spirito Santo. Consacrata nel 1153, custodisce alcune opere d’arte notevoli tra cui un fonte battesimale e raffinati affreschi.

Un’altra chiesa interessante è quella di Sant’Agata al Collegio, edificata all’inizio del XVII su un edificio di culto preesistente, sempre intitolato a Sant’Agata: con l’impianto a croce greca e le numerose opere d’arte è certamente una delle chiese cittadine più ricche, e nell’annesso Collegio gesuitico, terminato nell’Ottocento, si trovano oggi la Biblioteca Comunale Luciano Scarabelli e il Liceo Musicale.

Tra le architetture civili merita un’occhiata attenta il monumento al Redentore, posizionato sulla cima più elevata del Monte San Giuliano, che se ne sta impettito e sovrasta Caltanissetta. Il monumento è composto da una base che contiene una cappella, a base per metà quadrata e per metà circolare. Nei primi anni del Novecento furono ben diciannove i monumenti come questo, dedicati a Cristo Redentore, voluti da Papa Leone XIII, uno per ogni regione italiana. Il progetto della statua siciliana fu affidato all’architetto Ernesto Basile, e la costruzione cominciò nel maggio del 1900.

Tra i palazzi nobiliari di interesse storico si possono citare, ad esempio, l’ottocentesco Palazzo Testasecca, dalle linee neoclassiche, voluto dalla famiglia del Conte Ignazio Testasecca e situato lungo Corso Emanuele, di fronte al Palazzo Benintende. Quest’ultimo fu disegnato da Giuseppe di Barolo e presenta un’originale commistione di differenti stili, dalle colonne ioniche a quelle doriche del piano superiore, affiancate da medaglioni che impreziosiscono la facciata.
Infine il Palazzo del Carmine, attuale sede comunale di Caltanissetta, cominciato nel lontano 1371, corredato di una graziosa chiesetta dedicata a San Giacomo.

Su un rilievo a breve distanza dalla città si vedono i resti del Castello di Pietrarossa, sulle cui origini esistono soltanto ipotesi incerte: si suppone che il palazzo sia stato cominciato nel IX secolo, ma alcuni lo attribuiscono alla popolazione dei Sicani. Certo è che in età medievale costituisse un punto strategico dal punto di vista militare e difensivo, mentre alla fine del XI secolo ospitò la tomba della regina Adelasia.
Nella seconda metà del Cinquecento un violento sisma distrusse gran parte del maniero, di cui hanno resistito sino ad oggi soltanto due torri. Ai piedi dei ruderi si trova il cimitero degli Angeli.

Infine, per completare l’esplorazione di Caltanissetta, si può vedere la caratteristica Fontana del Tritone, che spesso viene assunta a simbolo della città. Formata da un gruppo di statue in bronzo, rappresenta un tritone alla guida di un cavallo marino, insidiato da due creature mostruose: a scolpire la fontana fu il nisseno Michele Tripisciano alla fine dell’Ottocento, perché fosse posta nell’androne di Palazzo del Carmine. Quella, effettivamente, fu la sua collocazione finché nel 1956 non venne spostata al centro di piazza Garibaldi, dove si trova ancora oggi.

Tra gli appuntamenti che animano il calendario cittadino ce n’è uno particolarmente sentito, amato dagli abitanti del posto e suggestivo per gli ospiti: è la celebrazione della Settimana Santa, evento tradizionale immancabile che resiste attraverso i secoli e vede susseguirsi diverse cerimonie religiose. Ogni anno sono migliaia i turisti che prendono parte alla manifestazione, gemellata alla Settimana Santa di Siviglia, in Spagna.
Sempre in tema religioso, anche se in modo decisamente più profano, segnaliamo che la città propone anche dei mercatini di natale, tra dicembre e gennaio.

Per raggiungere Caltanissetta, nel cuore della Sicilia, ci sono varie possibilità. In auto, da Villa San Giovanni, si prende l’autostrada Messina-Catania fino a Catania e si continua sulla A19 fino al casello di Caltanissetta. Venendo da Catania e Palermo è sufficiente imboccare la A19 e uscire a Caltanissetta. Per chi sceglie il treno c’è la stazione ferroviaria di Caltanissetta Centrale sulle linee Palermo-Caltanissetta e Caltanissetta Siracusa, mentre non ci sono aeroporti nella provincia. I più vicini sono quelli di Catania e di Palermo, rispettivamente a 130 e 180 km di distanza. Il porto più vicino è Porto Empedocle, a 40 km da Caltanissetta.
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 Pubblicato da - 09 Marzo 2011 - © Riproduzione vietata

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