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Gropparello (Emilia-Romagna): la storia, il Castello e cosa visitare

Gropparello, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Paese di poco più di 2.000 anime alle porte di Piacenza (dista dalla città appena 28 km), Gropparello è tanti paesaggi in uno, valigia di geotopi raggruppati nel territorio dell’Appennino Piacentino ed espressi nella forma di distese erbose, aree boschive compresse, rilievi, basse colline e pianure a costituire una campagna molto variegata ch’era un tempo culla di piccoli feudi precedentemente colonizzata dai Romani.

La storia e il Castello

In origine noto con il nome di Cagnano, Gropparello ha acquisito il proprio nome in epoca longobarda ma soltanto a partire dal XIX si è scrollato di dosso il primigenio toponimo.

Nel VIII secolo il borgo dipendeva dal Monastero di Val Tolla prima del subentro degli Sforza nel ‘500 e degli Anguissola nel secolo successivo. La Val Riglio, la Val Vezzeno e la Val Chero trovarono un solido punto di contatto amministrativo nel 1832 ed è così che andò costituendosi l’odierno comune di Gropparello, risultato dunque di fusioni territoriali prima ancora che cittadine.

I principali fatti storici e le varie disquisizioni del passato confluiscono direttamente nel monumento simbolo della località, il Castello di Gropparello, probabilmente fatto erigere da Carlo Magno in un periodo antecedente al 780, anno della donazione del sovrano alla Chiesa Piacentina. Quello che possiamo ammirare oggi non è però la struttura originaria bensì un rifacimento occorso dopo la distruzione del 1255 per mano dell’esercito di Oberto Pallavicino.

L’impianto si presenta piuttosto imponente, fortificazione fra le meglio conservate della provincia, e i suoi tratti distintivi si deducono a partire dalla pianta irregolare sulla quale la rocca si è disposta secondo una concezione a quadrilatero adattandosi doverosamente ai dislivelli dello sperone roccioso che la ospita, tale per cui tre dei quattro lati sono a strapiombo. Si scorgono il torrione all’ingresso e il classico ponte levatoio tipico dei castelli medievali. Si riconoscono chiaramente il mastio e le duplici mura perimetrali che non fanno altro che esaltare la già elevata spettacolarità dell’unicum castellare. La famiglia Gibelli, che ne detiene la proprietà, ha creato intorno al monumento il primo Parco Emotivo d’Italia, in breve un immenso spazio verde ora conosciuto con il nome di Parco delle Fiabe: qui i bambini sono accolti in un clima ludico tessuto da recite e location che li coinvolgono direttamente insegnando loro usi e costumi dell’antico Medioevo attraverso ruoli loro assegnati, dame, cavalieri e altre figure al centro di storie, fiabe e racconti che vedono apparire fisicamente orchi, fate e personaggi di fantasia. Per i genitori è stata allestita la Taverna Medievale ove hanno luogo pantagruelici banchetti.

Si dice che nella rocca dimori un fantasma pronto a manifestarsi esclusivamente durante particolari notti tempestose: lo spirito sarebbe quello di Rosania Fulgosio, murata viva nel Duecento dal marito Petrone da Cagnano perché accusata di averlo tradito con il presunto amante Lancillotto Bracciforte. Da marzo a novembre, questo pezzo d’arte costruttiva ospita diverse rievocazioni storiche che fanno parte di un programma intrattenitivo studiato per valorizzare non solo il castello ma tutta l’area circostante, nella quale si snodano itinerari bellissimi atti a contemplare il notevole potere ipnotico della natura. A Montechino esiste un’altra poderosa fortezza, a pianta rettangolare con torrioni quadrati ai quattro angoli. Anch’essa è di proprietà privata, tale per cui non risulta possibile visitarla.

Cosa vedere a Gropparello

In ambito religioso, il luogo di culto per eccellenza è la Parrocchiale di Santa Maria Assunta, neogotico splendore architettonico subentrato negli anni ’20 alla vecchia pieve, giudicata irrecuperabile nell’Ottocento e dunque sostituibile con un nuovo tempio cristiano che ne ha ereditato il censo. Nel centro storico va ancora indicato il Monumento ai Caduti della Resistenza, manufatto scolpito dal noto artista Sergio Brizzolesi.

Intorno a Gropparello, uno straordinario belvedere riserva al turista un fitto dedalo di sentieri percorribili a piedi, in bicicletta finanche a cavallo, così da raggiungere nell’adrenalina escursionistica e con macchina fotografica in mano luoghi assolutamente suggestivi come i castelli di Tavasca e Sariano (paese dove si staglia la Torre Gragnana attribuita all’illustre architetto Jacopo Barozzi da Vignola), la settecentesca Chiesa di San Severo e la Chiesuola risalente all’anno 1000.

Ci sono poi da vedere la Chiesa di Montechino, l’uccellaia e l’oratorio campestre di Valesso, il Castello dei Rossi presso Gusano, la fortezza guelfa di Veggiola e la Fattoria di Tina, uno degli avamposti didattici campestri della regione, inscritto nella zona del Parco Regionale del Piacenziano.

Gropparello è attraversato dalla Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini, ergo in paese la gastronomia e la buona cucina sono una consuetudine che si materializza in pranzi, cene e merende spesso contraddistinte dal facile consumo di salumi, formaggi locali, bortellina, chisolini e castagne nel periodo autunnale.

Come arrivare a Gropparello

Dopo aver percorso parte dell’Autostrada del Sole A1, uscire a Piacenza sud, imboccare la tangenziale ed entrare nella SP 6 diretta a Gropparello; le stazioni di Piacenza e Fiorenzuola si trovano sulla linea ferroviaria Milano – Bologna e si collegano al borgo grazie agli autobus delle autolinee Tempi; l’aeroporto di Parma dista ca. 60 km dalla località.

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