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La Costa Daurada (Dorata): soggiorno e gastronomia catalana

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Quando si pensa al paesaggio mediterraneo, affiorano alla memoria immagini di ampie spiagge sabbiose delimitate tutt’intorno da pinete, accarezzate da un clima mite e soleggiato, bagnate da un mare blu, e spunta il profilo di qualche rovina romana che fa capolino, laggiù in fondo. Ed è proprio questo quel che potrete trovare sulla Costa Daurada, l’ampia fascia costiera della provincia di Tarragona che da Cunit si stende fino ad Alcanar e il cui nome catalano Daurada (dorata) si deve al colore della sabbia delle sue spiagge, le più estese della Catalogna; la regione racchiude anche le montagne e le pianure dell’entroterra.

È una zona in cui il richiamo del paesaggio e della storia sono fortissimi: qui si trovano i centri balneari di Salou e Cambrils, il parco tematico di Universal’s Port Aventura, i complessi architettonici della città di Tarragona nonché i monasteri di Poblet e Santes Creus, oltre ad alcuni tra i resti romani di maggior rilievo della Spagna, quali i mosaici del mausoleo di Centcelles, l’Arco di Berà o la Torre degli Scipioni. Il tutto corredato da una gastronomia spiccatamente mediterranea, vini celebri, feste popolari di grande effetto, come i "castells" (piramidi umane) o i "balls de diables" (balli di demoni), zone naturali di grande interesse e un’ampia offerta nautica e sportiva.

Sulla Costa Daurada, una delle zone catalane pioniere nel settore turistico dagli anni Sessanta in poi, il visitatore non avrà che l’imbarazzo della scelta in materia di alloggi: si va dai piccoli alberghi dei villaggi tranquilli ai grandi alberghi che si affacciano sul mare, passando dagli stabilimenti balneari. Le distanze, relativamente brevi, consentono di spostarsi da un centro abitato all’altro con grande facilità: ci si può lasciare alle spalle la movimentata spiaggia di Salou per godersi, in solitudine, la bellezza delle montagne del Montsant, tra le rovine del monastero di Escaladei, oppure si può visitare il parco naturale del delta dell’Ebro, una delle zone umide di maggior rilievo del Mediterraneo occidentale.

Non deve pertanto destare meraviglia il fatto che la Costa Daurada vanti il privilegio di essere stata oggetto di propaganda turistica fin dai tempi antichi. Già nel II secolo d.C., il poeta romano Publio Anneo Floro scriveva infatti: "A mio giudizio, tra tutte le città più adatte al riposo, Tarraco (Tarragona) è la più graziosa e la più amata". Vi aveva trovato "genti oneste e posate", "un clima assai dolce, privo di brusche escursioni termiche, tanto che l’anno sembra un’eterna primavera" "terra fertile", "vini e frumento buoni come quelli italiani" e "monumenti incantevoli". Parole che, malgrado il trascorrere inesorabile dei secoli, sembrano ancora fresche d’inchiostro.

La Costa Daurada vanta una struttura ricettiva di tutto rispetto, con oltre duecento tipologie alberghiere, di cui gran parte sparse lungo la costa. Si va dal Parador de Turismo di Tortosa ad alberghi di ogni categoria, meublé, residence e pensioni a conduzione familiare, per lo più a tre stelle, moderni e ben attrezzati. Per informazioni più precise al riguardo, rivolgersi all’ufficio del turismo del luogo desiderato. Dato che in alta stagione (luglio e agosto) l’afflusso di turisti è assai elevato, conviene prenotare con anticipo. II paesaggio litoraneo della Costa Daurada favorisce anche la presenza di numerosi campeggi che punteggiano tutta la fascia costiera. Non va poi sottovalutata l’offerta di case nell’ambito del turismo rurale, dove la comodità si fonde con l’ambiente bucolico di un villaggio o con la quiete campestre. Si contano 65 centri di agriturismo, per lo più ubicati nelle zone dell’interno, i cui indirizzi potranno essere richiesti presso gli uffici del turismo. Il visitatore troverà poi a sua disposizione anche 6 ostelli, 16 rifugi di montagna e degli stabilimenti termali che, grazie alla formula riposo-cure salutari, vanno guadagnando sempre più terreno.

... Pagina 2/2 ... La Costa Daurada vanta una gastronomia completa e assai varia, che va dai prodotti del mare alle pietanze dell’entroterra, ai dolci e, naturalmente, ai vini. Nelle terre di Tarragona poi, cucina e festività sono sempre andate a braccetto: basti citare le celebri "calçotades", che non fanno che accrescere il richiamo dei turisti e di cui si deve prendere buona nota se si desidera visitare questa zona. La costa di Tarragona è la culla del "romesco", salsa a base di mandorle, nocciole, peperoni, pomodoro, aglio, olio e sale con cui insaporire sia i piatti di pesce che le insalate o le verdure. La stagione della "calçot", una cipolla tenera, ripiena, fatta cuocere a fuoco lento finché non è ben rosolata, va da gennaio ad aprile. Le "calçots" si prendono con le dita: si toglie loro la "camisa", ovvero le foglie più dure, e dopo averle intinte in una salsa, si mangiano senza fare troppe cerimonie.

Un altro piatto assai tipico è lo "xató", un’insalata di scariola, pomodori, olive, acciughe, merluzzo e tonno, che viene servita con una salsa singolare a base di aglio, mandorle, olio, pane fritto, prezzemolo, pomodoro, peperone, sale e pepe. Altrettanto celebre è il "rossejat de fideos", una "fricassea" di pesce cotto in una casseruola dove si fanno bollire e quindi friggere fedelini finissimi finché non assumono un colore tostato o biondo (donde la parola "rossejat", da "ros", biondo). Al pari della "fideuà", una pietanza assai simile, si accompagna con il caratteristico "all i oli", una sorta di maionese con abbondante aglio.

Al sud, il riso è il re indiscusso dei fornelli: si potranno degustare il riso alla marinara, il riso "a banda", la paella o le tradizionali "morcillas" di riso (sanguinaccio insaccato). I frutti di mare sono un’altra delle espressioni tipiche della zona costiera, in particolar modo i gamberi di Sant Carles de la Ràpita. E per quanto riguarda il pesce, non v’è che l’imbarazzo della scelta: spiccano tra tutti piatti quali il "suquet" o zuppa di pesce, il polipo preparato con patate e aglio, la frittata di "chanquetes" (simili agli avannotti di alici) e, nella zona del delta dell’Ebro, lo "xapadillo" o anguilla bollita. Nell’entroterra, i piatti hanno un sapore forte e vigoroso: citiamo la carne di capretto e la salsiccia alla brace, il "civet" di cinghiale, la frittata di spinaci in salsa, il coniglio servito con "all i oli" e la "clotxa" (panino rotondo svuotato internamente e ripieno di pomodoro, aringhe o carne).

La fama dei vini della provincia di Tarragona risale all’epoca dei romani, tanto che l’illustre scrittore Plinio il Vecchio ne decantava già allora le qualità. Vi sono cinque marche DOC ubicate nella Conca de Barberà (vini con graduazione moderata e leggeri), a Penedès (celebri i vini bianchi dal sapore fresco e fruttato), a Priorat (vini rossi, corposi e dall’intenso sapore), a Tarragona (in particolar modo vini bianchi) e a Terra Alta (vini bianchi corposi). Non va poi tralasciata nemmeno la produzione di liquori, vini invecchiati e spumanti. Anche i dessert sono dotati di una "personalità" ben definita: fra i più caratteristici spicca il "menjar blanc", a base di mandorle, limone e cannella. I pasticcini denominati "carquinyolis" di mandorle, i "pastissets" di cabello de ángel (dalla polpa di una varietà di cocomero) e la frutta secca come le nocciole sono altri esempi tipici della zona. Per chi volesse acquistare qualche prodotto, raccomandiamo il miele, l’olio di oliva, il moscatello e la frutta.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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