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Codigoro (Emilia-Romagna): l'Abbazia di Pomposa e la cittą sul Delta del Po

Codigoro, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Codigoro è in provincia di Ferrara una delle cittadine che più impongono la propria presenza, vuoi una popolazione che si avvicina alle 14.000 unità, vuoi per una considerevole estensione (all’incirca 17.000 ettari di superficie occupata) entro il territorio del Parco del Delta del Po, area per anni al centro di un rigido programma di bonifiche avvenute progressivamente nel tempo e in grado di modificare sensibilmente la topografia zonale.

Storia

Furono per primi i monaci benedettini residenti nell’Abbazia di Pomposa ad avviare elaborate opere di canalizzazione idrica, tracciamenti viari e sanificazioni specifiche locali, passando successivamente il testimone agli Estensi: a beneficiarne non fu soltanto il borgo in sé e per sé ma soprattutto il gran compendio naturalistico costituito da vere oasi emerse da valli ad alto tasso salmastro, divenute angoli quasi paradisiaci fra i quali rientrano certamente Bosco Spada, Cannevié e Porticino. C’è da puntualizzare che in virtù della sua vicinanza all’Adriatico, Codigoro riesce agevolmente a coniugare il turismo ammirato del tipico Paesaggio Mediterraneo al bacino fruitore dell’incanto balneare.

Codigoro ha in qualche modo sempre convissuto con l’ingombrante ma altresì utile presenza dell’acqua, una presenza che ha permesso la sopravvivenza di pescatori e cacciatori strettamente dipendenti dalle vie di comunicazione rappresentate dai canali e dai fiumi. È stata la rigogliosità dell’hinterland a consentire di fatto la nascita dell’attuale cittadina, il cui nome deriva dal latino Caput Gauri, traslato poi in Codigoro per la prossimità alla testa del Goro. Con la costruzione del primo impianto idrovoro, il centro urbano esplose letteralmente in termini sociali ed economici, cosicché lavoro, sviluppo e agricoltura si tradussero rapidamente in benessere per le famiglie chiamate a popolare quel che oggi risulta uno splendido estratto di Emilia-Romagna. Il secondo impianto idrovoro, costruito nel 1911, è il più grande d’Europa. Le due strutture si sono rese complici della larga diffusione delle consuetudini contadine, specialmente di quelle legate agli Scariolanti (i trasportatori di terra dotati di carriola) e ai braccianti, figure che hanno contribuito con il sudore della fronte e la fatica fisica a plasmare queste terre meritandosi due monumenti atti a ricordarne le gesta.

L'Abbazia di Pomposa

Visitare Codigoro sembra essere un’attività piuttosto stimolante perché attinge a un patrimonio di semplicità costruttiva irrorata a ogni modo di storia e cultura. Araldo di questa logica è l’Abbazia di Pomposa, eretta nel IX secolo d.C. e destinata a figurare fra le più importanti del nord Italia.

Il complesso accorpa nell’ordine il monastero - inclusivo del Palazzo della Ragione (ove gli abati amministravano la giustizia) e di ambienti quali il refettorio e la sala capitolare ricchi di affreschi a tema sacro come la Crocifissione, l’Ultima Cena e il Miracolo di San Guido – la Basilica di Santa Maria a tre navate recante numerose opere pittoriche e un prezioso pavimento di marmo in opus sectile, infine il campanile che obiettivamente rappresenta l’elemento di maggior spicco a fronte di un’altezza notevole che raggiunge i 48 metri.

Cosa vedere a Codigoro

Molto più ordinario e non certo così blasonato, l’Auditorium Sant’Eurosia s’incastona nel centro storico assumendo una veste minimale, eppur l’interno merita un’attenta osservazione tale da poter svelare qualche nota artistica di pregio, ad esempio il quadro raffigurante la Deposizione di Cristo Morto in braccio alla Vergine Addolorata, posto dietro l’altare maggiore.

A pochi passi e lungo Riviera Cavallotti si mostra fiero il Palazzo del Vescovo di marca benedettina, un edificio medievale che si è voluto restaurare secondo gli stilemi tipicamente veneziani e conseguentemente adibire a biblioteca comunale e polo culturale.

La Torre della Finanza sorge fuori dell’abitato e risale ai primi anni del ‘700. Andata distrutta subito dopo la sua erezione, venne in breve tempo rifatta, adibita a caserma della Guardia di Finanza fino agli inizi del XX secolo, alla fine resa disponibile alla visita dei turisti già interessati a esplorare l’oasi Cannevié-Porticino e i suoi perni, la stazione biotopica di Cannevié al tempo avamposto di pesca e marinatura del pesce, la Residenza patronale, la Casa del Guardiano di Valle e il cinquecentesco Casone di Porticino.

Tutti questi monumenti rurali sono collegati grazie a un percorso naturalistico che serpeggia per l’intera valle toccando inoltre dei punti di avvistamento dell’avifauna, in particolare airone rosso, tarabusino e cannareccione. È così che persino gli itinerari cicloturistici s’intrecciano alle zone della Garzaia e di Volano, ideali per la pratica ormai diffusa del birdwatching.

Eventi, sagre e manifestazioni

Tra le manifestazioni che si svolgono in paese vanno doverosamente ricordate la Festa patronale di San Martino l’11 novembre, la Sagra del Brodo e dei Bolliti, l’Antica Fiera di Santa Croce la seconda domenica di settembre e la rievocazione storica medievale Pomposia Imperialis Abbatia che il secondo fine settimana di giugno inaugura la stagione estiva.

Come arrivare a Codigoro

Da Ferrara, distante ca. 43 km dall’abitato di Codigoro, prendere il raccordo autostradale RA8 verso Porto Garibaldi, uscire a Migliarino, imboccare poi la SP 68 e proseguire fino a destinazione; la stazione locale si trova sulla linea ferroviaria Ferrara – Codigoro; le linee autobus di collegamento extraurbano sono la 600 e la 800 in partenza da Ferrara, la 1000 e la 1700 che da Codigoro conduce a Ravenna; l’aeroporto di Forlì dista ca. 86 km dal borgo, quello di Bologna ca. 92 km.

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