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Le foto di cosa vedere e visitare a Pistoia

Guida di Pistoia, cosa vedere e cosa sapere

Pistoia, città di origine romana, conobbe il suo periodo di massimo splendore tra il XII Il il XIII secolo, quando, acquisita la completa autonomia comunale, prosperarono attività artirliaoali e mercantili, ed ebbe notevole impulso l'edilizia. Proprio in quest'epoca vennero realizzati i monumenti che ancora oggi ne caratterizzano il centro storico. Un itinerario attraverso le testimonianze storiche di Pistoia deve indubbiamente cominciare da piazza del Duomo, che, circondata com'è da una splendida cornice di edifici, rappresenta, oltre al cuore della città antica, anche uno dei luoghi più suggestivi della Toscana. La Cattedrale, dedicata a San Zeno, e frutto, nelle sue forme attuali, di una ricostruzione avvenuta nel corso del 1100 e di successivi rimaneggiamenti che hanno interessato, fra il XIV e il XV secolo, soprattutto la facciata. All'interno si conserva, oltre alle numerose opere d'arte, anche un prezioso altare d'argento, frutto dell'opera dei migliori orafi toscani trequattrocenteschi.
Di fronte alla chiesa, durante il XIV secolo, fu edificato, sull'area di un più antico edificio religioso, il battistero ottagonale caratterizzato dal tipico rivestimento marmoreo a bande orizzontali bianche e verdi. Completano la cornice della piazza il Palazzo dei Vescovi, un edificio medievale le cui originarie strutture sono state messe in luce da un recente restauro, il Palazzo Comunale, che, qualificato dalla sapiente distribuzione delle aperture sulla facciata, fu iniziato al tempo del governo di Giano della Bella e terminato durante il XIV secolo, e il trecentesco Palazzo Pretorio, oggi solo in parte alterato da un intervento dell'Ottocento.
Alcune case-torri, come quella detta di Catilina, rimangono poi a testimonianza della potenza acquisita durante il Medioevo dai gruppi familiari più importanti della città.

Altre e più tarde manifestazioni del prestigio assunto dalla ricca borghesia locale sono i numerosi palazzi signorili eretti, a partire dal XIV secolo, entro i limiti dell'abitato. Due esempi di questo fenomeno possono essere il trecentesco Palazzo Panciatichi, o del Bali, e il più tardo Palazzo Rospigliosi. La vicina chiesa di San Giovanni fuori civitas è il risultato di un rimaneggiamento del XII secolo operato (come indica il toponimo) su un preesistente edificio altomedievale ubicato fuori del primitivo perimetro murario. Sulla fiancata settentrionale della costruzione, dove predomina il caratteristico cromatismo proprio del romanico pistoiese, è visibile un architrave scolpito con la raffigurazione dell'ultima cena, opera del Gruamonte. Accanto alla chiesa, facilmente individua bile per il tipico rivestimento marmoreo, si trova l'ex oratorio di Sant'Antonio Abate, da tempo sconsacrato e adibito a usi diversi da quelli originari.

Proseguendo l'itinerario, dopo una visita al convento di San Domenico, caratterizzato dall'ampio spazio dei chiostri, si giunge presso la chiesa di San Paolo, il cui impianto di più antica origine denuncia, specie in facciata, gli interventi eseguiti in epoca gotica. Visitati i due edifici intitolati a San Pietro e a San Bartolomeo, qualificati entrambi dalla scansione romanica della facciata ottenuta con l'uso del rivestimento marmoreo bicolore, meritano attenzione alcune realizzazioni che segnarono in città la diffusione delle forme rinascimentali provenienti dalla vicina Firenze. Si deve infatti a Michelozzo, attorno alla metà del XV secolo, la costruzione della chiesa di Santa Maria delle Grazie, modesto edificio con un'unica navata, attigua al presbiterio coperto da un'elegante cupola emisferica. Rinascimentale è anche il loggiato esterno del vicino Ospedale del Ceppo, il cui impianto originale, probabilmente medievale, fu in parte modificato dagli interventi cinquecenteschi. Dello stesso periodo (1525-1586) è la realizzazione del fregio policromo che, unitamente alle altre decorazioni ceramiche, caratterizza tutto il fronte dell'edificio. Lopera, indubbiamente fra le più importanti d'Italia nel suo genere, fu eseguita, tranne l'ultimo pannello, dai della Robbia in collaborazione con altri artisti; essa comprende, insieme agli stemmi e alle scene della vita di Maria, la rappresentazione delle sette opere di misericordia alternate alle virtù cardinali e teologali. Un'altra importante testimonianza di quest'epoca è la grande chiesa della Madonna dell'Umiltà, eretta a partire dalla fine del Quattrocento su progetto dell'architetto pistoiese Ventura Vitoni, con l'intervento del Vasari che curò la realizzazione della cupola.

Spostandosi nel settore nordoccidentale della città, dopo aver ammirato nella romanica chiesa di Sant'Andrea lo stupendo pulpito esagonale eseguito da Giovanni Pisano verso la fine del XIII secolo, si giunge al trecentesco edificio intitolato a San Francesco, dove, accanto alle semplici forme gotiche dell'architettura, sono visibili gli affreschi di scuola giottesca che decorano alcune pareti interne. A completamento di questo significativo percorso attraverso i principali monumenti del centro storico pistoiese si consiglia una visita alla Fortezza di Santa Barbara e ai resti delle antiche mura. La prima, eretta dai Fiorentini nel XIV secolo per confermare la propria egemonia sulla città, fu ampliata e risistemata nel Cinquecento per volere di Cosimo I. Le fortificazioni attualmente visibili attorno al centro storico fanno invece parte della terza cinta muraria, edificata tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV. Ricordiamo infine la chiesa del Tau con le sue interessanti pitture murali, eseguite in epoca tardomedievale, e la fondazione Marino Marini che annovera numerose opere del famoso artista contemporaneo pistoiese. Fonte: APT Pistoia

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