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Salamanca (Castilla y León): geografia, storia e folclore

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Salamanca ha un'estensione di 12.336 km2 e una popolazione di circa 363.000 abitanti. Capoluogo della provincia omonima, si trova nella zona nord occidentale della regione Castiglia-Leon e confina con l'Estremadura ed il Portogallo. Occupa la parte pianeggiante della Meseta Norte (Altopiano Settentrionale) e la ramificazione del fiume Duero. Il terreno paleozoico, poco adatto alla coltivazione, ha dato origine a boschi radi adatti al pascolo. La stagione invernale è relativamente lunga, con una temperatura minima che in media si aggira intorno ai 6 °C. L'estate, piuttosto corta, presenta temperature medie con punte massime non molto elevate: 20-22 °C. Di notte rinfresca: circostanza da tenere presente. Non si può dire che abbondino le precipitazioni (300 - 600 mm. all'anno), salvo nell'area occupata dalle sierre (contrafforti montuosi) del Sud, dove oltrepassano i 1.000 mm. Questa differenza favorisce la gran varietà esistente a livello di formazioni vegetali: querce in pianura, arbusti nel basso monte e grandi macchie boscose nella sierra.

Molti gli scrittori che nelle loro opere hanno evocato i boschi di roveri e di querce, le recinzioni di siepe, i muri di resina e i muri di pietra, caratteristiche tuttora visibili nella Campagna di Salamanca. Insomma: ci troviamo di fronte ad un esempio di allevamento estensivo in perfetta armonia con le specie vegetali. Non dobbiamo comunque pensare che le uniche attività esistenti siano l'agricoltura e l'allevamento. L'industria gioca un ruolo fondamentale nel capoluogo e in località come Béjar, mentre il settore dei servizi riveste una certa importanza soprattutto per quanto riguarda l'insegnamento. A questo proposito ricordiamo che l'Università di Salamanca non solamente è una delle più importanti in Europa dal punto di vista storico, ma anche una delle più famose nell'attualità.

Le origini di Salamanca, dichiarata dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità, risalgono all'Epoca celtica. Nel II secolo a.C. ci forniscono sue notizie gli scritti di Polibio, che la chiama Helmantik. A testimonianza della dominazione romana è rimasto il ponte, costruito all'epoca di Traiano e parte integrante della Vìa de la Plata (Itinerario dell'Argento), all'incrocio sul Tormes. Sia a quei tempi che nei seguenti - che assistettero all'occupazione musulmana -, Salamanca scomparve come entità urbana. Nell'anno 1085, sotto il regno di Alfonso VI, queste terre vennero ripopolate da franchi, galeghi, “montanari”, navarresi, ecc. Due secoli più tardi la creazione dello “Estudio Salmantino”, trasformato successivamente in Università da Alfonso X, sarà il fatto decisivo che trasformerà Salamanca nella città della cultura per eccellenza, riconosciuta a livello universale. Nel XV secolo, sotto i Re Cattolici, ebbe inizio un periodo di splendore che vide la nascita di figure insigni come Antonio di Nebrija (autore della prima grammatica della Lingua Castigliana), oltre alla realizzazione di opere architettoniche quali la facciata dell'Università. Assistette anche alla nascita di personaggi fondamentali nella letteratura spagnola: ad esempio Lazarillo de Tormes e Calixto e Melibea.

L'importanza della cittadina nel XVI secolo è corroborata dall'esistenza di 54 tipografie e 80 librerie, 15 tra monasteri e conventi, 19 ospedali, una miriade di chiese, due cattedrali. La Plaza Mayor fu il risultato dell'appoggio prestato dagli abitanti ai Borboni nel XVIII secolo, nel corso della lotta apertasi per la successione al trono. Filippo V, primo monarca di questa dinastia, approvò la decisione del Consiglio di dare inizio alla sua costruzione. Il XIX secolo si rivelò piuttosto negativo per Salamanca: la Guerra d'Indipendenza causò gravi danni al suo patrimonio artistico; l'Università cadde in una profonda decadenza, il numero di alunni non oltrepassava il centinaio e l'istituzione fu quasi sul punto di scomparire. Il suo recupero iniziò verso la metà del secolo. Fu allora che le comunicazioni migliorarono e la ferrovia arrivò in città, la popolazione aumentò e nel 1900 gli abitanti erano già 25.000. Nello stesso anno Miguel de Unamuno divenne rettore dell'Università, che a poco a poco riacquistò la vitalità perduta. Oggigiorno gli iscritti sono all'incirca 45.000.

La cucina di Salamanca è influenzata dalla configurazione geografica della provincia, in cui trovano posto la pianura, le piantagioni di cereali e le zone montagnose. Con il resto della regione Castiglia ha in comune gli umidi, sia di maialino che di capretto. Il prodotto essenziale è il maiale, presente nella maggior parte dei piatti tipici. Lo troviamo ad esempio nel limón di Ciudad Rodrigo, piatto freddo preparato con carne, salsiccia, uova e limone (si mangia a Carnevale); nel hornazo, ciambella che secondo la tradizione si mangiava a Pasqua però oggigiorno è emblematica di tutta la provincia (gli ingredienti cambiano da zona a zona); nel farinato, insaccato a base di mollica di pane, grasso di maiale e spezie. Essendo numerosissime le ricette che utilizzano la carne di porco, la cosa migliore è scoprire le specialità locali provandole a poco a poco.

Arabi ed ebrei hanno lasciato la loro impronta nella pasticceria. Esempio evidente sono gli amarguillos (amaretti) e i mazapanes (marzapani) del Monastero di Santa María de Dueñas; i bollos (focacce) e le galletas (biscotti) delle monache di Alba de Tormes, oltre al bollo maimón: marzapane dalla massa spugnosa. La lista dei dolci è troppo lunga per essere riportata tutta intera, pertanto ci limitiamo solo ad alcuni: roscas e quisquillas almendradas, arrope de La Alberca, almendras garrapiñadas di Alba de Tormes, obleas, perrunillas, repelados, duquesitas, hojaldres, paciencias di Ledesma, Santillán e obispos di Yeltes, empiñonados e huesillos di Béjar... Parecchi i buoni ristoranti, dov'è possibile provare svariati piatti tipici. I bar sono un capitolo a parte nel capoluogo: il tapeo (assaggio) è quasi un obbligo nella Plaza Mayor e nei dintorni: arco del Toro, calle Clavel, Plaza San Julián, ecc...

L'artigianato locale fa uso di diversi materiali. L'argento è molto comune nei lavori d'oreficeria, famoso il “bottone” simbolo del contado di Salamanca; il cuoio serve per fabbricare selle, accessori vari, borse, scarpe e i famosi “botos” (stivaloni d'un solo pezzo). Poi vengono le stoffe sovrapposte, i pizzi al tombolo, i drappi di Béjar. Il legno è impiegato da ebanisti, intagliatori, bottai, cestai; l'argilla da vasai e ceramisti, ecc... Per avere maggiori informazioni, dirigersi alla Corporazione degli Artigiani, in Plaza de Sexmeros, oppure al Centro di Cultura Tradizionale in Plaza Colon.

La provincia si presta alla pratica della caccia e della pesca. Per ottenere informazioni sulle riserve e sui permessi bisogna rivolgersi al Servizio Territoriale dell'Ambiente e Ordinamento Territoriale. Alla Federazione Spagnola di Caccia, e alla Federazione Spagnola di Pesca. Molteplici e svariate le possibilità per quanto riguarda l'alpinismo. Per una questione di spazio, citeremo solamente alcuni posti: la valle de las Butuecas, ideale per la pratica del trekking. Gli amanti dello sci e delle escursioni possono avvicinarsi al Llano de la Covatilla. Il lago artificiale di La Almendra è il luogo ideale per gli sport nautici. Per il golf, esiste il Campo di Zaparicos, che si trova nella località omonima. Federazione Spagnola di Golf. L'aerodromo di Matacán è adatto alla pratica degli sport aerei.

... Pagina 2/2 ...Feste e folclore
Febbraio: a Miranda del Castañar e la Alberca, il giorno 2 si celebrano Las Calendas. II giorno 5, las Águedas nonché el Dia de las Mayordomas. Famoso il Carnevale di Ciudad Rodrigo.

Marzo e aprile: in questi mesi si celebra la Pasqua in tutti i paesi della provincia. A Salamanca esiste il Lunes de Aguas: commemora il ritorno delle prostitute, obbligate da un'ordinanza di Filippo II a rimanere fuori dalla cittadina durante la quaresima.

Giugno: il giorno 12 si festeggia San Jun de Sahagún, patrono di Salamanca. Quattro giorni di feste e spettacoli. In quasi tutta la provincia, il 29 hanno luogo le Fiestas de San Pedro y San Pablo.

Luglio e agosto: il 25 luglio, a Candelario, Fiestas de Santiago Apóstol, novilladas (corride di torelli) ed encierros (alcuni “volontari” corrono davanti ai tori, lasciati liberi in un'area determinata n.d.t.). I giorni 15 e 16 agosto, a La Alberca, la Ofrenda y loa de Nuestra Señora, rappresentazione teatrale di carattere popolare.

Settembre: il giorno 8, pellegrinaggio con vestiti tipici contadini al Santuario de la Peña de Francia. Dall'8 al 21, feste a Salamanca in onore della Vergine de la Vega e di San Mateo.

Ottobre: il 15, feste di Santa Teresa ad Alba de Tormes.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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