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Sant'Agostino di Ferrara: visita alla cittą del tartufo

Sant'Agostino, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Ai margini del Bosco della Panfilia – foresta planiziale di 80 ettari che per la ricchezza di specie botaniche e faunistiche è stata dichiarata sito di interesse comunitario – sorge l’ex comune di Sant’Agostino, una realtà abitativa della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna la cui municipalità è stata soppressa il 31 dicembre 2016 per fusione con Mirabello, che ha dato adito alla creazione ex novo di Terre del Reno.

Appartenente alla Regione Emilia Romagna, il Comune di Sant’Agostino di Ferrara è un lembo di territorio nazionale sul delta del Po, tipico esempio dei centri sorti nell’area paludosa della Pianura Padana, divenuta fertile grazie alle grandi opere di bonifica.

Determinante per Sant’Agostino di Ferrara fu la disastrosa esondazione del Reno avvenuta nel 1763, che portò il “Sant’Agostino delle Paludi”, borgo di poche case ubicato su una riva del fiume, al paese odierno, che sorge sulla riva opposta, verso le valli di Poggio Renatico.

Sant’Agostino, confina ad ovest con la provincia di Modena, ad est con quella di Bologna, è attraversato dalla SP66, strada provinciale proveniente dal nord lombardo della Pianura Padana, e dal fiume Reno alle cui vicende di esondazioni e di “rotte” ha legato le sue origini.

Il terremoto del 2012

I 9.700 abitanti occupano una porzione di pianura ferrarese e sono reduci dal terribile sisma avvenuto nel 2012, tanto devastante da provocare ingenti danni al Municipio, che si è dovuto al fine abbattere per evitarne l’incontrollato crollo. Anche la Parrocchiale di Sant’Agostino se l’è vista brutta, ma per fortuna non ha dovuto subire la stessa sorte della sede municipale.

Per contro, in frazione San Carlo si verificò il fenomeno conosciuto come “liquefazione delle sabbie”, evento che in seguito al terremoto ha comportato una fluidificazione del suolo con relativo affondamento parziale o totale di alcuni edifici e abitazioni.

Sono immediatamente stati messi sotto tutela dalla Soprintendenza le strutture fondamentali per la quotidianità sociale della località, ovverosia l’ex scuola elementare, l’ex scuola media, Villa Cassini-Rabboni e il cimitero di Sant’Agostino. Il terremoto del 2012 ha lasciato pesanti strascichi anche nell’economia locale seminando il panico presso la zona industriale, dove ancora resiste la storica Ceramica Sant’Agostino, fondata nel 1964 e orfana di un capannone crollato sempre nel 2012.

Le opere architettoniche del centro sono state danneggiate dal recente sisma, ma è possibile visitare la Chiesa parrocchiale, anche chiamata Chiesa Vecchia, eretta nel 1507 per volontà della famiglia Bianchetti, riedificata totalmente nel 1566 e dotata nel 1626 di un campanile con guglia superiore, separato dal nucleo centrale. e il Palazzo Comunale ricostruiti nel XIX secolo sulle rovine dei preesistenti edifici. Sulla piazza principale del paese, degna di nota l’opera dello scultore Salvatore Amelio “vie di Terra ed Acqua”, dedicata alla storia del paese.

Merita l’attenzione del turista il Cavo Napoleonico o Scolmatore del Reno, un imponente canale artificiale costruito per agevolare il deflusso delle acque renane nel Po e salvaguardare le terre.

Da non perdere il sito di interesse comunitario denominato il Bosco della Panfilia, tipico modello di foresta planiziale in cui vivono gli alberi e gli arbusti legati in simbiosi ai funghi e ai tartufi, che vi si raccolgono in abbondanza.

Sagre eventi e manifestazioni

Le maggiori soddisfazioni Sant’Agostino le trae dall’agricoltura e dalle sue ricche terre che vedono la propria punta di diamante nel tuber magnatum, alias il pregiatissimo Tartufo bianco. Quest’oro della gastronomia autoctona cresce in abbondanza entro l’area opulenta del Bosco della Panfilia costeggiante il corso del Reno e fa sì che Sant’Agostino sia parte dell’Associazione Nazionale “Città del Tartufo”. Di rimando, non può certamente mancare il massimo evento celebrativo, la Sagra del Tartufo di Sant’Agostino, che ogni anno per i primi dieci giorni di settembre e nell'edizione autunnale di novembre chiama a raccolta i buongustai e gli amanti del prelibato fungo ipogeo, comun denominatore di tutti i piatti preparati alacremente dalle massaie locali, dagli chef dei più influenti ristoranti di zona e dalle trattorie che si dilettano a sfornare ricette eccezionali come le lasagne al tartufo, le crespelle e faraona e uova al tartufo.

Alta concentrazione di clienti se la riserva il grande Ristorante Tenda, il cui bacino di utenza risulta in continua crescita dati i posti sia all’aperto che al coperto. Durante la manifestazione spazio anche alla rassegna pratica “cercatore di tartufi per un giorno”, che permette ai visitatori di addentrarsi nel bosco recependo tutta la vitalità di un così florido ecosistema.

Da non perdere ad ottobre anche la celebrazione di un prodotto locale: la Sagra della Zucca a San Carlo celebra il Cappellaccio Ferrarese, che può essere accomapgnato dal ragù oltre che l'onnipresente tartufo.

All’ombra di pioppi, salici, querce, noccioli e betulle dell’oasi naturalistica Bosco della Panfilia sabato nello stesso periodo si svolge la “Camminata del Bosco Panfilia”, una passeggiata ludico motoria a carattere nord walking che darà modo a grandi e piccini di apprezzare la tipicità del luogo, classificato “biotopo di rilevante interesse vegetazionale”. E' qui che vengono raccolti i pregiati tartufi bianchi!

Come arrivare

Il Comune di Sant’Agostino di Ferrara è facilmente raggiungibile sia via terra che con altri mezzi di trasporto. A disposizione dei turisti ci sono treni e autobus, strade statali e provinciali che percorrono il litorale adriatico e le autostrade A1, A13, A14, che raccordandosi alla SS16 adriatica consentono spostamenti rapidi utilizzando mezzi propri.
In aereo si farà scalo all’aeroporto di Bologna, che dista 42 km e per via mare nei porto turistico di Ravenna.
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