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Anghiari, visita al borgo teatro della famosa battaglia

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A volte le cose più semplici sono anche le più belle, intrise di una genuinità impagabile, fatta di piccoli dettagli curati e sapori antichi, che affondano le radici in una tradizione senza tempo. E’ il caso di Anghiari, un borgo toscano tanto grazioso da sembrare creato ad arte, come un grande castello di sabbia messo in cima a un colle per far innamorare i viaggiatori di passaggio. La meraviglia suscitata è tale da essere stato inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, e i 6 mila abitanti che occupano le sue stradicciole sono orgogliosi di popolare un villaggio da fiaba.

Circondato dalla campagna lussureggiante della provincia di Arezzo, Anghiari fece da palcoscenico a una famosa battaglia quattrocentesca, che si svolse proprio ai piedi dell’abitato tra Fiorentini e Milanesi e passò alla storia come Battaglia di Anghiari. Ad accrescere la fama dell’evento, che vide la vittoria della Toscana, fu un dipinto commissionato dal governo fiorentino a Leonardo da Vinci, da esporre al Palazzo Vecchio di Firenze. Benché l’originale sia andato perduto ne possiamo tuttora ammirare diverse copie, tra cui la celebre riproduzione di Rubens conservata al Louvre di Parigi.

L’idea di una sanguinosa battaglia contrasta con l’immagine di Anghiari che possiamo godere ai giorni nostri: si presenta come un silenzioso borgo fortificato, impettito sulla Valtiberina come un anziano signore dalla buona memoria, fiero di raccontare le imprese passate. La parte più datata, risalente all’XI secolo, fu fondata dai monaci Camaldolesi che nello stesso periodo favorirono lo sviluppo economico e artistico della zona. Tra le meraviglie architettoniche che costellano il centro c’è il Monastero di San Bartolomeo, una struttura massiccia trasformata dai Perugini in un Cassero difensivo, sorto in concomitanza con la splendida Chiesa della Badia. Ad abbracciare il tutto, come per custodire gelosamente un tesoro di inestimabile valore, c’è la cinta muraria quasi intatta, innalzata tra il XII e il XIII secolo e interrotta dalle tre porte Sant’Angelo, San Martino e Fiorentina. Sulle fortificazioni si reggono alcune strutture successive, come l’abside della Chiesa di Sant’Agostino e il Bastione del Vicario.

Cuore pulsante di Anghiari è l’antica piazza del Borghetto, oggi Piazza Mameli, dove confluiscono tutte le viuzze più vivaci del borgo e dove sorgono due importanti musei, allestiti nel Palazzo del Marzocco e nel Palazzo Taglieschi. Qui si può ripercorrere la storia dell’espansione cittadina, avvenuta nel XI secolo quando la famiglia dei Tarlati fece costruire un’ampia strada, fece ampliare la piazza del Mercatale e vi fece aggiungere una Loggia con le fontane. Superando le mura del borgo, uscendo dal perimetro antico di Anghiari, si scoprono altri gioielli tra cui il complesso settecentesco di Palazzo Corsi, voluto da Benedetto Corsi ed edificato tra il 1777 e il 1794, composto dal Palazzo che ospita la Biblioteca e l’Archivio Comunale, la Cappella Votiva e il Teatro.

Anche i villaggi nei dintorni costituiscono delle valide mete per un’escursione in zona. Non solo Anghiari, ma anche altri centri della Valtiberina furono sottoposti, all’inizio del Duecento, al dominio dei Longobardi, di cui conservano castelli e altre strutture fortificate nelle valli del Tevere, del Sovara e del Singerna. I manieri più affascinanti sono quelli di Montauto, di Galbino e di Sorci, a cui vanno aggiunti i castelli di Pianettole Toppole e Valialle, e il magnifico esemplare di villa fortificata detto La Barbolana. Tutte queste costruzioni sono attualmente di proprietà privata, ma è possibile prenotare delle visite guidate contattando la sede del Sistema Museale di Anghiari.
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Oltre ad essere una sorta di museo all’aperto, con un’esposizione ricchissima di architetture e monumenti, il borgo è un piccolo paradiso di golosità e fa parte della Strada dei Sapori Valtiberina e Toscana, insieme ad altri sei comuni distribuiti nella campagna aretina. Ogni centro ha le sue caratteristiche particolari, maturate nei secoli nelle cucine magiche delle massaie paesane, e ad Anghiari le specialità tipiche sono i “brìngoli”, spaghetti spessi conditi con ragù di carne o sugo di funghi, la torta “mantovana”, il dolce “baldino” a base di castagne e i croccanti “cantucci”, da intingere in un buon bicchiere di vin santo.

Sono queste le delizie che accompagnano le giornate di festa, gli eventi e le manifestazioni organizzate per le vie del paese nei vari mesi dell’anno. Una manifestazione golosa si tiene tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre: è la rassegna “I centogusti dell’Appennino”, in occasione della quale le botteghe del centro medievale riaprono i battenti e le aziende agricole offrono degustazioni dei prodotti caratteristici.

Suggestive anche la Mostra Mercato dell’Artigianato della Valtiberina Toscana, che si svolge tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, la rappresentazione dei quadri viventi del 10 dicembre e il mercatino dell’antiquariato Memorandia, che si tiene nel mese di aprile. Alla vivacità della popolazione locale e delle manifestazioni corrisponde un clima ridente, costellato di giornate di sole e accarezzato da temperature miti, mai troppo fredde in inverno né afose in estate. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 0°C a una massima di 9°C, mentre in luglio si passa dai 15°C ai 30°C. Le precipitazioni, scarse in estate, toccano il picco massimo in primavera, quando piove in media per 9 giorni al mese.

Per raggiungere Anghiari ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto e viene dal nord deve imboccare l’autostrada del Sole A1, continuare sulla A14 e uscire a Cesena Nord, poi proseguire in direzione Ravenna e Cesena Nord, continuare sulla SS3BIS/E45, uscire a Sansepolcro e continuare sulla SS73, attraversare Santa Fiora e seguire le indicazioni fino alla meta. Chi invece viene da sud deve prendere l’autostrada del Sole A1, uscire a Orte, dirigersi verso Cesena e continuare sulla SS204 poi sulla SS675, uscire in direzione Cesena e proseguire sulla SS3BIS/E45 per poi uscire a Sansepolcro, superare Santa Fiora e farsi guidare dai cartelli fino alla meta. Chi sceglie il treno deve scendere alla stazione di Arezzo e proseguire in autobus, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Firenze, a 115 km, e quello di Pisa, a 190 km.
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