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Salamanca: tra Palazzi e Monasteri, Barocco e Rinascimento

Anche in questo itinerario a zonzo per Salamanca la pietra continuerà ad esercitare il proprio fascino, evocando le gesta di cavalieri e di santi, di nobili e di prelati, di uomini dediti alla guerra e di altri dediti allo spirito. Alla fine penserete che così tanti palazzi e monasteri si possono trovare in altri luoghi, però è praticamente impossibile scoprire un complesso architettonico bello ed armonioso come questo.

Uscendo dalla Plaza Mayor e seguendo la calle San Pablo, arriviamo al Palazzo la Salina. Costruzione che risale al XVI secolo, attribuita ad Alonso de Fonseca: si tratta di uno dei più begli edifici rinascimentali. La facciata, su una loggia costituita da quattro arcate a tutto sesto, è ornata da tondi. All'interno si trova un gran belvedere sorretto da mensole enormi. Oggigiorno è sede della Deputazione Provinciale. Praticamente di fronte, visibile tra gli alberi, la Torre del Clavero. Fortezza del XV secolo; la pianta quadrata e i muri di calcestruzzo degli inizi furono sostituiti da una pianta ottagonale e lastre di pietra lavorata. Ogni lato termina in un cubo che accentua l'aspetto medievale.

Sullo stesso lato del Palazzo la Salina è ubicato il Palazzo Orellana, della fine del XVI secolo. La decorazione si limita ad un'alternarsi di frontoni curvi e retti, distribuiti tra le finestre del primo piano. Queste forme architettoniche piuttosto fredde richiamano alla memoria la scuola di Juan de Herrera. A continuazione viene la calle Jesus, in passato chiamata del Ataud, in cui Espronceda situò il personaggio della sua opera “Lo studente di Salamanca”. Ormai all'angolo, ecco il Palazzo Abrantes, torre del XV secolo troncata dai Re Cattolici allo scopo di impedire qualsiasi opposizione palese della nobiltà.

Continuando a scendere, a sinistra troviamo il Convento de las Dueñas. Non lasciatevi influenzare dall'aspetto esterno così austero: se entrate rimarrete stupiti. Fondato nel 1419 da doña Juana Rodríguez Maldonado sulle fondamenta del suo stesso palazzo, di cui si conservano alcuni resti mudéjar. Opera di Juan de Álava e Rodrigo Gil de Hontañón.

La struttura del chiostro a due piani è quella di un pentagono irregolare. Nel piano inferiore gli archi a sesto scemo poggiano sopra colonne provviste di plinto. In quello superiore, gli archi a piattabanda poggiano sopra colonne, capitelli e reggitravi. Alcuni di questi elementi scultorei raggiungono livelli magistrali. L'espressività e il vigore che anima le figure suggeriscono l'influenza di Berruguete. Dal secondo piano si può ammirare uno dei panorami più suggestivi di Salamanca.

Attraversando il ponticello della Plaza del Concilio de Trento, si arriva al Convento di San Esteban. La facciata, sotto un arco trionfale, è costituita da un insieme di figure scolpite nella pietra, capaci di mescolare le linee leggiadre della grottesca plateresca con il rilievo profondo delle mensole e delle statue dei santi. Nell'asse centrale, sulla porta, la lapidazione di San Esteban, realizzata da Ceroni nell'anno 1610; più in alto, il calvario. Al tramonto, quando il sole si riflette su questa facciata, la sua magnificenza colpisce il visitatore, offrendo uno spettacolo francamente difficile da dimenticare.

La pianta della chiesa è a croce latina, con una sola navata molto spaziosa e cappelle laterali tra i contrafforti. Opera di Juan de Álava, fu iniziata nel 1524. Sopra il transetto, un tiburio quadrato con finestroni, realizzato da Juan de Ribero Rada. La pala dell'altare maggiore è di Churriguera (1691-1693). Tra le colonne salomoniche un quadro di Claudio Coello in cui è raffigurata la lapidazione di San Esteban.

All'esterno, il portico d'entrata nel chiostro dei Re. Risale al XVI secolo e ricorda le logge italiane. Il cortile è una mescolanza ben riuscita di elementi gotici e rinascimentali. Al piano inferiore, archi a tutto sesto con colonnine, medaglioni e volte a spicchi. Al piano superiore spariscono gli elementi gotici, sostituiti da archi e decorazione di tipo rinascimentale. Tra le dipendenze, il Salón de Profundis, dove Colombo discusse con i padri domenicani i particolari del suo viaggio alle Indie; il Pantheon dei Teologi...

Dopo essere usciti dalla chiesa e aver svoltato a destra, troviamo il Colegio Calatrava, fondato da quest'ordine (XVI secolo) in piena auge universitaria. L'edificio attuale (1717) fu iniziato da Joaquin de Churriguera in stile barocco, però il mutamento nei gusti imperanti e il sopravvento del neoclassicismo gli conferì una certa freddezza. Un po' più avanti, Santo Tomás Cantuariense: prima chiesa romanica dedicata a Santo Tomas Becket, arcivescovo di Canterbury. La pianta è a croce latina, con una navata e tre absidi.

Retrocedendo lungo la calle Rosario arriviamo di nuovo al Convento de las Dueñas e da qui, salendo lungo la Gran Via, facciamo ritorno alla Plaza Mayor.

Il prossimo itinerario vi condurrà alla scoperta del Barocco e il rinascimento.
In questo percorso la magia scaturisce dal contrasto esistente fra i diversi stili architettonici. Di fronte alla linea retta e alla semplicità simmetrica, ecco la curva che si snoda, dando vita a giochi di luci e di ombre.

Uscendo dalla Plaza Mayor e prendendo la calle Prior, si arriva al Palazzo Monterrey e a continuazione alla calle Bordadores. Qui, intorno alla statua di Unamuno, troviamo un complesso urbanistico straordinario: la Casa del Corregidor Ovalle. In essa trascorse gli ultimi anni della sua vita Miguel de Unamuno. Vicino, la Casa de las Muertes, elaboratissimo esempio di plateresco della Salamanca del XVI secolo. Probabilmente fu la residenza dell'architetto Juan de Álava.

Il suo nome è legato a leggende popolari che narrano l'assassinio della famiglia di un sacerdote o raccontano come, scavando nelle fondamenta, fecero la loro comparsa i corpi dei fratelli Manzano, fatti decapitare da doña Maria la Brava. Per alcuni si tratta di un semplice riferimento ai teschi sulle mensole delle finestre.

Il busto dell'Arcivescovo Alonso de Fonseca. Dirimpetto, il Convento de las Úrsulas, fondato nel 1512 da Fonseca. L'abside poligonale, molto alta, sembra una torre dotata di balaustra. La chiesa in stile tardo-gotico ospita il sepolcro del fondatore. Realizzata da Diego de Siloé in marmo bianco, è considerata una delle migliori costruzioni del Rinascimento. Il museo conserva opere interessanti come quelle di Juan de Borgoña. Vicino, la Cappella de la Vera Cruz, nel cui interno barocco si trova un'Immacolata attribuita a Gregorio Fernández.

Continuando lungo la calle de las Úrsulas, si giunge al Campo de San Francisco, che anticamente fece parte del convento. Fondato da don Fadrique nel XIII secolo. Da qui si prosegue fino al Colegio Fonseca che, insieme a quello di San Bartolomé, Cuenca e Oviedo era uno dei quattro Colegios Mayores che dipendevano dall'Università. Attualmente è l'unico. Conosciuto anche con il nome “gli Irlandesi”. Presero parte alla sua costruzione, ordinata dall'Arcivescovo Fonseca nel 1525, i migliori architetti dell'epoca: Rodrigo Gil de Hontañón, Juan de Álava, Diego de Siloé. La facciata presenta alcune novità: gli elementi architettonici predominano rispetto a quelli decorativi e si mescola la pietra di Villamayor con il granito.

All'interno è racchiusa una pala di Berruguete. II cortile, estremamente armonioso, è a due piani: gli archi sono a tutto sesto nella galleria inferiore e a sesto acuto in quella superiore. I pilastri si prolungano trasformandosi in leggiadri candelabri. I pennacchi sono decorati con medaglioni.

Quasi di fronte al Colegio Fonseca troviamo la chiesa de los Capuchinos, opera di García Quiñones: è l'unico elemento significativo che rimane del Convento di San Francisco.

Da qui s'intravede l'enorme cupola della chiesa de la Purísima - Convento de las Agustinas - fondata da Fonseca e Zuñiga. Sulla pianta a croce latina la gran cupola centrale, che sprofondò nel 1657 e fu ricostruita alcuni anni dopo; è una delle grandi chiese barocche. Nella pala dell'altare maggiore l'Immacolata di José de Ribera. Di fronte, il Palazzo Monterrey, considerato uno dei più significativi del rinascimento spagnolo. Progetto di Rodrigo Gil de Hontañón. I lavori iniziarono nell'anno 1539. La parte inferiore è disadorna; in quella superiore le finestre sono distribuite in modo ordinato e sono evidenti gli ornati caratteristici. Attualmente è proprietà del Casato degli Alba. Da qui, seguendo la calle Prior, si fa ritorno alla Plaza Mayor.

Concludiamo con una passeggiata lungo la calle Zamora e dintorni
Salamanca vuoi dire raffigurazione artistica espressa per mezzo della pietra, sentimento gioioso della vita che si manifesta nelle strade, attività commerciale intensa, dinamismo e vitalità giovanile, buonumore degli abitanti.

Uscendo dalla Plaza Mayor e prendendo la calle Zamora si arriva alla Plaza de los Bandos. In essa spiccano: il Palazzo Garci-Grande (XVI secolo) con le finestre a tutto sesto; il Palazzo Solís, con scudi nella facciata - in esso Filippo II si sposò con Maria de Portugal -; la Casa di Doña María la Brava (XV secolo), con arco a cuneo e riquadro a sfere. In prossimità della piazza, la chiesa di San Juan de Barbalos (XII secolo). In stile romanico, eretta dall'Ordine Ospitaliere di Gerusalemme: all'interno il famoso Cristo de la Zarza (romanico) con quattro chiodi. II Convento del Corpus Christi, che risale al XVII secolo e fa mostra di una bella facciata plateresca. Nei dintorni, la Casa di Santa Teresa evoca la presenza della Santa nella cittadina. Secondo la tradizione, qui scrisse i famosi versi “Vivo senza vivere in me” (Vivo sin vivir en mí...).

In fondo alla calle Zamora si trova la chiesa di San Marcos, eretta in stile romanico nel XII secolo. Nel XIV, fu trasformata in cappella reale. Grazie al suo aspetto di fortezza (la pianta è circolare) e alla vicinanza con la porta della muraglia, probabilmente le fu assegnato un ruolo difensivo. All'interno si possono ammirare affreschi gotici del XIV secolo; il campanile a ventola è barocco. Una volta usciti, andando un po' a zonzo si arriva alla Torre dell'Aria (XV secolo). In stile gotico medievale con reminiscenze italiane.

Poco distante, la chiesa di Sancti Spiritus, vero gioiello del plateresco in cui si mescolano elementi gotici e rinascimentali: l'interno è a una sola navata con le volte a crociera; la pala dell'altare maggiore è barocca. Da qui ritorniamo alla Plaza Mayor.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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