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Costa Daurada (Tarragona): vacanza lungo le sue spiagge

Tarragona, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Comprende la costa meridionale di Tarragona che da La Pineda (Vila-seca) si spinge fino a Les Cases d’Alcanar. II triangolo cui danno vita la Pineda, Salou e Cambrils costituisce il nucleo turistico più attivo della Costa Daurada. La varietà della costa di Salou, in cui si alternano ampie spiagge e piccole cale rocciose, ha favorito la creazione di un abitato che vive del mare. Celebre è il Passeig de les Palmeres (Passeggiata delle palme), che si snoda lungo la Platja de Llevant (Spiaggia di Levante), tra villini in stile modernista (liberty rivisitato), palazzine di appartamenti, alberghi e bar all’aperto. Tradizionale meta di villeggiatura estiva per gli abitanti di Reus e Barcellona dall’inizio del secolo, Salou si è trasformata, grazie soprattutto alla sua posizione geografica, in un centro brioso e cosmopolita, dotato di un’eccellente infrastruttura turistica, tanto che la sua costa, lunga 3,5 km., è stata chiamata "spiaggia d’Europa".

Oltre a vantare un’ampia offerta di servizi, svaghi e ristori, Salou va orgogliosa dei suoi suggestivi monumenti, quali la Torre Vella, costruzione del sec. XVI. Lungo la spiaggia, una scultura segna il punto da dove, nel lontano 1229, il re Giacomo I partì alla conquista dell’isola di Maiorca. Un altro elemento di grande richiamo è il parco tematico di Universal’s Port Aventura, situato tra Salou e Vila-seca: si tratta di un centro di svago unico nel suo genere poiché, su una superficie di 115 ettari, vengono riprodotti scorci della Polinesia, della Cina, del Messico e dell’Estremo Oriente con attrazioni davvero spettacolari, come il famoso Dragone Khan, un ottovolante che effettua otto giri di 360 gradi, a dir poco mozzafiato.

Più a sud, ecco profilarsi Cambrils, altro centro balneare di notevole importanza della Costa Daurada, dotato di un porto che conserva intatto l’ambiente marinaro, con bar all’aperto, ristoranti e un club nautico. Nel centro storico si possono ammirare alcuni edifici di tipo difensivo come la Torre del Port o il Museo-torre de la Ermita, testimoni dei tempi in cui la vicinanza al mare non era certo ritenuta un privilegio come oggi ma, piuttosto, fonte di pericolo a causa delle invasioni e delle scorrerie dei pirati. Vi si conservano anche resti della villa romana di La Llosa, dove si praticava la salagione del pesce. A 4 km. a nord di Cambrils, nei pressi di Montbrió del Camp, si trova il parco Samà, costruito nel 1882 dal marchese di Marianao, che occupa una superficie di 20 ettari di giardini e ospita un laghetto artificiale, luogo davvero pittoresco, ideale nelle calde giornate estive.

Proseguendo nel nostro itinerario verso sud, si potrà deviare in direzione di Mont-roig del Camp (5 km. verso l’interno), villaggio cui si ispirò il catalano Joan Miró quando era ancora un pittore in erba. Di ritorno sulla costa, si passa da l’Hospitalet de l’Infant, altro centro balneare e, spingendosi più a sud, si raggiunge il porto de l’Ametlla de Mar, dove il rientro dei pescherecci viene vissuto tuttora come uno dei momenti più suggestivi della giornata. Le cale di questa zona, caratterizzate da sabbia a grana più grossa e immerse nella vegetazione, contrastano nettamente con le spiagge aperte del resto della Costa Daurada.

Da qui si partirà in direzione de L’Ampolla, situata alle porte del delta dell’Ebro. Al turista che non vada di fretta, consigliamo di fare una deviazione di 8 km verso l’interno per visitare la località de El Perelló, dove potrà percorrere un tratto della Via Augusta tuttora in buono stato. Nelle vicinanze, circondate da un paesaggio di impareggiabile bellezza, si trovano le pitture rupestri di Cabra - Feixet. L’ultimo tratto dell’itinerario è segnato dalla costante presenza dell’Ebro, grande fiume che nel corso dei secoli ha depositato sedimenti fino a formare una lingua di 320 km2 che si getta per 25 km nel mare e che costituisce una delle zone ecologiche di maggior interesse del litorale mediterraneo spagnolo.

Parte delle fertili terre del delta sono adibite alla coltivazione del riso, mentre il resto è stato dichiarato parco naturale per garantire la protezione della ricca fauna ornitologica. Queste zone umide vengono infatti puntualmente visitate da ben 260 varietà di uccelli, vale a dire, il sessanta per cento di tutte le specie europee. Tra le numerose attrattive di questa zona, di enorme importanza ecologica, vanno citate, innanzitutto, le spiagge. Le due estremità del delta sono formate dalle lingue di sabbia di El Fangar ed El Port dels Alfacs, che creano un paesaggio di incomparabile bellezza, in cui spiaggia e mare sono sovrani indiscussi.

Per poter visitare il Parco naturale del delta dell’Ebro ci si dovrà attenere al regolamento: il punto di partenza è Deltebre, dove vengono fornite tutte le informazioni necessarie su questo spazio naturale, vero paradiso per gli appassionati di ornitologia, ma anche per i semplici amanti della natura, che potranno pure visitare l’Ecomuseo, contenente riproduzioni di tutti gli habitat della zona. Il delta dell’Ebro è un microcosmo in cui sono visibili gli sforzi compiuti dall’uomo per colonizzare questa terra dura e difficile. Le risaie che si perdono a vista d’occhio tra piccole case e centri abitati come Camarles, L’Aldea, Deltebre e Sant Jaume d’Enveja mutano colore a seconda delle stagioni.

Si consiglia vivamente di risalire l’Ebro a bordo di un traghetto, caricando anche l’automobile, oppure di salire su una delle tante imbarcazioni che costeggiano l’isola di Buda alla foce del fiume, tra fitti canneti. Il delta dell’Ebro non ha, però, soltanto una valenza ecologica o paesaggistica: vanta anche, infatti, una gastronomia stuzzicante, basata soprattutto su riso, e piatti di pesce tra cui l’anguilla, i crostacei e i molluschi del delta (cannolicchi, ostriche e datteri di mare). Amposta, situata sulle rive dell’Ebro, è il principale centro abitato della zona del Montsià, fiera di un ricco patrimonio storico e archeologico, essendo stata abitata fin dalla preistoria, come viene illustrato a dovere dal Museo del Montsià.

Sant Carles de la Ràpita, costruito nel sec. XVIII all’estremità meridionale del delta dal re Carlo III nel tentativo di popolare una zona fino allora disabitata e insalubre, è uno dei borghi di maggior fama della zona in quanto a gastronomia, grazie soprattutto alle sue "llagostinades" (piatti a base di aragoste). Si giunge infine all’estremità più meridionale della Costa Daurada, dove la Catalogna confina con la regione di Valencia. Si tratta di una costa pianeggiante, costellata di spiagge ampie, dove sorge il centro turistico de Les Cases d’Alcanar, punto di partenza di un breve itinerario a carattere monumentale. A 2 km. verso l’interno, ecco profilarsi l’abitato di Alcanar, nelle cui vicinanze è stato restaurato l’interessante insediamento iberico di Molata del Remei. A 8 km. si trova Ulldecona, con un castello medioevale e le pitture rupestri della Serra de la Pietat, le meglio conservate della Catalogna. Per la visita, rivolgersi all’Ente per il turismo.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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 Pubblicato da - 27 Novembre 2008 - © Riproduzione vietata

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