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L'Autodromo di Imola: storia e caratteristiche del circuito

Famoso per essere stato uno dei circuiti del carosello di Formula 1 e per la prematura scomparsa di Ayrton Senna, l'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari una delle storiche piste da corsa in Italia.

L’Emilia-Romagna è terra di motori per eccellenza.
Uno dei templi storici di questa passione motoristica è il mitico Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, uno dei circuiti più tecnici del mondo. Anni di gare, eventi, momenti di popolarità e fasi di declino, tragedie, ristrutturazioni, fallimenti e sempre nuove sfide hanno segnato la storia del circuito sulle rive del Santerno, realizzato appena fuori dal centro storico di Imola, dove la Pianura Padana lascia spazio alle colline romagnole.

La storia: dal motocross al Motomondiale

L’idea della realizzazione del tracciato nacque sul finire degli anni ‘40, in un periodo di grande fermento e fiducia nel futuro dato dalla fine della guerra e dalla necessità di ricostruire un nuovo Paese.
In questo contesto, anche il grande Enzo Ferrari riconobbe in quel territorio collinare le potenzialità per la creazione di una pista davvero spettacolare. Dopo un suo contatto con i promotori del progetto nel 1948, l’idea cominciò a concretizzarsi nel 1950 con la posa della prima pietra.

In realtà, già da qualche anno gli sport motoristici erano arrivati a Imola: Francesco “Checco” Costa, pioniere del motocross italiano, aveva organizzato una gara all’interno del Parco delle Acque Minerali nel 1937. Solo l’arrivo della Seconda guerra mondiale interruppe (momentaneamente) lo svolgimento di altre competizioni analoghe.
Si dovette così attendere la fine del conflitto per vedere sfrecciare nuovamente a Imola i bolidi a due ruote con una gara tra le strade cittadine nel 1946. Il motocross, con la prima gara internazionale in Italia, fece il suo ritorno alle Acque Minerali nel 1948 con una manifestazione organizzata sempre da Checco Costa, allora presidente del Moto Club Imolese.

Il collaudo della pista avvenne nel 1952, ma l’inaugurazione ufficiale avvenne il 25 aprile 1953 con il Gran Premio Coni, prova del Campionato Italiano di Motociclismo, vinto da Masetti e Lorenzetti.
È invece del 1954 l’arrivo dell’automobilismo con il Gran Premio “Conchiglia d’Oro Shell”, riservato alle vetture Sport.
Gli anni seguenti videro un coinvolgimento sempre maggiore non solo da parte del pubblico, ma anche dei piloti e delle case automobilistiche internazionali. Nel 1963 fece il suo esordio sulla pista anche la Formula 1 con una gara non ufficiale, vinta dal grande Jim Clark sulla Lotus Climax Brm, con la quale a fine stagione si laureò Campione del Mondo.
Pochi anni dopo, nel 1967, fu la volta del Motomondiale, che si corse con il nome di “Gran Premio delle Nazioni”.

Nel 1972 Checco Costa ebbe un’altra grande idea: inventò la “Daytona d’Europa”, ovvero una riproposizione della 200 miglia, che riprendeva la più famosa corsa motociclistica statunitense.
Gli anni ‘70 consacrarono il successo della pista legando il proprio nome anche a quello del Motomondiale, in cui correvano piloti leggendari come Agostini, Uncini, Bonera, Nieto e Kenny Roberts.

La Formula Uno a Imola

In seguito ai lavori di ristrutturazione del circuito e alla costruzione del modernissimo edificio dei box – un gioiello d’avanguardia per i tempi – nel 1979 si svolse un nuovo Gran Premio di Formula 1 che, seppure non valido per il Campionato del Mondo, vide la presenza di tutti i team. Per la cronaca vinse Niki Lauda al volante della Brabham di Bernie Ecclestone.
Un anno più tardi, nel 1980, la F1 si stabilì in Romagna correndo una prova valida per il Mondiale: era il 51° Gran Premio d’Italia. Da quel momento, la Formula Uno fece ininterrottamente tappa a Imola ogni anno fino al 2006 (dal 1981 con il nome di Gran Premio di San Marino).

Con la morte di Enzo Ferrari nel 1988 (appena due settimane dopo la dipartita dell'amico Checco Costa), il circuito cambiò nome, assumendo l’attuale denominazione di “Autodromo Enzo e Dino Ferrari”.
Gli anni ‘80 e ‘90 furono quelli della consacrazione: durante i Gran Premi di F1 si sfidavano campioni come Nelson Piquet, Nigel Mansell, Alain Prost, il compianto Ayrton Senna, e poi ancora Michael Schumacher, Rubens Barrichello, Damon Hill, Mika Hakkinen, per ricordare solo alcuni dei più famosi.
I tragici fatti del 1994, quando nel weekend della competizione persero la vita sia Roland Ratzenberger (durante le prove ufficiali di sabato 30 aprile), che Ayrton Senna (nei primi giri della gara di domenica 1 maggio), imposero sostanziali modifiche al tracciato per rallentare la velocità in alcuni suoi tratti, favorendo così la sicurezza. La curva veloce del Tamburello venne sostituita da una variante, e lo stesso accadde alla curva Villeneuve, mentre la variante delle Acque Minerali fu sostituita da una doppia curva a destra con una più ampia via di fuga.

Il circuito divenne un po’ meno spettacolare e anche la viabilità cittadina attorno al tracciato ne risentì, ma il nuovo percorso contribuì a riportare sulle rive del Santerno il Motomondiale nel 1996, dopo una pausa di otto anni. La massima competizione motociclistica internazionale rimase fino al 1999, mentre nel 2001 fu la volta del debutto del Campionato del Mondo Superbike.

Pochi anni più tardi, l’abbandono della convezione con la Formula 1, che corse l’ultima gara qui nel 2006 (vittoria di Michael Schumacher su Ferrari), segnò anche la fine di un’epoca per la pista imolese.

Il nuovo tracciato

Nel 2006 si decise di demolire i vecchi box, lungo il rettilineo di partenza, per fare posto a una struttura più moderna. Il vecchio complesso fu raso al suolo con la dinamite in un pomeriggio di novembre. Ad assistere – in sicurezza, da lontano – alla detonazione c’erano oltre 3000 persone che avevano preso posto ore prima sulla collina della Rivazza.
Fu risparmiata la ex “Torre Marlboro”, ancora oggi simbolo dell’autodromo, mentre parte della pista e delle vie di fuga, i box, la direzione gara, il media center, gli uffici, il podio e il paddock vennero riqualificati nel 2007 secondo il progetto dell’architetto tedesco Hermann Tilke. Un’ulteriore modifica al tracciato avvenne nel 2009, quando fu realizzata la nuova Variante Bassa per adeguarsi ai requisiti della Federazione Motociclistica Internazionale.

Le gare del Campionato del Mondo Vetture Turismo (WTCC), il sodalizio ormai consolidato con la Superbike, la 200 miglia Revival, l’International GT Open, le vetture della Le Mans Series e della Formula 3, il Campionato Europeo Turismo e, dal 2018, anche una tappa del Mondiale di Motocross MXGP, sono solo alcuni degli appuntamenti principali che hanno avuto l’Autodromo di Imola come location ideale in questi ultimi anni.

Eventi, concerti e i cimeli del Museo Checco Costa

Da oltre quarant’anni si svolge sulla pista imolese la Mostra Scambio del C.R.A.M.E. (Club Romagnolo Auto e Moto d’Epoca), ovvero uno dei più importanti appuntamenti europei per i collezionisti di auto e moto d’epoca, che comprende anche introvabili pezzi di ricambio e accessori.

Nel 1998 si svolse qui la prima edizione dell’Heineken Jammin’ Festival, uno dei più grandi festival di musica in Italia, che fino al 2006 è stato di casa nella cittadina romagnola
Tra i protagonisti che si sono esibiti sul palco allestito nel paddock ricordiamo Vasco Rossi (dalla registrazione del suo concerto del 1998 davanti a 120.000 persone è stato ricavato il doppio album live “Rewind”), gli Skunk Anansie, Ben Harper, Marilyn Manson, Rage Against The Machine, Muse, Santana, Red Hot Chili Peppers, Chemical Brothers, Alanis Morissette, Metallica, The Cure, Oasis, Depeche Mode e ovviamente molti altri.
Finita l’epoca dell’Heineken Jammin’ Festival, l’Autodromo di Imola ha continuato ad ospitare in estate alcuni grandi concerti rock come quelli degli Slipknot, Iron Maiden, Motörhead, Linkin Park, AC/DC e Guns ‘n Roses.

Il 1° maggio 2014, in occasione del XX anniversario della morte di Ayrton Senna, ha aperto i battenti nel complesso dell’autodromo il Museo Checco Costa, uno spazio espositivo che inizialmente accoglieva cimeli dell’automobilismo e del motociclismo. Dopo una fase di ristrutturazione, ha finalmente riaperto nel 2019 con il nome di MAICC - Museo Multimediale Autodromo di Imola Checco Costa, inaugurando con la mostra Ayrton Magico, l'anima oltre i limiti, dedicata al compianto Ayrton Senna, la cui immagine campeggia sul murale realizzato sulla facciata del museo dallo street artist brasiliano Kobra.

L’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari è solitamente fruibile dalla primavera all’autunno: quasi ogni fine settimana si svolgono gare, prove libere di privati ed eventi di vario genere.
Tra le manifestazioni non strettamente motoristiche ricordiamo anche il Carnevale dei Fantaveicoli, che comincia il suo percorso proprio dalla griglia di partenza del circuito prima di spostarsi nel centro storico, poi ancora il Giro dei Tre Monti – una classica del podismo nazionale, che coinvolge 5.000 atleti tra professionisti e amatori, con partenza e arrivo proprio all’autodromo –, ma anche il passaggio e l’arrivo del Giro d’Italia di ciclismo in diverse occasioni e le semplici giornate di apertura al pubblico, durante le quali si può passeggiare o fare un giro in bici lungo il tracciato.

Il monumento ad Ayrton Senna

All’interno del perimetro del tracciato si trova il Parco delle Acque Minerali, uno spazio verde che deve il proprio nome alla scoperta, nel 1830, di alcune sorgenti curative di acque sulfuree, oggi ormai non più attive. Attualmente ha un’estensione di undici ettari e presenta un ricco patrimonio di specie arboree e vegetali.
Nel parco, all’altezza dell’ex Curva del Tamburello (oggi Variante) si trova la statua di Ayrton Senna, un monumento in bronzo che lo ritrae seduto, con la testa bassa, rivolto verso il muro dove pese la vita il 1° maggio 1994.
La statua, inaugurata nel 1997, è opera dell’artista Stefano Pierotti e della fonderia d’arte Del Chiaro di Pietrasanta. Qui, ancora oggi, tifosi e ammiratori lasciano bandiere, magliette, fiori e lettere in ricordo del campione brasiliano.
Adiacente al parco, sempre dentro al perimetro del circuito, si trova lo Stadio Comunale Romeo Galli.

Dati e curiosità

Indirizzo:
Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari
Piazza Ayrton Senna da Silva n°1
40026 Imola (Bologna).
Tel. 0039 0542 655111.
Lunghezza: 4.909 metri per le auto – 4.936 metri per le moto.
Larghezza pista: da 10 a 15 metri.
Senso di marcia: percorso antiorario.
Curve: 21 per le auto (12 a sinistra, 9 a destra), 22 per le moto (13 a sinistra, 9 a destra).
Nell’ordine, dalla partenza: Variante del Tamburello, Variante Villeneuve, Curva Tosa, Piratella, Acque Minerali, Variante Alta, Rivazza, Variante Bassa (solo per le moto), arrivo.
Tempi record:
Motomondiale
- Pole position: Alex Criville (Honda 500cc, 1999) in 1:48.750
- Record in gara: Mick Doohan (Honda 500cc, 1997) in 1:49.436.
Formula Uno
- Pole position: Jenson Button (BAR-Honda, 2004) in 1:19.753
- Record in gara: Michael Schumacher (Ferrari, 2004) in 1:20.411.
Superbike
- Pole position: Carlos Checa (Ducati, 2011) in 1:47.196
- Record in gara: Carlos Checa (Ducati, 2011) in 1:47.934.
Vittorie in Formula 1: Michael Schumacher, 7 (1994, 1999, 2000, 2002, 2003, 2004, 2006).
Pole position in Formula 1: Ayrton Senna, 8.
Spettatori: oltre 140.000 posti di capienza complessiva, divisi tra 36.043 posti a sedere nelle tribune lungo il tracciato, 35.000 posti nella zona prato della Collina della Rivazza, 8.500 posti nella zona prato della Curva Tosa e i restanti lungo i quasi 5 km del percorso.
Sito ufficiale: www.autodromoimola.it

 Pubblicato da il 08/12/2019 - 1.755 letture - ® Riproduzione vietata

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