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Amapá (Brasile), il piccolo stato e il grande Tumucumaque National Park

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  • Tumucumaque National Park
  • Fortaleza de Sao Josč de Macapŕ
  • Marco Zero: Monumento linea equatore
Il più antico bacino fluviale del mondo è individuato da due stati brasiliani per certi versi simili: Parà, molto conosciuto e sede di Belem, e Amapá, di dimensioni più piccole e piuttosto povero. Tuttavia l’Amapá, i cui confini vanno dal delta del Rio delle Amazzoni ai confini del Suriname e della Guyana Francese, ospita il Tumucumaque National Park, il parco nazionale di foresta tropicale più grande del Mondo ed è ricoperto da un’incantevole distesa di foresta pluviale incontaminata, che proprio in questi anni si sta aprendo al turismo. A coronare il paesaggio sono poi le alture di una zona morfologicamente montuosa e per questo ancor più caratteristica, che solo la sciagurata mano dell’uomo ha cercato di deturpare con decenni di deforestazione incontrollata alla quale, per fortuna, sembra essersi posto un freno.

I primi europei a mettere piede nell’odierno stato dell’Amapá furono i portoghesi, che battezzarono il suo litorale col nome di “Costa del Cabo Norte”. Scampati ai tentativi di colonizzazione da parte di olandesi e inglesi, i portoghesi dovettero soccombere dinanzi ai francesi, che occuparono la regione verso la metà del Seicento. Tuttavia, nel 1713, il Trattato di Utrecht ridefinì la geografia politica della zona, ridefinendo i confini dell’Amapá ed assegnandolo al governo del Portogallo. Nel maggio del 1900 una decisione della Commissione Arbitrale di Ginevra decretò il definitivo passaggio della regione entro i confini del Brasile, che riconobbe l’Amapá come territorio federale nel 1944 per poi nominarlo stato federale il 5 ottobre 1988.

La capitale e la città che accoglie praticamente la metà degli abitanti dell’intero stato è Macapà, situata proprio all’altezza dell’equatore in posizione strategica sulla sponda nord dell’estuario del Rio delle Amazzoni. A testimoniare la storia ricca di eventi che ha contraddistinto la città, ci sono le numerose attrattive di carattere architettonico che vi sono disseminate. Su tutte la Fortaleza de Sao Josè de Macapà, costruita dai portoghesi tra il 1764 e il 1782 per difendersi dalle incursioni francesi, dove si possono ancora ammirare alcune caserme e le mura straordinariamente spesse. Da non perdere inoltre il Museu SACACA, il “Museo dello Sviluppo Sostenibile”, che offre affascinanti tour guidati nei ribeirinho, riproduzioni delle abitazioni fluviali, ed il Museu Historico do Amapá Joaquim Caetano da Silva, che illustra altri aspetti della storia della regione. Un’attrattiva di tutt’altro genere è il pittoresco Mercado dos Produtos da Floresta, che offre un’ampia gamma di oggetti d’arte e artigianato locali, dalla balata (ceramica) spruzzata di manganese a oggetti di pelle e artigianato, mentre per concedersi qualche attimo di relax non c’è niente di meglio che sdraiarsi al sole della Praia da Fazendinha, 16 chilometri a sud-ovest di Macapà.
Da non perdere anche il monumento che segnala la linea dell'equatore il Marco Zero (vedi foto).

Nei dintorni di Macapà si estende il grande, e già citato, Parque Nacional Montanhas do Tumucumaque (Parco Nazionale di Tumucumaque) che, con oltre 39.000 chilometri quadrati di estensione, è il più grande del Brasile; se a ciò aggiungiamo che confina con il Parque Indigena do Tumucumaque, oltre il confine di Parà, otteniamo poi la maggiore distesa di foresta tropicale protetta del mondo. Proprio per via dell’ingente opera di tutela che il governo del Brasile sta compiendo in sinergia con Suriname, Venezuela e Guyana, il parco è momentaneamente chiuso ai visitatori, per i quali si stanno realizzando campeggi, sentieri e strutture recettive in appositi siti per incentivarne il futuro turismo. Per il momento il consiglio è quello di recarsi a Serra do Navio, una cittadina appena al di fuori dei confini del parco dove ottenere informazioni e assaporare quello che Tumucumaque ha da offrire. Altre riserve protette dell’Amapá sono la Floresta Nacional do Amapá, l’Ilha de Maracà ed il Parque Nacional do Cabo Orange.

... Pagina 2/2 ... Ritenuta a torto il punto più settentrionale del Brasile, Oiapoque è una città di confine di 20.000 abitanti situata lungo la Hwy BR-156 a 200 chilometri e circa 4 ore da Cayenne, capitale della Guyana Francese. L’insediamento, conosciuto anche per la massiccia presenza di indigeni e come valico di attraversamento tra i due stati, è noto soprattutto come punto più settentrionale del paese, primato che però appartiene al Monte Caburai, nel Roraima, al confine col Venezuela, che la stacca di almeno 100 chilometri. Oiapoque pare però non sentirci, al punto da aver sottolineato l’errore con la costruzione di un monumento, il Marco Inicial do Brasil, erroneamente accompagnato dal motto “Aqui comenca o Brazil”, “Qui inizia il Brasile”.

Il clima è nettamente suddiviso in 2 stagioni: quella asciutta e quella delle piogge. La prima, che va da luglio a novembre, fa registrare temperature mediamente comprese tra 26 e 35 gradi, con punte anche superiori ai 40; la stagione delle piogge, invece, si protrae da dicembre a giugno, quando le temperature calano di qualche grado attestandosi tra 23 e 30 gradi. Tuttavia, la differenza sostanziale è rappresentata dalla quantità di precipitazioni, che sono abbondanti e quasi giornaliere d’estate, mentre diminuiscono in diversa maniera a seconda della zona in questione d’inverno. Ad accomunare tutti i mesi dell’anno è il tasso di umidità piuttosto alto che in caso di massime pomeridiane elevate accentua la percezione dell’afa.

Il fulcro dei trasporti statali non può che essere Macapà, sede del Macapà-Alberto Alcolumbre International Airport, uno scalo rinnovato di recente situato a 3 chilometri di distanza dal centro urbano e collegato a numerose destinazioni nazionali tra cui Belem, Brasilia, Rio de Janeiro e Sao Paulo. La stazione degli autobus a lunga percorrenza si trova invece 3 chilometri a nord della città e rappresenta un’ottima alternativa sia per viaggi brevi, che per lunghi spostamenti, premunendosi di guardare le previsioni del tempo per evitare di ritrovarsi bloccati dalla pioggia e dal fango che invade le strade soprattutto da gennaio a giugno. Il mezzo di trasporto più pittoresco è senza dubbio il battello fluviale, col quale si potrà risalire il corso del Rio delle Amazzoni consapevoli del fatto di andare in contro ad alcune scomodità.

Foto parco, cortesia Zig Koch / WWF
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