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Casola Valsenio, guida alla visita della cittadina nella Valle del Senio

Casola Valsenio, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La Vena del Gesso Romagnola occupa la parte nord del territorio comunale, come un’imponente scultura di roccia che taglia le vallate dell’Appennino prima che scivolino verso la pianura. Qui, nella zona montana della provincia di Ravenna, Casola Valsenio si gode il panorama coi suoi 3 mila abitanti circa, e ai visitatori regala sapori, tradizioni e atmosfere tipiche dell’Appennino Romagnolo.

Popolata sin dall’età preistorica, la Valle del Senio venne colonizzata alla fine del primo millennio e vide la fondazione dell’Abbazia Bendettina di Valsenio, che col tempo, insieme a castelli e rocche disseminati nel paesaggio, assunse un ruolo economico, politico e sociale sempre più importante. Il castello di Casola fu distrutto nel 1216 dai Faentini, e i superstiti si nascosero nel borgo sottostante, sopra il corso del Senio, dando vita col passare dei secoli a un abitato più ampio. Ma gli sconvolgimenti non erano ancora finiti: dopo la seconda guerra mondiale la situazione del paese cambiò notevolmente a causa dello spostamento, da parte delle famiglie mezzadrili, verso la pianura, verso il fondovalle e verso il capoluogo, sviluppatosi notevolmente negli ultimi cinquant’anni.

Nel cuore di Casola Valsenio, nonostante le piccole dimensioni e l’aria tranquilla, da piccolo borgo di campagna, non mancano alcune testimonianze storiche interessanti: da vedere la quattrocentesca Torre di Galbetto, che faceva parte dell’originario borgo medievale, ma anche la piazza Luigi Sasdelli, che costituisce la piazza più antica del centro. Una strada storica è Via Matteotti, costeggiata da locande, botteghe e osterie caratteristiche, e a dominare l’abitato c’è la Torre Civica detta dell’Orologio, dotata dell’orologio nel 1560.

Tra gli edifici di culto spiccano la chiesa arcipretale dell’Assunta del XVI secolo, con preziose decorazioni a stucco, la chiesa di Sopra del XIII secolo e la chiesa di San Francesco, detta “dei Frati”, realizzata nel 1823 su progetto dell’architetto Pietro Tomba. I monumenti più interessanti, invece, sono quello ai Caduti nel 1923, realizzato in bronzo da Cleto Tomba, quello in onore del granatiere Nembrini, costituito da una stele in ceramica creata da Leandro Lega, e infine il monumento ad Alfredo Oriani del 1959, un’opera in bronzo di Angelo Biancini.

Allontanandosi un poco dal centro ci si imbatte nelle bellezze naturali e paesaggistiche del territorio, forse le più interessanti di Casola e dintorni. Da vedere Il Cardello, la bella casa-museo dello scrittore Alfredo Oriani morto nel 1909, dichiarata monumento nazionale, circondata da uno splendido parco. A metà strada tra le vallate del Senio e del Santerno si erge invece il Monte Battaglia, un rilievo di 715 metri dominato da un’affascinante rocca medievale. L’origine del nome è incerta, ma secondo alcuni studiosi rimanderebbe a un grande combattimento che coinvolse Goti e Bizantini nel VI secolo.

Ma Casola Valsenio è conosciuta soprattutto per le manifestazioni che vi si organizzano, occasioni speciali per degustare i sapori dell’Appennino Romagnolo e scoprirne le tradizioni, per avvicinarsi ai prodotti locali e ai costumi dei piccoli borghi della vallata. Molte feste sono dedicate alle erbe, alle piante officinali e ai cosiddetti “frutti dimenticati”: ad esempio la manifestazione “Erbe in fiore”, che sfrutta l’ultima settimana di maggio, periodo della maggiore fioritura, per attirare nel Giardino delle Erbe ‘Augusto Rinaldi Ceroni’ tanti visitatori, alle prese con mostre a tema, visite guidate e laboratori pratici.

In primavera, non perdetevi la festa omonima, carri in gesso realizzati dalle tre associazioni culturali (Peschiera, Extra e Sisma) sfiano per le vie della città dandosi battaglia per lo scettro della migliore realizzazione (in versione diurna e notturna).

In estate, tutti i venerdì di luglio e di agosto, il centro storico del paese ospita il tipico Mercatino Serale delle Erbe, inaugurato nel 1982. Per l’occasione le bancarelle degli erboristi, provenienti da tutta Italia, presentano e vendono infusi, estratti vegetali, piante officinali e erbe di vario tipo, diffondendo nell’aria serale un fresco profumo di campagna, senza rinunciare ai preparati cosmetici o alle prelibatezze culinarie alle erbe.

Anche l’autunno si veste a festa in onore del Marrone di Casola Valsenio: il secondo fine settimana di ottobre i coltivatori di castagne della zona gremiscono la piazza Oriani con bancarelle ricolme di marroni, proponendo degustazioni come castagnacci (i tipici tortelli ripieni di castagna), la polenta ai marroni, la torta di marroni o i ravioli dolci.

Per finire, il terzo fine settimana di ottobre, si celebra la “Festa dei Frutti Dimenticati”, dedicata ai piccoli frutti autunnali, come giuggiole, pere volpine, cotogni, nespole e corbezzoli. Sono prodotti dal sapore antico, che in passato si trovavano abitualmente sulle tavole contadine ma ultimamente sono sempre più rari, caduti in disuso con l’avvento del consumo di massa. La festa è animata da un concorso di liquori e marmellate, e persino gli addobbi delle bancarelle rimandano a un mondo segreto, che appartiene a una dolce memoria.

A cornice di tale vivacità c’è un clima continentale abbastanza gradevole, con inverni freddi e estati calde ma senza picchi eccessivi di gelo o di afa. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -2°C a una massima di 5°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 18°C ai 29°C. Le precipitazioni sono scarse nella stagione estiva e più frequenti in autunno: novembre, con una media di 81 mm di pioggia, è il mese più colpito dal maltempo.

Per raggiungere Casola Valsenio si può ricorrere a diversi mezzi. Se si viaggia in auto bisogna percorrere l’autostrada A14, per poi uscire a Imola o a Faenza: dal casello di Imola si continua sulla via Emilia in direzione Rimini e all’altezza di Castel Bolognese si imbocca la SP306, da percorrere per altri 16 km circa. Se invece si esce a Faenza si procede sulla via Emilia in direzione Bologna, ancora una volta fino a Castel Bolognese.
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Castel Bolognese, a 20 km circa, e l’aeroporto più vicino è quello di Forlì, a 50 km, seguito da quello di Bologna a 66 km circa.
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