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Fuori Expo: gli eventi da non perdere a Milano, durante l'Esposizione Universale 2015

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Sale la febbre per Expo, ma non è una malattia. Bensì tutta salute e voglia di scoprire Milano sotto nuovi punti di vista. Le occasioni non mancano e molte se ne aggiungeranno per Expo 2015, perché la città è un work in progress, un cantiere di idee, che fuori da quelli veri ancora in fase di chiusura, non fa male, ma molto bene alla città.

Un circo fuori e dentro Expo

Intanto il principale evento del “Fuori Expo”, pur svolgendosi all’interno dell’Esposizione universale di Rho –Pero, è il nuovo show del Cirque du Soleil. Serve un biglietto a parte ( a 25 euro sul sito www.expo2015.org) per assistere ad una delle repliche di “AllaVita” che porterà sul palco dell’ Open air theatre 48 fra ballerini, artisti ed acrobati, dal 13 maggio al 30 agosto, cinque sere la settimana. Il cuore dello show è una “cucina vivente” in linea con la “mission” di Expo, “Feed the planet, nutrire il pianeta”. Fra abbondanza e carestia, saggezza e sprechi, lo show indaga gli atteggiamenti umani nei confronti dell’alimentazione attraverso una serie di 14 atti, o quadri scenici, che si svolgeranno intorno al protagonista, un ragazzo che ha ricevuto in dono un seme magico. Le musiche sono originali e lo show non sarà mai ripetuto, ma è un unicum creato apposta per Expo.

Alla Triennale il padiglione uno

Al centro della città è invece già pronto e in funzione il “padiglione uno”, così come la Fondazione Triennale di via Alemagna ha pensato di intitolare il “corpus” dei suoi eventi pro Expo. A cura di Germano Celant, fino al 1°novembre la mostra propone un viaggio attraverso la storia e il concetto stesso di cibo, inteso anche come convivio, luogo di incontri. “Arts&Foods. Rituali dal 1851” indaga innanzitutto come l’arte abbia sviluppato il tema del cibo nei decenni. Grandi spazi, anche esterni permettono di dialogare con il paesaggio e l’ambiente circostante, in primis quello del parco del Sempione e della Fontana dei bagni Misteriosi di De Chirico, rinata dopo un lungo restauro a nuova bellezza. La Triennale, inoltre, ha da poco inaugurato anche una terrazza per passare dalla teoria dell’arte del cibo…alla pratica e degustarsi un caffè vista parco e castello. www.triennale.org

Su tetti mai visti

Oltre alla Triennale, anche il Museo Poldi Pezzoli di via Manzoni ha aperto una nuova galleria con caffe per ritemprarsi dopo la visita gli spazi espositivi. Un modo anche questo per collegarsi ai temi del nutrimento promossi da Expo. La “terrazza Pollaiolo” porta il nome dell’inquilina più celebre di questo museo, la “dama” dipinta dal pittore rinascimentale e simbolo del museo meneghino. Aperto fino alle 18, con la garanzia della qualità dello staff del vicino ristorante Don Lisander, questo è uno dei nuovi “tetti” da dove ammirare lo skyline di Milano. www.museopoldipezzoli.it. Per chi voglia spingersi ancora più in alto ecco un altro segreto milanese che si dischiude: si tratta delle terrazze della Galleria Vittorio Emanuele II. Riservato a pochi fortunati frequentatori di uffici ed hotel di superlusso, oggi con un nuovo percorso pedonale sull’antica passerella, è possibile a tutti scorrazzare fra i 550 metri quadrati di questo ambiente che dilata gli spazi, rinnovando la magia della galleria più chic d’Italia. www.arossogroup.com

La nuova Pietà

A Milano non c’è solo Leonardo e questa non è una novità. Prendi Michelangelo Buonarroti per esempio: una delle sue opere più suggestive è proprio a Milano e, finalmente, ha trovato una nuova casa, più adatta alla grandezza del suo mistero. La Pietà Rondanini che sembra uscire direttamente dalla pietra in cui il genio non finì mai di plasmarla, è rimasta al Castello sforzesco. Ha però lasciato, dopo 60 anni, la sala degli Scarlioni, il suo “monolocale” un poco scuro, in un ambiente quasi di passaggio del primo piano del castello, per trasferirsi in un “loft” più adeguato alla sua bellezza. Oggi la si può ammirare negli spazi del cortile delle armi e dell’antico ospedale spagnolo dove fino al 10 maggio l’ingresso è gratis, poi 5 euro comprensivo di tutti gli spazi museali del castello sforzesco. www.milanocastello.it

Cibo e... Scienza

Anche Il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci si propone di indagare il tema del cibo e lo fa con un hashtag dedicato a chi ha fame di innovazione. Si chiama #FoodPeople il nuovo allestimento realizzato dal 23 aprile all’interno dei grandi spazi di via San Vittore. Qui, dove si possono ammirare anche un frammento della luna, il sottomarino Toti, molte macchine leonardesche e il catamarano Luna Rossa, apre ora un nuovo spazio espositivo dedicato ai cambiamenti che hanno segnato il nostro modo di mangiare ed il rapporto con il cibo. www.museoscienza.org

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Se la foto raddoppia

Anche il consueto appuntamento milanese con il Photofestival, nato nel 2007, raddoppia per Expo il suo periodo espositivo in modo da coprire buona parte dell’intero semestre. Fino al 20 giugno e poi di nuovo dal 15 settembre al 31 ottobre, con l’ambitissima “coda” (23 -25 ottobre) del Photoshow nei Superstudio Più di via Tortona, Aif, Associazione italiana Foto&Digital ha fatto le cose in grande e per essere in sintonia con Expo ha individuato il claim “Dire, Fare, Mangiare” ad ispirare le sue produzioni. Eppure la “penitenza”, come nella filastrocca, non c’entra. Fotografi navigati, esordienti di talento, tutti si danno appuntamento negli “storici” luoghi della fotografia milanese, da palazzo Castiglioni e palazzo Bovara nella sessione primaverile, per poi traslocare a palazzo Turati e palazzo Giureconsulti nella sessione autunnale. Sono oltre 126 gli eventi organizzati, quasi tutti ad ingresso gratuito, per spaziare dal reportage, alla ricerca, dal ritratto allo still life e al paesaggio. Nove mostre saranno “dentro” Expo, organizzate all’interno dei cluster espositivi, mentre una mostra storica ripercorrerà, con un’inedita testimonianza dell’epoca, anche il tema della precedente Esposizione universale milanese datata 1909. www.photofestival.it

Per i più piccoli

Sono pensate per i bimbi le nuove iniziative del Museo di Storia naturale di Corso Venezia: con la collaborazione di San Carlo fino al 28 giugno, ogni sabato pomeriggio si passa “Dal tubero al piatto” con una serie di laboratori didattici a margine della mostra “Food, la scienza dai semi al piatto” che indaga i segreti del cibo, dalla preparazione al piatto finito. L’approccio è divulgativo ed ha un linguaggio semplice ma efficace: i vari ingredienti che arrivano ogni giorno sui nostri piatti sono “selezionati” e seguiti nel loro percorso, dal seme alla tavola. E non è tutto: da alcune delle banche del seme italiane più complete arrivano campioni e “chicchi” che permettono di comprendere appieno che cosa si intenda per biodiversità. Grandi immagini e microscopi permettono di ammirare l’infinitamente grande come di indagare l’infinitamente piccolo. www.comune.milano.it

Alla Rotonda

Anche alla Rotonda della Besana gli spazi espositivi parlano ai bambini. Il Muba, museo del bambino che dal 2013 ha trovato una sede permanente (fino al 2021) in piazzetta Guastalla, insegna l’arte di preparare la tavola imbandita a regola d’arte. Non solo bambini e genitori potranno anche preparare insieme il loro ricettario personale in vista di Expo con il progetto “childrenshare”. www.muba.it

Dal cibo al piatto

Poiché il tema dell’Expo è il cibo non poteva mancare, nel panorama milanese di questi mesi, una mostra sul suo contenitore principale, il piatto. Anzi, i piatti, che una generosa benefattrice ha donato da poche settimane alla Pinacoteca ambrosiana di Piazza Pio XI. Si tratta di 45 opere di maiolica preziosissima, provenienti da diverse scuole italiane che la signora Anna Villani ha collezionato nell’arco di una vita. La maiolica in Italia è considerata quasi un’arte minore, ma era molto amata dai cultori del Grand Tour. Così in Ambrosiana hanno “aggiunto “un posto a tavola al terzo piano dei saloni espositivi, chiudendo due arcate di passaggi dove sistemare su vetrine di cristallo i preziosi pezzi che arrivano, oltre che dalla città, da Faenza, Deruta, Siena, Orvieto, Montelupo, Venezia, Ferrara, Castelli, Lodi, Pavia, Torino e Savona. www.ambrosiana.eu

Explore Mi

Se, con tutti questi eventi, può sembrare facile perdere l’orientamento, ecco una facile guida, anzi un “tom tom” su misura per girare Milano ai tempi di Expo, andando alla scoperta anche di angoli più remoti, ma soprattutto, senza paura di perdere mai le tracce di quanto va in scena in città. Si chiama “Explore Mi” ed è un’applicazione che fa dialogare i vari luoghi di Milano collegandoli, su tablet o smartphone, anche attraverso una caccia al tesoro. Con premi veri. Oltre alla soddisfazione di non perdersi mai la prossima mostra. www.exploremi.org

Fuori Porta Monza

I visitatori moderni di Expo sono un po’ come gli antichi amanti dei grandi viaggi in Italia. Affinare il gusto, in questo caso anche il palato, era la loro missione principale per imbarcarsi in lunghi periodi fuori porta nel “grande viaggio”. Per loro, e per chi saprà non fermarsi solo a Milano, è stata pensata la nuova mostra che apre, fino al 6 settembre 2015, negli spazi rinnovati e appena restaurati nella villa reale di Monza, dieci chilometri dalla metropoli. Organizzata da Skira e curata da Caterina Bon Vasassina, la mostra “Italia: fascino e mito. Dal’500 al contemporaneo” si propone raccontare il nostro paese attraverso l’occhio di chi, viaggiando per il Belpaese, ne ha tratto spunto ed ispirazione per le sue opere. L’esposizione vanta prestiti provenienti fra gli altri dall’Hermitage di San Pietroburgo, dal Louvre di Parigi e dal Prado di Madrid. www.fascinoemito.it

Quarto Stato

Il fuori Expo ha pensato proprio a tutto, anche a chi arrivi in aeroporto e voglia subito sentirsi immerso nelle bellezze e nell’arte italiana. A Malpensa hanno pensato di far fare gli onori di casa ad una delle più rappresentative tele del fine Ottocento italiano. Il “Quarto stato” di Giuseppe Pelizza da Volpedo, conservato al museo del Novecento sarà idealmente in aeroporto a dare il benvenuto ai viaggiatori grazie ad una video istallazione collocata al Terminal 1 dello scalo, in corrispondenza della cosiddetta “Porta di Milano”, la zona di transito dai gate all’area arrivi. www.sea.it

 Pubblicato da il 23/04/2015 - 5.122 letture - ® Riproduzione vietata

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