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10 cose da vedere a Imola

Imola non compare solitamente nella lista delle località da vedere assolutamente durante un viaggio in Romagna. Eppure, chi passa da queste parti, può con ragione scegliere di dedicare una giornata alla scoperta dei suoi principali punti d’interesse.

Per decenni il nome di Imola è stato famoso nel mondo grazie all’autodromo nel quale correvano le auto di Formula 1 (che torneranno, dopo una pausa di 14 anni, nel weekend dal 30 ottobre all'1 novembre 2020) e i bolidi del Motomondiale.
Poi, con gli anni, sono cambiati anche gli ospiti del circuito, che ha dato spazio via via a grandi concerti come l’Heineken Jammin’ Festival – o per rimanere ai giorni nostri, alle prossime tappe dei tour di Vasco Rossi, Pearl Jam e di Cesare Cremonini, rinviate al 2021 causa Coronavirus – alle gare della Superbike e a tanti altri eventi, come il Mondiale di Ciclismo (24-27 settembre 2020).
In ogni caso, non sono solo i motori e la musica gli unici motivi per visitare Imola; dalla Rocca Sforzesca al centro cittadino, dai parchi alla circostante Vallata del Santerno, la cittadina offre più di un motivo per una sosta.

Di seguito suggeriamo 10 cose da vedere a Imola e dintorni (e alcune da assaggiare) in uno o più giorni.

Rocca Sforzesca


È senza dubbio l’edificio più significativo della città.
Questo splendido castello, che deve il nome a Caterina Sforza, Signora di Imola, sorge all’estremità sud-occidentale del centro storico ed è un suggestivo esempio di architettura fortificata tra Medioevo e Rinascimento.
L’origine della Rocca risale al XIII secolo, anche se è solo sul finire del XV che assunse una fisionomia simile a quella attuale, quando le quattro torri angolari furono inglobate dentro a torrioni circolari più possenti.
Qui soggiornò all’inizio nel 1502 Leonardo Da Vinci, che disegnò anche una mappa di Imola – prima pianta zenitale e più antico esempio di mappa di città ancora oggi conservato, assieme ad alcuni schizzi di alcuni antichi quartieri cittadini – la quale appartiene alle collezioni reali inglesi a Windsor.
Con l’annessione definitiva di Imola allo stato pontificio, la fortezza venne utilizzata per secoli come carcere fino al secondo dopoguerra quando, in seguito a lavori di restauro, il castello fu restituito alla città e aperto al pubblico nel 1973 con un nuovo fossato su tre lati.
Attualmente al suo interno si trova un museo che accoglie una collezione di armi e ceramiche antiche.

Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari


L’Autodromo di Imola accoglie ogni anno migliaia di visitatori degli eventi che vi si svolgono e la sua fama accende la fantasia di chi passa in città anche nei giorni in cui non ci sono gare e manifestazioni in programma.
Costruito a partire dagli anni Cinquanta – anche se qui già negli anni Trenta si disputavano gare di motocross – ben presto è divenuto un tempio della velocità a livello mondiale.
Dalle mitiche gare di Formula 1 con leggende del calibro di Jim Clark, Gilles Villeneuve e Niki Lauda, alle gare di motociclismo con campioni come Agostini, Uncini e Kenny Roberts. il circuito sulle rive del Santerno ha vissuto momenti di gloria e di tragedia, come nel weekend del Gran Premio di San Marino del 1994, quando morirono il pilota austriaco Roland Ratzenberger e il campionissimo Ayrton Senna.

Sul finire degli anni ‘90 è iniziata la stagione dei grandi concerti: Vasco Rossi, Metallica, Santana, Rage Against The Machine, Guns N' Roses, Iron Maiden, The Cure, AC/DC sono solo alcuni dei nomi che hanno calcato il palco allestito nella zona paddock.
Oggi, da marzo a ottobre, il circuito ospita gare quasi tutti i fine settimana, ma anche alcuni appuntamenti tradizionali come la Mostra scambio del CRAME, la partenza del Carnevale dei Fantaveicoli, corse podistiche e molto altro.

Il Parco delle Acque Minerali e il Parco Tozzoni


Il Parco delle Acque Minerali si estende per 11 ettari all’interno del perimetro del circuito. È il polmone verde di Imola e racchiude un patrimonio botanico e storico di prim’ordine.
Nacque nel 1871 ai piedi del Monte Castellaccio, a brevissima distanza dal centro della città, quando l’area venne predisposta con vialetti e aiuole. Negli anni la sua fisionomia è in parte cambiata con l’aggiunta di aree giochi, laghetti artificiali dove vivono alcuni animali e ovviamente a causa delle modifiche dovute alla costruzione dell’autodromo che lo delimita.
Come suggerisce il nome, anticamente qui si trovavano alcune sorgenti di acqua sulfuree dalle proprietà curative, ormai chiuse.
Fino a qualche decina di anni fa si giocava a tamburello contro il muro ancora oggi visibile nel parco; non è più fruibile per questo sport, ma tutti lo ricordano perché ha dato il nome all’adiacente curva del circuito.
È proprio di fronte al muro che ebbe l’incidente Ayrton Senna nel 1994 e che ore, nel vialetto del parco, ospita la statua del campione brasiliano.

Il Parco Tozzoni, invece, si trova sulle colline alla periferia sud-occidentale di Imola, adiacente al quartiere Pedagna, e fu realizzato verso la fine dell’Ottocento per volere del conte Francesco Tozzoni. Dopo essere stato ceduto al Comune, fu aperto al pubblico nel 1978.
Il locale chiosco-bar è un punto di ritrovo nei mesi primaverili ed estivi, mentre tutto l’anno il parco accoglie chi vuole respirare un po’ d’aria buona, stendersi sul prato e fare sport.

MAICC – Museo Multimediale Autodromo di Imola


Inaugurato nel 2014 e in funzione per qualche anno, per poi essere trasformato e nuovamente riaperto nel 2019, il Museo Multimediale Autodromo di Imola “Checco Costa” è uno spazio museale innovativo e tecnologico sorto nel cuore dell’Autodromo Internazionale della città, proprio nel grande edificio che ospita anche i box della pista.
Il MAICC è destinato ad accogliere mostre a tema legate al mondo dei motori: il suo primo evento è stato proprio la mostra Ayrton Magico, l’anima oltre i limiti, dedicata a Senna.

La statua e il murale di Ayrton Senna


Il grande Ayrton Senna morì in uno schianto alla curva del Tamburello l’1 maggio 1994 mentre era al comando del Gran Premio alla guida della sua Williams Renault. L’immagine del campione brasiliano è da quel giorno per sempre legata a Imola, i cui abitanti ancora oggi lo ricordano con particolare affetto e commozione.
Nel 1997 venne posizionata all’altezza del luogo dello schianto, di fronte all’attuale variante del Tamburello, all’interno del Parco delle Acque Minerali, una statua in bronzo del pilota, dove anche a distanza di tanti anni tifosi e appassionati da tutto il mondo lasciano fiori, foto, maglie e lettere ad Ayrton.
Nel 2019, inoltre, è stato realizzato sulla facciata del MAICC – Museo Autodromo di Imola, accanto alla vecchia torre della direzione gara, un murale dedicato ad Ayrton Senna dall’artista brasiliano Kobra.

Il Santerno e il parco del lungofiume


Il fiume Santerno scende a valle dalla vicina Toscana e attraversa Imola nella sua porzione meridionale, separando di fatto la città dalle colline. Su entrambe le rive si estende una lunga area verde che è ideale per una passeggiata, per prendere il sole o per fare un picnic negli spazi adibiti con tavoli e caminetti.
Il fiume costeggia buona parte dell’autodromo, indicativamente dalla curva Tosa alla curva della Rivazza, prima di proseguire verso la pianura.
Per chi ha a disposizione una bicicletta, Imola vanta anche una lunga rete di piste ciclabili che permette di muoversi agilmente da una parte all’altra della città.

Il centro storico


Imola sorse in epoca romana lungo il percorso della via Emilia con il nome di Forum Cornelii e ancora oggi conserva una struttura urbana secondo le consuete direttive del cardo (attuale via Appia-Mazzini) e del decumano massimo (attuale via Emilia).
All’incrocio di questi si trova il Palazzo Comunale, caratterizzato dall’Orologio (in realtà quattro orologi, disposti uno per ogni lato di provenienza) e il sistema delle tre piazze (Piazza Caduti della Libertà, Piazza Gramsci e Piazza Matteotti, dove quest’ultima è la principale), cuore commerciale della città.
Nei secoli scorsi Imola era protetta da un sistema difensivo fatto di porte di accesso fortificate e un fossato. L’unica porta d’accesso rimasta è Porta Montanara, mentre delle mura manfrediane rimane solo un brevissimo tratto nei pressi della Rocca, in via Caterina Sforza.
La lista dei palazzi storici è lunga, ma la maggior parte di questi è visibile solo dall’esterno e non è visitabile dal pubblico; fanno eccezione il Palazzo Tozzoni (via Garibaldi 18) e la splendida Biblioteca Comunale (via Emilia 80).
Per una panoramica completa dei punti d’interesse del centro storico ci si può rivolgere all’IAT presso la Galleria del Centro Cittadino (via Emilia 135).

Il Duomo di San Cassiano


Nel centro storico di Imola l’antica cattedrale dedicata a San Cassiano Martire fu edificata in stile romanico tra il XII e il XIII secolo per accogliere le spoglie del santo.
Dopo essere stata ripetutamente restaurata e rimaneggiata nel corso dei secoli, la chiesa fu completamente riedificata nella seconda metà del XVIII secolo su progetto di Cosimo Morelli, per poi essere consacrata nel 1782, prima che la sua facciata fosse nuovamente modificata nel 1850 seguendo un progetto dello stesso architetto.
Tra gli elementi più interessanti presenti al suo interno ricordiamo il coro ligneo settecentesco, la fonte battesimale cinquecentesca e lo splendido Cristo Crocifisso ligneo del XV secolo.
Sull’altare maggiore si può ammirare il “Martirio di San Cassiano” di Pietro Tedeschi, mentre sono diverse le tele di Angelo Gottarelli, ed è visibile la lapide funeraria di Girolamo Riario, marito di Caterina Sforza.
La festa patronale di San Cassiano è il 13 agosto.

Complesso dell’Osservanza


È di fatto un quartiere disabitato, che è stato per decenni una città nella città. Questo complesso sorse nel 1890 come ospedale psichiatrico provinciale, per poi divenire uno dei manicomi più importanti d’Italia.
Si sviluppava su un’area di 140.000 m² che comprendeva anche un terreno agricolo e un parco, oltre a una serie di padiglioni; in alcuni di questi erano ricoverati gli ospiti, mentre in altri si trovavano i servizi, la cucina, la lavanderia, gli alloggi del personale e gli ambulatori.
Dismessa negli anni ‘80, l’area dell’Osservanza è stata abbandonata a se stessa per lungo tempo, prima di essere interessata da un piano di riqualificazione tutt’ora in atto. Al momento, dopo avere messo in sicurezza i padiglioni murandone gli ingressi e averla dotata di illuminazione pubblica, la zona è liberamente fruibile dai cittadini ed è anche location di eventi durante la bella stagione.
In ogni caso, vale la pena fare una passeggiata all’Osservanza (ingresso da via Venturini) tra i suoi padiglioni chiusi, i quali conservano un'aria piuttosto tetra e severa che rende vagamente l’idea, anche solo a un primo sguardo, delle sofferenze di chi ci fu rinchiuso dentro per anni.

Dintorni di Imola


Se basta una giornata per esplorare il contesto urbano, può essere utile qualche giorno in più per conoscere anche il territorio circostante, che racchiude alcune perle come la cittadina di Dozza, con i suoi muri dipinti e la piccola rocca (sede anche dell’Enoteca Regionale), che si trova sulle colline ad appena 8 km dal centro di Imola ed è considerato uno dei borghi più belli dell’Emilia-Romagna.
Nella vicina provincia di Ravenna, a 25 km dalla città, si trova invece lo splendido borgo medievale di Brisighella, la cui torre dell’orologio e il castello svettano tra gli ulivi e i vigneti della Valle del Lamone.

Tornando nella zona imolese, risalendo la Valle del Santerno in direzione Firenze si incontra il paese di Castel del Rio, famoso per il caratteristico Ponte degli Alidosi, la cui struttura a schiena d’asino è costituita da un’unica arcata di 42 metri e una freccia di 19 metri. Il ponte fu commissionato nel 1499 e da allora è il simbolo del borgo e uno dei luoghi iconici dell’intera vallata.
La sottostante spiaggetta di sassi, così come il lido di Valsalva (qualche km più a monte), sono popolari mete estive per chi vuole fare un bagno al fiume.

Gastronomia: non solo piadina romagnola


La tavola è sempre una buona ragione per visitare una località nuova. Imola, come tutte le città italiane, non fa eccezione.
L’Emilia-Romagna è terra di buona cucina e a Imola si ritrova tradizionalmente buona parte della gastronomia regionale. Come città più occidentale della Romagna (il confine con l’Emilia è il fiume Sillaro, che attraversa Castel San Pietro Terme, 15 km più a ovest) non poteva mancare la piadina (la piè), disponibile nelle tante baracchine sparse nei quartieri, così come i formaggi teneri (casatella e squacquerone), la pasta fresca fatta in casa (qui chiamata comunemente minestra, anche quella asciutta), tra cui le specialità locali dei cappelletti e dei garganelli, ottimi vini (sangiovese, albana e trebbiano su tutti) e dolci della tradizione come la brazadèla (la ciambella), che nella versione imolese ha una forma ovale e senza il foro centrale.
Trattandosi di una zona a forte vocazione agricola, Imola ha in ogni stagione una grande varietà di frutta fresca, tra cui l’albicocca Val Santerno (già presente nell’elenco dei prodotti agroalimentari italiani tradizionali), la Pesca e Nettarina di Romagna IGP e il marrone IGP proveniente dalle colline di Castel del Rio, che ogni anno a ottobre è protagonista della Sagra dei Marroni.
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