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Sultanato dell'Oman: geografia, flora e fauna

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Dopo l’Arabia Saudita e lo Yemen, l’Oman è il terzo paese più grande della penisola arabica, e differisce dagli altri Emirati del Golfo, non solo nelle dimensioni, ma anche per la sua posizione meridionale e la sua apertura verso l’oceano. I suoi deserti e le sue montagne fungono da formidabili barriere naturali disegnando una topografia tagliente ma di incomparabile bellezza. L’enorme cintura di sabbia che costituisce il deserto Rub Al-Khali detto il «quarto vuoto» segna il confine naturale con il Sud dell’Arabia Saudita. Due catene montuose delimitate da due strisce costiere pianeggianti separano l’Oman dagli altri stati vicini: una si estende a nord di Muscat, al confi ne con gli Emirati Arabi Uniti e l’altra si estende al Sud intorno alla città di Salalah, vicino allo Yemen.

Da nord a sud, questo Stato con una superficie di 309.500 kmq, di poco superiore a quella dell'Italia, è molto variegato, composto da coste sabbiose e robuste montagne, pianure e dune. La popolazione attuale dell’Oman si concentra geograficamente in due parti distinte: il nord e il Dhofar (sud arabo). Queste due regioni sono separate da una vasta distesa desertica lunga 800 km, dove si trovano il deserto vero e proprio (Rub al-Khali), il Sabkha (lago salato di Um Al-Samin) e l’hamadas, cioè gli altopiani rocciosi di Jiddat el Harassis e le dune (Sabbie di Wahiba).

Non è facile dividere il Sultanato in regioni, perché spesso la tradizione locale e i confi ni politici non coincidono con la topografia. Il paese è costituito da sei regioni amministrate direttamente dal governo e due province (Dhofar e Musandam) amministrate da un governo regionale. Queste due regioni presentano particolarismi culturali e naturali: isolamento e una posizione strategica per il Musandam, penisola a nord del Paese separata dall’Oman da un territorio degli Emirati Arabi Uniti; clima umido e tradizioni yemenite per il Dhofar.

La varietà dei paesaggi, nonché i depositi di rame, gesso, marmo, e cosa ancora più rara delle rocce verdi di ofiolite, attirano l’attenzione dei geologi e degli amanti degli spazi aperti alla ricerca di un ambiente unico nel mondo minerale. Flora: Gran parte delle specie presenti sul suolo desertico sono originarie di altre zone (Mediterraneo, Iran, Africa). A causa delle condizioni di estrema siccità, della forte irradiazione solare e degli sbalzi improvvisi di temperatura, le specie vegetali sono molto resistenti. Sono classificabili in due categorie: le “piante da pioggia” che, sepolte nella terra, approfittano del minimo temporale per uscire e coprire di verde il deserto. Le altre, invece, sono piante grasse e spinose resistenti all’acqua e restano in superficie tutto l’anno.

La Boswellia: l’albero dell’incenso: L’incenso è stato usato fin dai tempi antichi nelle cerimonie religiose. Conosciuto anche come oliban, l’incenso si presenta come una gomma biancastra che viene poi sciolta e distillata per la produzione dell’olio essenziale. Gli alberi della famiglia Burseraceae crescono nella regione del Dhofar, verso Rakyhut, nei pressi del confine con lo Yemen. L’estrazione si fa in maggio e giugno, la lavorazione durante l’estate, per essere poi pronta a settembre per il grande mercato dell’incenso. L’olio essenziale che nasce dalla lavorazione di questo incenso ha effetti tonificanti ed energetici, previene le infezioni delle vie respiratorie è antinfiammatorio, antidolorifico, cicatrizzante e calmante. Il suo profumo è balsamico, speziato, dolce e caldo.

... Pagina 2/2 ... Fauna: Tra le specie animali che popolano l’Oman molte sono protette. Fra queste, il varano, il dharb (lucertola gigante spinosa) e il thar (una capra selvatica). Diverse specie di antilopi (in particolare le piccole gazzelle) vivono in prossimità delle oasi e delle zone irrigate e coltivate. L’Oman è popolato anche da uccelli (allodole, corvi, oche, civette, falchi) che frequentano le zone costiere. Affascinanti, per gli appassionati di ornitologia, i fenomeni migratori che si verificano da novembre a marzo al largo delle coste del Dhofar, verso l’isola di Masirah e le isole settentrionali Daymanyiat, al largo di Muscat.

Il dromedario: Questo animale si adatta perfettamente al deserto perché cammina sulla sabbia senza sprofondare. Può viaggiare in un mese per circa 1.000 km trasportando un carico di 200-250 kg. Vive delle riserve immagazzinate sulla sua gobba che gli forniscono energia e cibo sotto forma di grasso, la cui particolarità è che, ad esempio, se supera i 15 kg all’inizio del cammino, si scioglierà sotto l’effetto di calore e la fatica fino a perdere un quarto del suo peso totale. I suoi occhi sono protetti dal vento e dalla sabbia da spesse palpebre e lunghe ciglia. I calli, che si trovano a livello dell’articolazione del ginocchio gli permettono di appoggiarsi per poi raddrizzarsi o sedersi senza farsi male.

Pantere, falchi e cavalli arabi: Questi tre animali sono parte del nobile immaginario dell’Arabia meridionale. La pantera araba è un predatore notturno che vive principalmente nel Musandam e nelle montagne del Dhofar. È leggermente più piccola delle pantere africane. Per questa specie a rischio di estinzione di cui è vietata la caccia, i ricercatori dell’Oman e degli Emirati Arabi Uniti hanno stabilito un programma di riproduzione in cattività. La falconeria è probabilmente di origine cinese. Ma è sempre in voga negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita e anche in Oman. I beduini primeggiano nell’addomesticare alcune specie di falchi come il Shahin (falco pellegrino) o l’hurr (lanario). Per molti allevatori, il cavallo arabo resta il cavallo per eccellenza. Senza di lui, l’allevamento del cavallo purosangue sarebbe stato impossibile.

Fauna marina: L’Oman sta diventando rapidamente la principale destinazione per le immersioni subacquee in Medio Oriente. I fondali del Mar Arabico vicino alla costa sono popolati dalla fauna marina che trova rifugio nella barriera corallina. Muscat è il miglior punto di partenza per scoprire luoghi inesplorati e ricchi. Lambite dalle acque del Mar Arabico, le coste di 1.700 km conservano molte rocce preziose. Muscat offre anche immersioni subacquee principalmente per ammirare la ricca flora e la colorata fauna marina. Dalle isole settentrionali di Daymanyiat si possono ammirare branchi di barracuda, pesci pipistrello, mante (in estate), aquile marine e tartarughe. Le balene sono vicino alla costa nei mesi di febbraio e marzo, mentre si possono ammirare i delfini tutto l’anno. Per quanto riguarda le tartarughe di Ras al Jinz, il periodo di deposizione delle uova parte da fine estate fino a novembre.

Fonte: Ufficio del Turismo del Sultanato dell’Oman
Ufficio Stampa: AIGO
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