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Viaggio in Oman: La strada dell'incenso ed altri itinerari

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È un’antica rotta che attraversa deserti e montagne, tracciata per il commercio di una resina speciale, raccolta nel Dhofar e lavorata per dare vita all’incenso. La strada dell’incenso è una delle arterie lungo la quale sono venuti in contatto mondo lontani e diversi fra loro: Europa e India, Africa e Asia, facendo transitare cultura e scienza, e facendo fiorire il commercio dalla penisola arabica al Mediterraneo, partendo dall’Oman, passando per lo Yemen, l’Arabia Saudita e la Giordania.

La via dell’incenso parte da Salalah, capitale del Dhofar, e si dirige verso il nord ovest. Il Boswellia, l’arbusto da cui si estrae l’incenso, cresce nei pressi di Rekyhut, al confine con lo Yemen: dopo la raccolta della resina e la sua lavorazione in incenso, la produzione viene raccolta a Sumhurum, città in cui viveva secondo la leggenda la Regina di Saba e da cui partivano le spedizioni di incenso dirette al Mediterraneo. Le rovine di Sumhurum, risalenti al I secolo aC, si trovano sul litorale orientale di Salalah, nei pressi di Khor Rori, pittoresco fiordo desertico lambito da una sottile lingua di sabbia interrotta dal amare. È bello vedere i beduini in azione nel momento della raccolta di questa resina pastosa che ha fatto la ricchezza del Sultanato nell’Antichità e nel Medioevo. L’estrazione si fa in maggio e giugno, la lavorazione durante l’estate, per essere poi pronta a settembre per il grande mercato dell’incenso. L’Antica via dell’Incenso con gli alberi di Wadi Dawkah e l’oasi di Shisr/Wubar oltre all’antico porto di Khor Rori sono protetti dall’UNESCO come patrimonio dell’Umanità.

Il giro dei forti partendo da Muscat: Più di 1.000 forti, castelli e torri di avvistamento sono state costruite durante la storia del Sultanato dell’Oman, almeno 500 sono ancora da restaurare. Fra i forti più impressionanti citiamo quelli di Jalali e Mirani a Muscat, il forte di Nakhl maestoso su un altopiano roccioso a strapiombo su una immensa pianura di palme da dattero; i forti di Bait Naman e di Al Hobe ( luogo di villeggiatura dei sultani).

La strada delle oasi di montagna: Nella Dhahirah: partendo dal nord di Ibri, si può raggiungere la valle del wadi Hawasina e visitare i villaggi collinari come Dariz, Dharir e Yanqul. La parola araba wadi significa sia corso d’acqua che valle: si tratta di letti di fiume che si trovano nelle profonde valli scavate dalle forti piogge sulle montagne.

La via del passato: Si trova tra Izki e Bahla e contiene molti siti ricchi di patrimonio artistico. Due sono i villaggi che meritano una sosta: Birkat al Mawz e Tawf, ognuno con un forte del XVII secolo. Sulla strada da visitare il falaj (tradizionale canale di irrigazione omanita) di Tanuf dalle virtù curative e il forte di Jabrin. Sur, a sud est di Muscat, ha conservato lo spirito delle antiche città omaniti. A Sur si continua a fabbricare in maniera tradizionale i dhow, grandi imbarcazioni utilizzate per la pesca e il commercio.
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Da scoprire in Oman, inoltre abbiamo gli aflaj (falaj al singolare): Questo astuto sistema di canalizzazione e irrigazione costituisce una parte vitale del patrimonio omanita: ogni villaggio possiede il suo falaj e tutto il paese ne annovera circa 10.000. Gli aflaj hanno permesso lo sviluppo dell’agricoltura e sono indispensabili per la coltivazione a terrazze. L’acqua che circola in questi canali proviene sia dai wadi (letti di fiumi riempiti dalla pioggia), sia dalle sorgenti o dalle piogge di montagna.

I suk: Da visitare assolutamente quello di Matrah a Muscat, situato sul lungomare vicino al mercato del pesce, così anche quelli di Nizwa e di Ibri nella Dhahira, dove si riforniscono i beduini della tribù Duru e di Mudaybi nella città di Al Ashkharak. Da non perdere anche il suk dell’incenso a Salalah. Altri suk interessanti frequentati dai beduini sono: Al Wasil e Al Mintrib, e il suk di Bahla vicino Nizwa, noto per gli artigiani ceramisti e dove si possono ancora ascoltare incredibili racconti su streghe e stregoni.


Fonte: Ufficio del Turismo del Sultanato dell’Oman
Ufficio Stampa: AIGO
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