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Turchia, Antalya: lo spettacolare abbraccio del fiume Düden e del mare

I naturalisti dicono che questa sia l'unica cascata al mondo che rovescia l'acqua di un fiume direttamente nel mare. Sarà vero? In realtà lo è sicuramente del Mediterraneo, ma ci sono altri luoghi oltre oceano che possono regalare una emozione simile. Questo spettacolo si può ammirare a Lara, dodici chilometri a sud-est di Antalya, dopo un periodo di abbondanti piogge. Il fiume è il Düden (Dunen).

Antalya, arroccata nel suo golfo, un tempo caposaldo lungo la rotta dei pirati, e con il centro storico ristrutturato a regola d'arte, viene paragonata alla Costa Brava spagnola per il suo litorale frastagliato, le sue case bianche, i suoi tetti rossi. Da anni è una stazione balneare di gran moda, frequentata per le sue spiagge linde, il suo clima, la sua cucina.

Se i naturalisti lodano e fotografano la cascata di Lara, attendendo che sia ricca di acque, gli ecologi dicono che Antalya è «l'ultima spiaggia del Mediterraneo», l'ultimo rifugio per chi non sopporta l'inquinamento. E di Antalya esaltano le pinete, i laghetti, gli agrumeti. Siamo ai piedi del Tauro, le montagne che incantarono l'imperatore Adriano quando visitò la città.

E proprio per accogliere con il massimo degli onori l'imperatore romano di sangue spagnolo Antalya costruì la monumentale porta dedicata al suo nome. Dominata da un grande minareto in mattoni elevato nel 1200, Antalya ha servito con garbo tutti i padroni della sua storia. E ne ha avuti molti: dai bizantini ai romani, agli arabi, agli ottomani. Il suo porto costituì anche la testa di ponte delle crociate.

I numerosi italiani che vengono ad abbronzarsi sul suo litorale, molto probabilmente ignorano che dal 1919 al 1921, secondo accordi presi con gli alleati dell'Intesa, l'Italia occupò con un presidio militare Antalya per garantire gli investimenti dei nostri gruppi finanziari compiuti nella regione dopo il 1910.
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