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Salamanca: cosa vedere dalla Plaza Mayor all'UniversitÓ

Salamanca, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Siete pronti per lasciar galoppare la fantasia a briglie sciolte? Davanti ai nostri occhi abbiamo la pietra di Villamayor, ricca di ossido di ferro, facile da lavorare quando esce dalla cava ma dura come il marmo quando si asciuga. Verrà trasformata in chiesa, università, scuola e cattedrale; conchiglia, pinnacolo, capitello e scudo. Oppure, arrendevole ai desideri dello scalpellino, come filigrana uscita dal tassetto di un orefice assumerà la forma grottesca: rilievo di fantastici motivi intrecciati, rana in un teschio o astronauta in cerca di spazio in un mare formato da decorazioni quasi impossibili da immaginare. E di sera, quando il sole si riflette su di essa, questa pietra divenuta ormai d'oro, sembrerà rifulgere sprigionando tutt'intorno il proprio incanto.

Plaza Mayor, indubbiamente si tratta di una delle piazze con portici tra le più belle di tutta la Spagna. Disegnata da Alberto Churriguera, fu costruita in stile barocco tra il 1729 ed il 1755. Degni di menzione i tondi sui pilastri e i pennacchi, che raffigurano personaggi intimamente legati alla storia della città (Unamuno, Fray Luis de Leon...). Al gioco di luci e di ombre si mescola il colore della pietra di Villamayor, messo leggermente in risalto dal grigio del granito, specialmente sulla facciata del Municipio, opera di Garcia Quiñones. Uscendo dalla Plaza del Corrillo, con un tracciato assolutamente irregolare, troviamo la chiesa di San Martin. In stile romanico (XII secolo), fu costruita dai primi cristiani giunti in città dopo la Riconquista. Ha tre navate: quella centrale fa mostra di una volta a sesto acuto mentre le laterali sono a crociera. Sulla porta del Obispo possiamo ammirare un rilievo di San Martin che strappa il suo mantello.

Lungo la Rúa Mayor si arriva alla Casa de las Conchas (Casa delle Conchiglie). È uno dei migliori esempi di gotico civile del XV secolo, con chiari influssi del Rinascimento italiano.

La facciata è decorata con oltre 300 conchiglie di Santiago, perché il primo proprietario - don Rodrigo Arias - apparteneva a quest'ordine. In mezzo alle conchiglie si possono ammirare belle finestre bifore e due inferriate gotiche estremamente interessanti. All'interno è degno di menzione il cortile con gli archi mistilinei, così abbondanti a Salamanca che qualcuno li definì appunto “di Salamanca”. Ospita l'Ufficio del Turismo.

La Clerecía, di fronte alla Casa delle Conchiglie. Opera di Juan Gómez de la Mora, iniziata nell'anno 1617. La chiesa risponde ai canoni gesuitici e forma parte dell'Università Pontificia. Edificata per iniziativa di doña Margarita de Austria, sposa di Filippo III, che in questo modo volle riparare al torto commesso nei confronti del fondatore della Compagnia di Gesù, San Ignacio de Loyola, fatto incarcerare dai domenicani. Le torri campanarie cambiano alquanto l'immagine originaria della facciata e sono opera di García Quiñones.

Entriamo nella calle Libreros, dove si trova uno dei complessi architettonici più spettacolari della città: L'Università.

Costruita per ordine del Papa Luna tra il 1415 ed il 1433, secondo i dettami del gotico. Nell'anno 1529 fu eretta la facciata principale tra due contrafforti: massimo esempio del plateresco cittadino. Strutturata in cinque spazi verticali e tre corpi centrali. Nel primo, che si trova sulla doppia porta con gli archi a sesto ribassato, spicca il tondo dei Re Cattolici nell'atto d'impugnare un unico scettro, come a rappresentare l'unità spagnola. Sulle teste il giogo e le frecce, simbolo dei monarchi e sul contorno una scritta in greco “I sovrani all'università e questa ai sovrani. Ferdinando, Elisabetta”. Sul Iato destro, nel pilastro più largo sono visibili tre teschi: quello a sinistra racchiude la famosa rana, che sembra raffiguri il peccato. Nel secondo corpo, lo scudo dell'imperatore Carlo V con il Toson d'Oro - l'aquila bicefala dell'impero tedesco - e l'aquila coronata di San Juan, simbolo del regno di Spagna. Infine, nel terzo corpo, un Papa la cui identità non è sicura: può trattarsi di Benedettino XIII o Martino V, visto che entrambi furono protettori dell'Università. È raffigurato nell'attimo in cui si dirige al clero. Ai due lati sono collocati Venere ed Ercole. I rilievi delle figure e delle grottesche aumentano di dimensioni a mano a mano che si sale.

Sul cortile interno si affacciano le aule: quella di Francisco de Vitoria, teologo fondatore del diritto internazionale; quella di Unamuno; il Paraninfo e quella famosa di Fray Luis de León, che conserva tuttora l'aspetto originale. Al primo piano, troviamo la biblioteca e il museo.

In fondo al cortile dominato dalla statua di Fray Luis de León, las Escuelas Menores. II frontespizio è tipo stendardo. Nel protiro uno scudo in stile plateresco. All'interno archi mistilinei e colonne di granito.

La balaustra è barocca e risale al xviii secolo. Sede del Museo Universitario. Museo di Salamanca. Risale al XV secolo e assomiglia in certo qual modo alla Casa delle Conchiglie. Appartenne a Fernando Álvarez Abarca, medico di Isabella la Cattolica. Al suo interno pregevoli collezioni di quadri, sculture... Degna di menzione una pietà di Luis de Morales. Non meravigliatevi per le scritte che appaiono sui muri (VICTOR): fanno riferimento ai successi accademici di personaggi illustri legati all'Università.

Entrando nella calle Calderón de la Barca, resterete sorpresi dalla mole spettacolare della Cattedrale Nuova. Fernando il Cattolico decise di costruirla quando si rese conto che la Cattedrale Vecchia era divenuta ormai piccola. I lavori cominciarono nell'anno 1513, sotto la guida di Juan Gil de Hontañón e Juan de Álava. Lo stile è tardo-gotico. Alcuni anni dopo Rodrigo Gil de Hontañón, figlio dell'artista, introdusse elementi rinascimentali, tra cui i tondi decorativi. Alla fine del XVI secolo il progetto passò nelle mani di Juan de Ribero, che suggerì un frontespizio piano fiancheggiato da due torri, mai erette. II terremoto di Lisbona (1755) provocò gravi danni.

II campanile venne rinforzato e Sagarvinaga costruì un nuovo tiburio. La facciata principale che dà sulla calle Cardenal Plá y Deniel, in stile gotico fiammeggiante, è una mescolanza di ornati diversi. Nel timpano due rilievi: Natale e l'Adorazione dei Magi; al di sopra, la Crocifissione di Cristo. La porta Ramos, in Plaza Anaya, assomiglia un po' alla precedente. Un arco inflesso copre un timpano decoratissimo e un rilievo dov'è raffigurata l'entrata di Gesù in Gerusalemme. Se vi siete divertiti cercando la rana dell'Università, a questo punto armatevi di pazienza e provate a riconoscere un astronauta, lampo di genio degli artisti che restaurarono gli stipiti rovinati dalla “malattia” della pietra. Sorpresi?

All'interno, molteplici opere d'arte. La cappella Maggiore, il coro, lo spazio dietro il coro - opera di Churriguera (XVIII secolo), la cappella Dorata, quella del Cristo de las Batallas, con la scultura romanica che accompagnò il Cid nel suo esilio...

Girando intorno al tempio giungiamo alla Cattedrale Vecchia. Iniziati nel 1150, i lavori si protrassero fino al secolo seguente: ecco perché insieme ad elementi schiettamente romanici ne appaiono altri caratteristici del gotico. Si entra passando attraverso la Cattedrale Nuova. La pianta a forma di croce latina aveva tre navate con relative absidi, però quando fu costruita la Cattedrale Nuova si soppresse tutto il lato del vangelo. Sopra il transetto s'innalza la popolare Torre del Gallo, una delle immagini più emblematiche della città. Si tratta di un tiburio provvisto di echini sopra doppio tamburo, rinforzato da quattro torrette circolari. Evidenti gli influssi bizantini. La veduta che offre a chi la contempla dal Patio Chico - splendido angolo - è davvero spettacolare. Assolutamente degna di menzione la fusione delle due Cattedrali che rappresenta la transizione dallo stile romanico a quello gotico. La pala dell'altare maggiore è un insieme di 53 tavole dipinte da Nicola Fiorentino nel XV secolo, che raccontano la vita di Gesù e di Maria. Nel centro di questa bella sinfonia di colori la Vergine de la Vega, patrona della città di Salamanca. Nella cappella di San Martin, affreschi gotici.

Il chiostro. Distrutto dai terremoto di Lisbona, fu ricostruito alcuni anni dopo. Da esso si accede alla cappella di Santa Barbara. Gli aspiranti “dottori” passavano in questo luogo la notte anteriore agli esami. Quando erano promossi, venivano suonate le campane e si dava una festa in loro onore; quando erano bocciati uscivano dalla porta dei Carri. Sale Capitolari Nuove (XVI secolo), oggi Museo Diocesano; opere di Francisco Gallego, Juan de Fiandes...

Prima di arrivare al Patio Chico, ci fermiamo davanti alla Casa Lis. Museo di Art Nouveau e Art Decó: massimo esempio di modernismo a Salamanca. Costruita nel 1905, riunisce tutti gli elementi propri di questo stile: ferro, ceramica, vetro... Ospita un'importante collezione di automi. Avendo a disposizione il tempo sufficiente, vale la pena di recarsi al Ponte Romano, che risale all'epoca di Traiano. Solo i 15 archi più vicini alla città sono originali, visto che i restanti scomparvero nell'inondazione dell'anno 1626. Al principio del ponte, collocato sopra una colonna, si può ammirare il Verraco ibérico, chiara allusione agli abitanti della zona prima dell'arrivo dei romani. La chiesa di Santiago conserva un'abside in stile romanico - mudéjar che risale al XII secolo. La prossimità con il ponte, punto di passaggio obbligato nella Via de la Plata, le conferì una certa importanza all'epoca dei pellegrinaggi a Santiago.

Vicino alla Cattedrale Vecchia, alla destra del Patio Chico, si trova el Huerto de Calixto y Melibea, i celebri amanti della “Celestina”: l'opera universale di Fernando de Rojas.

Fiancheggiando la Cattedrale si arriva alla Plaza Anaya. Qui possiamo contemplare: la Hospedería e la chiesa di San Sebastián opere di Joaquin e Alberto de Churriguera, rispettivamente (1731). Sulla facciata, una nicchia contiene la statua del Santo. Il Palazzo Anaya, fondato nel 1401 da Diego de Anaya e Maldonado. Fu il primo “colegio mayor” (residenza per studenti) della città. L'attuale, in stile neoclassico (praticamente un'eccezione) è opera di Juan de Sagarvinaga (1760).

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
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