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Pennabilli (Emilia-Romagna): visita al borgo caro a Tonino Guerra

Pennabilli, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Pennabilli rivendica a gran voce il preponderante ruolo dell’Emilia-Romagna nell’ambito di una cultura che spesso trascende i confini fisici e ribadisce una volta di più l’importanza dell’impronta cittadina oltre l’ottica del turismo meramente costiero.

Questo borgo di appena 3.000 abitanti risiede nella provincia di Rimini ed è uno spettacolo di bellezze architettoniche a cielo aperto e tanti, tanti musei che ne enfatizzano il valore intrinseco. Persino il romagnolo poeta Tonino Guerra ha voluto in più occasioni accentuare di Pennabilli la veste tipica di paesello figlio della concezione medievale, adagiato su quel lungo e spalmato territorio interessato dal Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello (con tanto di museo dedicato).

Storia

L’abitato è scaturito dall’unione dei castelli di Billi e Penna, l’uno posto sopra la Rupe e il secondo a sovrastare il Roccione, formazioni rocciose di una zona lungamente presidiata e percorsa dalle antiche civiltà degli Umbri, degli Etruschi e dei Romani prima dell’insorgenza feudale che portò inevitabilmente le realtà autonome di Penna e Billi a congiungersi in pieno Trecento prevedendo però una difesa muraria in grado di garantire stabilità e sicurezza. Qui si insediarono i Malatesta ma anche i Montefeltro e i De Medici, ma la fortuna pervenne con la decisione del Pontefice di trasferire da San Leo la sede vescovile: è il 1572 e papa Gregorio XIII conferisce ufficialmente a Pennabilli il titolo di "Città".

Più che politico, l’ascendente seguita a essere religioso, poiché a distanza di molti anni un’altra influente guida spirituale ha voluto accordare favore e benedizione al paese: risale al 15 giugno 1994 la prima venuta in loco del XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso, giunto a Pennabilli per visitare la casa natale di Orazio Olivieri 250 anni dopo la dipartita del cappuccino missionario in Tibet. La seconda venuta ci fu nel 2005 e in tal contesto venne inaugurata la campana tibetana accompagnata dai tre mulini di preghiera, posta sulla cima del colle dominante il paese. Fino al 2009 Pennabilli era una località della regione Marche, ma dal 15 Agosto 2009, a seguito di un referendum popolare, la località è entrata in Emilia-Romagna.

Cosa vedere a Pennabilli

Dal 2010, il borgo detiene la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, un traguardo raggiunto esponendo semplicemente il proprio spirito di borgo puro al turismo ormai innamoratosi di questo scrigno di autentici gioielli. Entriamo allora nel vivo del suo centro storico, in quell’ariosa piazza dove s’erge magnifica la cinquecentesca Cattedrale di San Leone, edificio a forma di croce latina d’impianto neoclassico che sfoggia orgoglioso una facciata interamente realizzata in cotto imolese.

Proseguendo s’impone ai nostri occhi l’antico Palazzo Comunale incorniciato dall’anfiteatro e sede del Museo del Calcolo e della Matematica, esposizione unica in Europa concernente cimeli e strumenti di calcolo che hanno cavalcato la storia dai Sumeri ai giorni attuali. Attiguo è l’Orto dei frutti dimenticati, un angolo pittoresco voluto da Tonino Guerra per raccoglie alberi da frutto in via di estinzione, accostati ad ambienti davvero suggestivi poiché molto artistici. Fa parte del Museo i Luoghi dell'Anima, museo diffuso nato proprio dalla creatività di Tonino Guerra e che tocca vari punti del borgo e della Valle del fiume Marecchia,

Nella piazza centrale s’affaccia il Palazzo della Ragione, una costruzione quattrocentesca che mette in bella mostra un loggiato di fattura toscana. Attraverso la Strada delle Meridiane (molti dei caseggiati che la fiancheggiano recano sulle proprie mura Meridiane un tempo utilizzate per misurare il giorno) che taglia il centro storico si arriva al Teatro Vittoria, evinto a inizio ‘900 da un’ala di Palazzo Fuffi. All’interno del Palazzo del Vescovado sorge il Museo Diocesano ricchissimo di arredi, paramenti e arte sacra in generale.

Per ammirare in tutta la sua monumentalità il Santuario della Beata Vergine delle Grazie bisogna spostarsi in Piazza Sant’Agostino. Nel complesso sono collocati l’affresco raffigurante la Beata Vergine delle Grazie (si dice abbia lacrimato nel periodo compreso fra il 1489 e il 1517), diverse opere lignee e un organo seicentesco. Il dipinto intitolato L’angelo coi baffi di Luigi Poiaghi dimora quale pezzo unico del Museo dell’angelo coi baffi nella graziosa Chiesetta dei Caduti.

Si fa tappa al Giardino dei Pensieri, un angolo nel quale meditare è quasi d’obbligo, e si giunge alla Chiesa della Misericordia con il bel bassorilievo in lunetta ritraente la Madonna della Misericordia. Il Monastero di Sant’Antonio Abate trova posto dal 1518 nell’area ove giaceva al tempo il vecchio Castello di Billi. Da girare anche le frazioni di Pennabilli, che molto hanno da dire in termini di cospicuità architettonica e patrimonio culturale.

A Ponte Messa fa eco l’antica Pieve romanica di San Pietro in Messa, un’opera somma del XII secolo. Miratoio serba invece la Chiesa conventuale di Sant’Agostino datata 1127 e sulla cui facciata si distingue nettamente il portale gotico in pietra. A Molino di Bascio ritroviamo una vestigia castellare mirabile, la Torre di Bascio, ai piedi della quale incanta un’altra installazione suggerita da Tonino Guerra, Il giardino pietrificato.

Emozionante in quanto sorge proprio in mezzo a un folto bosco, la Chiesa della Madonna del rettangolo della neve ospita una pregevole Madonna in ceramica. Se volete vedere un castello, allora dovete andare all’antico borgo di Scavolino, mentre a Maciano esistono una curiosa Torre cilindrica priva di copertura e la Chiesa della Madonna degli Oliva annessa al Convento dei Frati Minori con l’ampio chiostro affrescato.

Pennabilli è anche l’hinterland che lo contiene, un circondario ricolmo di attrazioni naturalistiche, itinerari e un Viale dei Ciliegi che offre un viaggio fino alle porte della cittadina.

Eventi, sagre e manifestazioni

Per una visita ci sono momenti propizi in cui approfittare degli eventi organizzati dalla e per la popolazione, la Mostra Mercato Nazionale dell’Antiquariato nel mese di luglio, il festival dell’arte di strada e artigianato artistico Artisti in Piazza la prima settimana di giugno e sagre che vi faranno amare tutto di questo animoso borgo.

Da vedere senza se e senza ma il fantastico Presepe sulla rupe, uno spettacolo che dall'8 dicembre al 6 gennaio mette in mostra la Natività illuminata di notte. Il culto del Presepio continua con la mostra permanente "Presepi d'Autore" e l'itinerario della Via dei Presepi alla scoperta di opere artistiche eccezionali il cui tema è la Sacra Famiglia.

Come arrivare a Pennabilli

Dall’Autostrada A14 in direzione di Ancona uscire a Cesena Nord, proseguire sulla SS 3bis/E45, uscire a Sarsina e attraversare le località di Sant’Agata Feltria e Ponte Messa fino a Pennabilli; dalla stazione ferroviaria di Rimini proseguire con la linea extraurbana 160 Rimini – Novafeltria – Pennabilli; l’aeroporto di riferimento si trova a Rimini.

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