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L'Abbazia di Pomposa e i suoi mosaici a Codigoro

Il grande complesso abbaziale si trova sulla costa dei Lidi Ferraresi ed offre un patrimonio artistico e storico di grande importanza, con mosaici, affreschi e la grande torre campanaria da dove si gode di un ampio panorama.

L’Abbazia di Pomposa, gloria e vanto della bella cittadina di Codigoro, è in verità assai conosciuta nell’intera provincia di Ferrara e la sua bellezza di marcata ispirazione gotica riverbera fra i grandi monumenti dell’Emilia-Romagna. Scrigno d’arte manifesta e preziosità, corrisponde all’eredità consegnata ai posteri dai Benedettini che qui si insediarono sfruttando l’amenità dell’insula Pomposia, compresa fra due rami fluviali e circondata dagli alberi di un esteso bosco.

Storia

Sorta presumibilmente intorno al VI secolo, sbocciò in tutto il suo eclatante splendore verso l’anno Mille e rivestì per la Chiesa un ruolo di primo piano fungendo in primis da centro monastico di fiorente quotidianità votata al raccoglimento in preghiera e al lavoro, attività brillantemente coordinate dall’abate San Guido, solo uno dei tanti personaggi ai quali l’abbazia offrì ospitalità e rifugio.

Il complesso conventuale deve parte della propria fama a colui che inventò di fatto la scrittura musicale a sette note, ovverosia il religioso Guido d’Arezzo, ma è pur vero che l’estetica dell’edificio par essere il sommo risultato di una concatenazione felice e armoniosa di arti concernenti architettura, pittura e naturalmente scultura. All’interno della splendida Basilica di Santa Maria si concentrano diversi esempi di magnificenza esecutiva, tanti affreschi in particolar modo che trovano immediato riscontro nell’ammirazione a bocca aperta di chi si ferma ad ammirarne le linee e i colori.

Il campanile dell'Abbazia

Non ha anzitutto bisogno di presentazioni il campanile che svetta orgoglioso dei suoi 48 metri di altezza, opera dell’architetto Deusdedit. Guardandolo si distinguono immediatamente i nove moduli in cui è diviso, sicché dal basso verso l’alto le sue finestre sembrano moltiplicarsi, più corretto dire che si allargano e da monofore divengono addirittura quadrifore proprio sotto la copertura a cuspide. Gli inserti del paramento costituito di mattoni rossi e gialli sono fatti in ceramica rara.

Cuore dell’abbazia, la Chiesa di Santa Maria è stata progettata fra l’VIII e il IX secolo e conserva un impianto basilicale che ne eleva considerevolmente il valore di cui offre un notevole assaggio il portico d’ingresso rappresentato da una logica alternanza di cotto e marmo.

I mosaici e gli affreschi di Pomposa

L’interno concede all’avventore uno spettacolo unico tripartito in navate scandite da colonne ravennati-bizantine, le quali s’ergono da un pavimento totalmente assemblato da mosaici eterogenei per stile ed epoca di realizzazione. Quei motivi concentrici e geometricamente estrosi conducono all’abside corredata di volta che fa bella mostra dell’affresco raffigurante Cristo in Gloria circondato da angeli, santi e dalla Vergine, firmato nel 1351 da Vitale da Bologna. Ne coadiuvano l’elegante apparenza altri sommi orditi pittorici, le Storie di Sant’Eustachio ma anche Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento nonché il Giudizio Universale reso immortale nella parete interna della facciata.

Passando dallo scenografico chiostro si accede all’Aula Capitolare il cui ambiente viene enfatizzato da una Crocifissione e da diversi ritratti di santi e profeti. Ci si affaccia in un attimo nel Refettorio, e qui campeggia una composizione di affreschi che lega insieme l’Ultima Cena, Cristo in trono con la Vergine, San Giovanni Battista e i santi Benedetto e Guido, infine il Miracolo di San Guido.

Il dormitorio ha invece prestato l’ambiente per l’allestimento definitivo del Museo Pomposiano e vi trovano accurata custodia fregi di assoluto pregio, iscrizioni, marmi, stucchi, arredi liturgici e maioliche. Isolato rispetto al complesso, il Palazzo della Ragione ci ricorda che gli abati erano non solo figure talari bensì anche amministratori esperti in legge ed economia.

Informazioni, date, orari per visitare l’abbazia

Dove: Via Pomposa Centro, 12 - Codigoro (Ferrara).
Orari di apertura: tutti i giorni eccetto il lunedì dalle ore 9.00 alle ore 19.00.
Orari Santa Messa: domenica ore 11.00.
Costo del biglietto: giorni feriali € 5.00 intero, € 2.50 ridotto dai 18 ai 25 anni, gratis under 18 anni; domenica e festivi € 3.00 intero (gratuito l’accesso alla chiesa), € 1.50 ridotto dai 18 ai 25 anni, gratis under 18 anni; ingresso gratuito per tutti ogni prima domenica del mese.
Maggiori informazioni: contattare l’Ufficio Turistico al tel. 0533/719110 o inviare una e-mail all’indirizzo iat.pomposa@comune.codigoro.fe.it.

Come arrivare a Pomposa

In auto da Ferrara si percorre il raccordo autostradale Ferrara – Porto Garibaldi prima di imboccare la SS Romea 309 in direzione Venezia; si può anche arrivare in treno scendendo alla stazione di Codigoro e in autobus con le linee 600 Ferrara – Codigoro e 1700 Ravenna – Codigoro; l’aeroporto di Forlì è quello di riferimento.

 Pubblicato da il 31/11/2018 - 289 letture - ® Riproduzione vietata