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La Strada del Vino DOC Locorotondo e Martina Franca

Siamo nella terra dei trulli, uno dei simboli più incantevoli della Puglia e, senza dubbio, uno degli esempi più suggestivi dell’architettura popolare nazionale: è qui, in questo territorio, dove le morbide colline ospitano con generosità filari ininterrotti di vigne rigogliose e straordinari ulivi secolari, scolpiti dal tempo nei loro intricati intrecci di legno, si snoda la Strada del Vino DOC Locorotondo e Martina Franca, un itinerario magico che si perde nei sapori, nei colori e nei meravigliosi scorci panoramici della Valle d’Itria.

Sono solo otto i comuni che fanno parte dell’Associazione, per un percorso lungo poco più di 110 chilometri che tocca ben tre province, Bari, Brindisi e Taranto, e alcuni dei più bei borghi d’Italia: Martina Franca, Locorotondo, Alberobello, Fasano, Cisternino, Ostuni, Ceglie Messapica e Crispiano, per un viaggio alla scoperta di questo lembo di terra unico al mondo dove distese di ulivi si alternano a mandorli in fiore, piccole case colorate aggrappate alla roccia, antiche masserie e cespugli di macchia mediterranea che profumano l’aria e la giornata.

Partiamo, allora, per questo meraviglioso itinerario enogastronomico che conquisterà i nostri occhi, i nostri palati e, soprattutto, il nostro cuore.

I due vini bianchi DOC dei Trulli


Dedichiamo una piccola parentesi per parlare dei vini che incontreremo, più volte e con sommo piacere, durante il nostro viaggio.

Stiamo parlando di due vini DOC, entrambi bianchi e, molto probabilmente, i due vini bianchi più buoni di tutta la Puglia: Il Locorotondo DOC e il Martina Franca DOC, prodotto nei territori di Locorotondo, Fasano e Cisternino, il primo, e in quelli di Martina Franca, Alberobello, Ostuni, Ceglie Messapica e Crespiano, il secondo.
Entrambi presentano un’alta percentuale di uvaggio Verdeca, da un minimo del 50% a un massimo del 65%, un sostanzioso apporto di Bianco d’Alessano, da un minimo del 35% fino a un massimo del 50%, e qualche accenno, massimo 5%, di Malvasia, Bombino o Fiano. Di origine incerta il Verdeca, forse greco, ma straordinario per il sentore di fiori di campo e di bergamotto, nonché per il colore verdognolo che conferisce al vino; autoctono, invece, il Bianco d'Alessano, che regala ai vini un corpo morbido e ricco.

I due indiscussi protagonisti della Murgia dei Trulli li possiamo trovare nelle versioni Secco, Superiore, Riserva e Spumante e si abbina perfettamente con antipasti leggeri, piatti di pesce crudo e primi piatti della tradizione, che, con sommo piacere, vi andremo a descrivere in tutta la loro trionfante bontà nel prossimo capitolo.
Seguiteci con fiducia.

La tradizione gastronomica della Valle d'Itria


Non abbiamo bisogno di spendere troppe parole per convincervi che i piatti e i prodotti tipici che incontreremo lungo il nostro tour sono delle vere leccornie, risultato di una tradizione culinaria di qualità che si basa sulla scelta di materie prime d’eccellenza e di ingredienti che arrivano direttamente dalla fertile terra e dai pescosi mari che circondano la penisola salentina.
Partiamo senza indugio con l’elenco. Tra gli antipasti impossibile non dare un’assaggiata alle Cicorie Selvatiche, condite con sugo di pomodoro, alle Cozze Arraganate, ossia gratinate con uova e pecorino, alle Olive Dolci fritte, alle Polpette di Pane e alle Pettole, le gustosissime palline di pasta fritte. Una menzione d’onore va tributata anche a tutti i prodotti panificati, come le Friselle, le ciambelle biscottate che vengono bagnate e condite, la Puccia, il panino tondo farcito con burro, tonno e pomodori, gli intramontabili Taralli e la Pagnotta Pugliese, una delle forme di pane più consumate in tutta Italia.

Veniamo ai primi piatti e parliamo subito di Orecchiette alla Cime di Rapa, ricetta a base di pasta ormai internazionale, e proseguiamo con le Sagne ‘Ncannulate, lunghe tagliatelle spesse e attorcigliate che possono essere condite con sughi rossi o bianchi, i Ciceri e Tria, pasta fritta con i ceci, e la più semplice Zuppa Pugliese, con cipolle e pane raffermo.

I secondi piatti non deludono - avevate qualche dubbio? - e imbandiscono la tavola in modo trionfale con le Bombette di Cisternino, involtini di carne ripieni di caciocavallo filante, gli Gnummareddi, altri involtini anche se questa volta il ripieno a composto da interiora aromatizzate con alloro, finocchietto e prezzemolo, la Frittata di Lampascioni, una particolare e gustosissima cipolla, e, se andiamo sui sapori di mare, le Cozze Ripiene o il Purpu alla Pignata, il polpo con patate che trovate su tutte le tavole salentine. Fave, Cicoria Selvatica, Lampascioni, Cicerchie e Peperoni in Agrodolce sono i contorni più caratteristici che accompagnano i ricchi piatti di carne e pesce appena descritti.

Facciamo un ultimo sforzo e assaggiamo i dolci semplici ma gustosissimi tipici della zona: le Cartellate, i dolci di pasta sfoglia modellata a forma di rosa, i Pasticciotti, farciti con crema pasticcera e i Biscotti di Ceglie, con mandorle, scorze d’agrumi e marmellata

Per quanto riguarda i prodotti tipici, infine, non possiamo non citare il Capocollo di Martina Franca, l’Olio d’Oliva Extravergine d’oliva Collina di Brindisi DOP e l’Uva di Puglia IGP.

Gli eventi del nostro itinerario

Tra i numerosi eventi della Puglia disponibili abbiamo selezionato quelli che troverete sul vostro itinerario:
  • Processione Notturna dell’Addolorata di Martina Franca (marzo/aprile)
  • Passione Vivente di Alberobello (marzo/aprile)
  • Festa della Madonna della Nova di Ostuni (aprile)
  • La Notte di San Giovanni di Ostuni (giugno)
  • Ceglie Food Festival di Ceglie Messapica (luglio/agosto)
  • Locus Festival di Locorotondo (luglio/agosto)
  • Sagra delle Orecchiette di Cisternino (agosto)
  • Sagra della Bombetta e della Bruschetta al Tartufo di Cisternino (agosto)
  • Sagra dell’Olio e del Vino di Cisternino (agosto)
  • Mercatino dell’Antiquariato di Martina Franca (tutto l’anno)
  • Sagra Pirotecnica della Valle d’Itria di Locorotondo (agosto)
  • Sagra delle Gnumeredde Suffuchete di Locorotondo (agosto)
  • Sagra della Cialledd di Locorotondo (agosto)
  • Festival della Zucca e del Peperone Giallo-Rosso di Crispiano (settembre)
  • Sagra del Vino Novello di Locorotondo (novembre)
  • I Mercatini di Natale di Fasano (dicembre)
  • I Mercatini di Natale di Martina Franca (dicembre)

Il percorso: da Martina Franca a Fasano


Si comincia con Martina Franca, la suggestiva cittadina ubicata esattamente a metà tra Mar Jonio e Mar Adriatico, elegantemente adagiata tra distese di uliveti e dolci colline. Obbligatoria una passeggiata per il bellissimo centro storico barocco, uno dei gioielli della Valle d’Itria, percorrendo le tortuose viuzze su cui si affacciano le caratteristiche casette bianche strette a alte; meraviglioso il Palazzo Ducale, sontuosa sintesi tra puliti elementi rinascimentali e più ridondanti particolari barocchi, ma un’occhiata possiamo darla anche alla Basilica di San Martino, il principale edificio religioso della cittadina.

Poco più di 6 chilometri in direzione nord bastano per lasciare la provincia di Taranto ed entrare in quella di Bari, dove si trova Locorotondo, una delle due “capitali” del vino nonché uno dei più bei borghi della zona, con quella sua posizione privilegiata che domina gli incantevoli paesaggi circostanti e quelle stradine che si inerpicano con andamento circolare intorno al centro storico e alle bianche casette con il tetto spiovente che caratterizzano l’architettura locale. Numerosissime le chiese da visitare, tra le quali non possiamo non citare la Chiesa Madre di San Giorgio, con la sua facciata neoclassica e la Chiesa Madonna della Greca, con il suo magnifico rosone sulla facciata e le statute di San Pietro e San Paolo che accolgono i visitatori. Prima di ripartire alla volta del prossimo gioiello architettonico del nostro itinerario facciamo una visita veloce e gustosa alla Cantine Cardone, storica azienda agricola dove potremo assaggiare il protagonista vinicolo di questo pezzo di regione, il Locorotondo DOC, e altri vini della tradizione, accompagnati, ovviamente, da qualche piacevole stuzzichino, tanto per far capire alle nostre papille gustative che non ci siamo scordati di loro.

Altri 9 chilometri scarsi e arriviamo in un paese che ci possiamo permettere di definire unico senza il timore di essere considerati esagerati: Alberobello, la patria dei trulli, uno dei più bei borghi della Puglia e Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Che si può dire di non banale su Alberobello? Forse che tutto ciò vi immaginate di trovare, per i racconti sentiti o le foto viste, lo troverete esattamente come ve lo immaginate, se non ancora più bello, perché passeggiare in un villaggio fatto di trulli suscita un’emozione che qui non possiamo raccontarvi. Stradine lastricate, misteriosi simboli disegnati sui caratteristici tetti a cono, la Chiesa di Sant’Antonio, anche lei a forma di trullo, i Trulli Siamesi, uniti nella parte alta, il Trullo Sovrano, l’unico a due piani e Casa Pezzolla, una quindicini di trulli comunicanti fra di loro all’interno dei quali è stato allestito il Museo del Territorio, che ha l’obiettivo di preservare la tradizione culturale contadina pugliese. Incantevole!

Percorriamo l’ultima ventina di chilometri verso il Mare Adriatico e cambiamo ancora provincia, entrando nel territorio di Brindisi; ci fermiamo a Fasano, affettuosamente soprannominato U’mbracchie, per le sue viuzze lastricate che non vengono mai colpite completamente dal sole, grazie alla particolare conformazione del centro storico. Qui tutto è bianco, tra case in calce bianca, sole che illumina a giorno le pareti delle chiese, anch’esse candide perché rivestite in chianca locale, e l'atmosfera è fiabesca; bella la passeggiata che porta fino al Torrione delle Fogge, l’unico torrione rimasto dell’antica cinta muraria, e suggestiva anche Piazza Ciaia, la più importante del paese, sulla quale si affacciano chiese e palazzi storici.
Per calmare lo stomaco che brontola, però, ci spingiamo fino a Torre Canne, una delle più belle località balneari della Puglia, dove troviamo il Ristorante Al Buco presso il quale potremo gustare i migliori piatti di pesce fresco della tradizione pugliese, annaffiati, ovviamente, dai vini locali

Continua l'itinerario: da Fasano a Cisternino


Ce la prendiamo comoda per arrivare alla prossima destinazione e proseguiamo costeggiando il Mar Adriatico lungo il litorale brindisino passando all’interno del Parco Naturale Regionale Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, un Sito di Importanza Comunitaria che ci regala scorci naturalistici suggestivi, tra gli ulivi plurisecolari che sembrano antiche sculture di legno e le numerose specie animali che in quest’area umida hanno il loro habitat naturale. La nostra meta è Ostuni, il "gioiello bianco" della provincia di Brindisi, accecante per il candore della calce bianca che riveste le pareti delle sue case; inerpicarsi per le strettissime vie del centro storico è un’emozione senza pari che vi lascerà a bocca aperta. Sul vostro percorso incontrerete sicuramente la Cattedrale in stile gotico, che vanta uno dei rosoni più grandi al mondo, e la Chiesa di San Giacomo in Compostela, altro esemplare unico del gotico quattrocentesco, nonché il monumento più antico dell’incantevole borgo.

Ci dirigiamo di nuovo verso l’entroterra, in direzione di Ceglie Messapica, una delle città più antiche del “Tacco dello Stivale”. Placidamente adagiata su un morbido colle, al confine tra la Valle d’Itria e il Salento, ci accoglie da lontano, con il suo Castello Ducale e la sua Torre Normanna. Come suggerisce il nome, Ceglie ha origini che si perdono nella notte dei tempi, o meglio in quella dei Messapi, la popolazione illirica che si stanziò in quest’area intorno al VIII secolo a.C., e numerose sono le testimonianze di tale ricchezza artistico-storica. Interessante, oltre alla solita passeggiata per l’incantevole centro storico, è la visita alla Pinacoteca Emilio Notte, ospitata nelle stanze dell’elegante Palazzo Allegretti, dove potremo vedere le straordinarie tele del grande pittore futurista a cui è dedicato il museo che qui nacque. I più avventurosi, poi, potranno fare una veloce escursione alle Grotte di Montevicoli, dove gigantesche stalattiti fanno a gara con altrettanto gigantesche stalagmiti in una battaglia senza vincitori né vinti. Prima di ripartire per la nostra ultima meta, lo vogliamo assaggiare un “u pescquet”, il golosissimo biscotto locale a forma di cubetto, ripieno di marmellata di ciliegie e aromatizzato con rosolio di agrumi? Su, non fatevi pregare.

Dite alla vostra pancia di prepararsi e di farsi capanna, perché andiamo a Cisternino, la “capitale delle bombette”. Il borgo, uno dei più belli della Puglia intera, è piccino davvero: una strada principale, su cui affacciano le solite casette imbiancate di calce e numerosi monumenti di pregio, tra cui merita di essere ricordata la Torre di Porta Grande, che sbuca nella piazza principale, il salotto buono dell cittadini, stradine secondarie tortuose e affascinanti, affacci sulla Valle d’Itria che mozzano il fiato e le famose macellerie che preparano all’istante i celebri involtini di carne ripieni di qualunque ingredienti vogliate. E, infatti, ci accomodiamo a uno dei tavoli dell’Azienda Agricola GIardini 36, dove potremo gustare le specialità locali servite con semplicità e accompagnate dai migliori vini di questa terra ricca di sole, tradizione, storia e tanta tanta bellezza.

Il nostro tour in sintesi

Itinerario: Martina Franca - Locorotondo - Alberobello - Fasano - Ostuni - Ceglie Messapica - Cisternino
Lunghezza percorso: 97 km
Cosa vediamo: Palazzo Ducale, Basilica di San Martino e centro storico (Martina Franca), Chiesa Madre di San Giorgio e Chiesa Madonna della Greca (Locorotondo), Chiesa di Sant’Antonio, i Trulli Siamesi, Trullo Sovrano, Casa Pezzolla (Alberobello), Torrione delle Fogge e Piazza Ciaia (Fasano), Cattedrale e Chiesa di San Giacomo in Compostela (Ostuni), Castello Ducale, Torre Normanna e Palazzo Allegretti (Ceglie Messapica), Torre di Porta Grande (Cisternino)
Cosa assaggiamo: Cicorie Selvatiche, Cozze Arraganate, Olive Dolci fritte, Polpette di Pane, Pettole, Friselle, la Puccia, i Taralli, la Pagnotta Pugliese, Orecchiette alla Cime di Rapa, le Sagne ‘Ncannulate, Ciceri e Tria, la Zuppa Pugliese, le Bombette, gli Gnummareddi, la Frittata di Lampascioni, le Cozze Ripiene, il Purpu alla Pignata, Fave, Cicoria Selvatica, Lampascioni, Cicerchie, Peperoni in Agrodolce, le Cartellate, i Pasticciotti, i Biscotti di Ceglie, il Capocollo di Martina Franca, l’Olio d’Oliva Extravergine d’oliva Collina di Brindisi DOP e l’Uva di Puglia IGP.
Enoteche e Cantine dove fare degustazione: Cantine Cardone (Locorotondo), Ristorante Al Buco (Torre Canne - Fasano), Azienda Agricola Giardini 36 (Cisternino)
Musei e attrazioni: Museo del Territorio (Alberobello), Parco Naturale Regionale Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo (Fasano - Ostuni), Pinacoteca Emilio Notte e Grotte di Montevicoli (Ceglie Messapica)
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 Pubblicato da il 12/03/2018 - - ® Riproduzione vietata