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Le foto di cosa vedere e visitare a Tarragona

Tarragona: itinerari alla scoperta della provincia

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Il primo itinerario che vi proponiamo vi consentirà di seguire il corso dell’Ebro dalla foce fino ai confini con la provincia di Lérida-Lleida. Dall’Ebro, che i classici chiamavano "il possente Iberus", deriva il nome di Iberia, appellativo con cui era nota la penisola prima dell’avvento dei romani. L’Ebro è molto più di un semplice fiume: tradizionale via di penetrazione dalla costa alla Meseta, punto di scambio commerciale tra i naviganti greci e fenici e le tribù indigene, le sue rive furono sempre un luogo strategico e fonte di ricchezza grazie alla navigabilità delle sue acque. Oggi, risalire il corso dell’Ebro significa entrare in contatto con una terra montuosa punteggiata da zone coltivate, con città e villaggi che conservano intatto il loro carattere mentre le acque dell’onnipresente fiume, di un verde intenso, contrastano con il color ocra del paesaggio circostante.

Si parte da Amposta, in direzione di Tortosa, centro principale della zona del Baix Ebre. L’antica Dertosa romana, edificata su entrambi gli argini dell’Ebro che scorre maestoso verso la sua foce, è sempre stata un importante nodo di comunicazione: fu, infatti, uno dei grandi capoluoghi catalani, abitata da una ricca borghesia e con una fiorente attività commerciale. Il centro storico è sovrastato dal Castell de la Zuda, eretto dai musulmani e adibito più tardi a castello templare e palazzo reale, attualmente trasformato in "Parador de Turismo" (sono così chiamati esercizi a tre e quattro stelle, gestiti dallo Stato e ubicati in edifici di pregio storico o artistico, caratteristici di una regione). La cattedrale di Tortosa è un elegante edificio gotico con facciata barocca, nel cui interno spicca il retablo maggiore di Santa Maria (sec. XIV), in legno policromo e stile italianeggiante. Il chiostro ad arcate gotiche merita senz’altro una visita. Altre costruzioni di rilievo della Tortosa medioevale sono il Palazzo vescovile, il Palau Despuig, il Palau Oliver de Boteller e l’antico monastero di Santa Clara. La città conserva tuttora importanti impronte rinascimentali, visibili sugli edifici dei Reals Col. Legis, eretti da Carlo V per educarvi i moriscos (gli arabi convertiti, rimasti in Spagna dopo la Reconquista). La mescolanza delle culture cristiana, musulmana ed ebraica è tuttora ravvisabile nel "Call", o giudecca, situato nel rione di Remolins. Espressione di stile liberty rivisitato sono il mercato e il parco comunali, nonché il mattatoio.

Da Tortosa, la strada prosegue lungo il corso dell’Ebro per giungere dapprima a Benifallet (26 km), dove si possono ammirare le Coves Meravelles con formazioni geologiche di incomparabile bellezza. Val poi la pena di effettuare una deviazione di 9 km che ci condurrà a Rasquera, per visitare lo stupefacente belvedere della Serra de Cardó e i resti di un vecchio centro termale. Miravet, a 12 km, sorge sull’altra sponda del fiume, proprio qui attraversato da un tipico "pas de barca". L’abitato è sovrastato dal castello dei templari, divenuto l’ultima roccaforte di quest’ordine allorché per ben dieci mesi esso si oppose strenuamente alla propria abolizione, decretata da Clemente V nel 1308. Queste terre furono anche teatro delle cruente vicende della "battaglia sull’Ebro" nel corso della guerra civile del ’36-’39. 7 chilometri oltre, si devierà in direzione di Tivissa, la cui chiesa gotico-rinascimentale si erge su un contrafforte roccioso da dove si gode di una vista meravigliosa. Nei pressi di Tivissa, si trova l’insediamento iberico del Castellet de Banyoles, caratterizzato da due torri di difesa a forma pentagonale davvero curiose.

Móra d’Ebre e Móra la Nova, a 9 km., si innalzano su entrambe le rive del fiume. Ci troviamo in una terra coltivata a vigneti, da sempre punto di confluenza di rotte commerciali, tanto che, grazie all’intenso traffico fluviale, per molto tempo in passato vi funzionò una dogana. Giunti a questo punto, si potrà ultimare l’itinerario prendendo due direzioni diverse. La prima porta a Gandesa - situata a 22 km -, capoluogo della Terra Alta, celebre per una meravigliosa cantina in stile liberty e per l’insediamento iberico del Coll del Moro che sovrasta l’intera valle. L’altra risale il corso dell’Ebro, attraversa lo stretto noto con il nome di "pas de l’Ase" (passo dell’asino) e conduce a Vinebre, Ascó e Flix (23 km). Il visitatore troverà ad attenderlo zone ecologiche di grande rilievo, come il bacino artificiale di Flix, dove si praticano la pesca e gli sport nautici, o la bellezza di Sebes, rifugio di molte specie ornitologiche, fitto di pioppi e canneti.

Il secondo interario vi porterà alla scoperta dei numerosi monasteri, ed è uno dei più noti della provincia di Tarragona. Appena lasciata la città, è d’obbligo una sosta nel vicino abitato di Constantí, situato a 5 km, dove si erge la villa romana di Centcelles, dotata di una cupola abbellita da mosaici del sec. IV d.C., davvero unica in tutta la penisola Iberica. Per la sua ricchezza, si ritiene fosse il monumento funebre dell’imperatore Costante. La tappa successiva ci porta a Reus, a 10 km, seconda città della provincia e attivo centro commerciale. Nel suo centro storico si potrà ammirare una serie di edifici in stile liberty, come la casa Navàs e l’Istituto Pere Mata, opera dell’insigne architetto catalano Lluís Domènech i Montaner.

Da Reus si raggiungerà Valls, distante 21 km., centro principale della zona dell’Alt Gamp, per poi sostare, dopo un percorso di 15 km., a Santes Creus, sede di un complesso monastico cistercense di grande bellezza, eretto nel sec. XII, uno degli esempi più illustri dell’architettura gotica catalana. Vi spiccano la Porta Reial o dell’Assunzione e il chiostro, che segna la transizione dal romanico al gotico. La chiesa ospita le spoglie di alcuni re e notabili della Corona d’Aragona. Per poter effettuare la visita seguente, si consiglia di imboccare l’autostrada A-2 per poi uscire all’altezza di Montblanc, all’incirca 20 km più oltre. Si proseguirà quindi fino a L’Espluga de Francolí, 5 km, dove si raccomanda vivamente di visitare la grotta della Fontmajor, che comprende un habitat preistorico di recente ricostruzione.

Si giunge quindi a Poblet (4 km.), sede di un monastero cistercense ove l’immagine del potere e l’importanza degli ordini monacali nella Catalogna medioevale non sono state scalfite dal tempo. Davvero suggestive sono la Porta Reial, con due torri gemelle, il pantheon che ospita le tombe dei re della Corona d’Aragona, il palazzo reale (sede del museo) e il chiostro. Eretto nel sec. XII, la rilevanza di Poblet quale centro religioso, sociale e culturale della Catalogna dell’entroterra non è mai venuta meno. Qui si imboccherà una stretta strada di montagna che conduce a Prades (21 km.), chiamata "villa vermella" (la città rossa) per il colore delle sue case, da dove, attraversando un paesaggio brullo contraddistinto da rilievi accidentati e spogli, si raggiungerà Cornudella de Montsant dopo un tortuoso tragitto di 12 km. La bellezza del paesaggio giustifica abbondantemente una visita, soprattutto se si raggiunge il piccolo abitato di Siurana (3 km.), ultima roccaforte musulmana della Catalogna ad essere conquistata dai cristiani, che sovrasta l’intera zona ai cui piedi giace un bacino artificiale.
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Si prosegue costeggiando il massiccio del Montsant sino alle rovine della certosa di Escaladei, a 12 km.; fondata nel sec. XII, culla dell’industria vinicola della zona che conserva ancor oggi il nome di Priorat (dal padre priore). L’intero paesaggio, con i resti del monastero e la montagna che si staglia sul fondo, sembra uscito da un dipinto di epoca romantica. Per tornare sulla costa, è opportuno passare da Falset, a 20 km., celebre per i suoi vini e sede di una notevole cantina in stile liberty. Rientrati a Reus, si potrà concludere l’itinerario dei monasteri deviando verso Montbrió del Camp, da dove ci si potrà recare all’antico del castello-monastero di Escornalbou, a Riudecanyes (44 km.), eretto nel sec. XII a opera degli agostiniani e restaurato a inizio secolo.

L'ultimo itinerario ci consentirà di conoscere la costa settentrionale di Tarragona, costellata di grandiosi monumenti romani e ampie spiagge. Lasciandoci alle spalle la città, e prendendo la statale per Barcellona, giungeremo alla celebre Torre degli Scipioni, uno dei monumenti funerari più celebri della Spagna. Poco più avanti, vale la pena di fare una sosta presso la cava romana di El Mèdol: si tratta di uno stupefacente anfiteatro romano scavato nella roccia da cui fu estratta la pietra per la costruzione di Tarraco, oggi destinato a ospitare numerosi concerti musicali grazie all’ottima acustica, e popolato da specie floristiche e faunistiche davvero particolari.

A Tamarit, dove si erge uno dei pochi castelli che si specchiano nel mare, rimaneggiato nei primi anni di questo secolo, ha inizio un susseguirsi di spiagge sabbiose che hanno reso famosa la Costa Daurada. Altafulla ospita un grazioso complesso medievale composto dal castello, la chiesa di Sant Martí e i resti della cinta muraria. Sulla costa, lungo cui si snoda una passeggiata assai gradevole, si trova la villa romana di Els Munts, autentico palazzo appartenuto agli alti dignitari della città di Tarraco. Torredembarra è un’altra cittadina marinara a vocazione turistica, sede di un castello rinascimentale e dei resti delle mura di cinta; la segue, a pochi chilometri di distanza, un celebre monumento romano eretto sulla Via Augusta, rimaneggiato di recente: l’Arc de Berà.

Si accede, quindi, alla zona del Baix Penedès, con due insediamenti balneari: Coma-ruga e Sant Salvador. Quest’ultimo ospita la casa-museo di Pau Casals: dotata di un auditorium per concerti, perpetua il ricordo dell’insigne musicista catalano. Proseguendo, si giungerà a EI Vendrell, luogo di origine di uno dei gruppi più famosi di "castellers", noto con il nome di "Nens del Vendrell" (Bambini del Vendrell), che la tradizione vuole eterni rivali degli "Xiquets de Valls" (Ragazzi di Valls). A 9 km. di distanza, val pure una sosta l’abitato di Sant Jaume dels Domenys, dove si conservano i resti di un acquedotto rurale di epoca romana. Gli appassionati del verde potranno terminare l’escursione raggiungendo La Bisbal del Penedès a 4 km., da dove si potrà salire alla sierra del Montmell (7 km.), per godere di un eccellente panorama di tutta la zona.

L’itinerario si conclude lungo la costa di Calafell, il cui centro storico, annidato in cima a una piccola altura ove si ergono il castello e la chiesta romanica di Santa Creu, sovrasta il villaggio di pescatori. Qui si potranno ammirare scavi archeologici di grande interesse: si tratta della "cittadella iberica" di Calafell, la cui recente ricostruzione rivela agli occhi del turista i modi di vita dei popoli iberici prima dell’avvento dei romani. Gli abitati di Segur de Calafell e Cunit, che segnano il confine settentrionale della Costa Daurada, rappresentano l’ultima tappa di questo itinerario costiero. Tra le attrazioni gastronomiche della zona, vanno ricordati lo "xató", le "calçots" e gli ottimi vini del Penedès.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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