Cerca Hotel al miglior prezzo

Montemurlo (Toscana): il Castello, la storia e la vista alla cittadina

Montemurlo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

A metà strada fra Prato e Pistoia, Montemurlo sembra volersi imporre quale cittadina in equilibrio, capace di moderarsi in un territorio comprensivo di pianura, montagna (l’abitato sparso va da un minimo di 43 metri s.l.m a un massimo di 976 metri raggiunti sulla cime de Le Cavallaie) e le prime propaggini dell’Appennino Tosco-Emiliano, un paesaggio complessivamente armonioso e irrigato da numerosi corsi d’acqua a completo vantaggio dell’agricoltura locale.

Storia

Il paese è il tipico derivato dell’alacre lavoro di fortificazione operato dai Romani nei tempi antichi, preparatorio di un feudo che soltanto agli inizi del Medioevo viene di fatto nominato: Montemurlo compare in documenti del 1019, anno in cui sembra fosse già attestata la presenza della Rocca dei Conti Guidi, castello che la potente famiglia toscana vendette a caro prezzo al Comune di Firenze, compravendita cui si interessò anche Dante Alighieri al punto da menzionarla nella Divina Commedia (Paradiso, XVI, 64). È questo il preludio a moltissime vicissitudini storiche di rilevante risonanza, la lotta fra guelfi e ghibellini, l’assedio di Castruccio Anteminelli, lo scontro fra gli oligarchici antimedicei di Filippo Strozzi e i mercenari di Cosimo I de’ Medici nel 1537. Esauritesi le convulsioni belliche, Montemurlo iniziò a prosperare: il risultato si constata oggigiorno osservando il proliferare di capannoni, stabilimenti industriali e fabbriche tessili prevalenti, ma anche il profilo urbanistico rimpinguato da eleganti ville e zone residenziali molto ordinate e vivibili.

Cosa vedere a Montemurlo

Immerso e avviluppato da giardini e vegetazione selvaggia, il Castello di Montemurlo si è ben tenuto e il suo complesso architettonico a doppio corpo di fabbrica beneficia di molteplici rivestimenti in pietra e merlature che lo rendono riconoscibile a grande distanza. Questa struttura presiede la disposizione a macchia di altri edifici di notevole fattura, basti pensare alla Villa del Barone la cui vista appaga così tanto da essersi guadagnata il titolo emblematico di "reggia", impreziosita da un’estetica disciplinata e simmetrica circondata da un giardino romantico che è stato fresco rifugio di tutti i nobili proprietari nel tempo della dimora. L’interno della struttura è un susseguirsi di saloni stuccati e stanze decorate secondo lo stile neoclassico, ambienti scenografici quali la Sala delle Marine e la Cappella abbellita da una copertura a botte, un altare completamente ornato di putti e la tela raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Antonio da Padova e Francesco di Paola, la cui paternità viene attribuita ad Agostino Veracini.

Alle pendici del Monte Chiesino sorge placida la Villa di Galceto, alla quale si accede percorrendo un lungo viale che taglia un parco adorno di limonaia, granaio e una fattoria. La villa concilia più stili riferibili a diverse epoche, la facciata infatti è ottocentesca ma plurimi elementi a rinforzo della sua architettura (trabeazioni, arcate, lesene e bugnati) rivelano un chiaro profilo settecentesco e persino neocinquecentesco. Al Rinascimento appartiene Villa Strozzi, riadattamento di una modesta costruzione medievale ingentilita da interventi tattici cui si devono una doppia rampa di scale, un emiciclo scenografico e tanti altri favolosi dettagli riscontrabili all’interno, ad esempio l’ampio camino cinquecentesco. Sempre in località Bagnolo s’eleva Villa Pazzi al Parugiano, da visitare soprattutto per i molti affreschi di biblico rimando, il Dio Padre, il Peccato Originale, l’Inferno e il Giudizio Universale, senza trascurare la Natività della Vergine, di geniale composizione figurativa. Il giardino è un’autentica bellezza ad alta concentrazione di platani, limonaie e copie di statue antiche.

Venendo all’apparato ecclesiale, utile citare la Chiesa del Sacro Cuore poiché riveste il responsabile ruolo di parrocchiale: dal 1946 sfoggia un austero campanile e un’aula interna arricchita con opere quali una Deposizione e un Crocifisso ligneo d’estrazione settecentesca. Più risonante è la medievale Pieve di San Giovanni Decollato, rifatta nel ‘200 e ricolma di affreschi pregiati, su tutti la Madonna del Rosario con i santi Domenico, Agata e Andrea, dipinta nel 1609 da Matteo Rosselli. Più composte e raccolte la Chiesa di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, nata come oratorio, e appunto l’Oratorio di San Girolamo e Santa Maria Maddalena dei Pazzi, ubicata all’interno della Villa del Parugiano e aggraziata in virtù di pitture fiamminghe eseguite da Giovanni Stradano.

Eventi, sagre e manifestazioni

Montemurlo si anima particolarmente quando sono di scena eventi e feste coinvolgenti che chiamano a partecipare tutta la popolazione insieme a turisti curiosi. Ecco allora svolgersi nel corso dell’anno la Sagra del Cocomero e la Sagra del’Uva, anticipate dalla caratteristica Fiera di Montemurlo, moderna rievocazione della decana Fiera del bestiame. La Sagra della Bistecca fa felici gli amanti della carne alla brace nel mese di agosto.

Come arrivare a Montemurlo

Dall’Autostrada del Sole A1 uscire per imboccare in direzione Livorno l’Autostrada A11, nuovamente uscire all’altezza di Prato Ovest e immettersi sulla SP 126 che prosegue fino a destinazione attraversando preliminarmente Prato e Ponte Bocci; la stazione più vicina è Prato Centrale, dalla quale bisogna proseguire a bordo delle autolinee Cap o Lazzi; l’aeroporto di Firenze dista 20 km dalla località.

  •