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Lastra a Signa (Toscana): visita alla cittą ad ovest di Firenze

Lastra a Signa, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Alle porte di Firenze, la località di Lastra a Signa – il cui nome s’ispira alla copiosa presenza nell’area di cave di arenaria che in passato rifornivano gli insediamenti di pietra serena e pietra forte e oggi riassunte in un unico sito, il Masso della Gonfolina - si conforma come emancipata cittadina che, nonostante uno sviluppo urbano inesorabile, ha mantenuto il suo cuore puro di borgo storico e l’anima arcaica in linea con lo spirito libero della mattacchiona Toscana.

Tra l’Arno e il colle San Romolo, questo “grande paese” ospita una collettività di oltre 20.000 abitanti garantendo rapidi collegamenti con le maggiori realtà urbane della regione grazie a una posizione geografica veramente ideale: Pisa, Siena, Livorno e San Gimignano sono vicine e si possono vedere dalle più imponenti alture.

Lastra a Signa è il sogno del turismo moderno, il suo fascino è cultura, architettura, itinerari campestri, tour cittadini e tanto sapore culinario nel bel mezzo di una variegata campagna la cui bellezza è conferita da paesaggi mozzafiato brulicanti di vigneti, sorgenti d’acqua dolce, rigagnoli ameni e laghetti artificiali che colorano d’azzurro acceso il panorama idilliaco, senza ovviamente dimenticare poggi e colline compresi nella zona dei Colli Fiorentini dove cresce l’uva impiegata nella produzione del rinomato Chianti. Altre tipicità del luogo vengono consumate quotidianamente e concernono olio extravergine da olive spremute a freddo, chiocciole (lumache prelibate che qui abbondano) e zafferano, coltura d’Oriente introdotta secoli fa e diffusa in queste terre.

Storia

Come molti feudi, anche Lastra a Signa nacque come castrum in epoca medievale e, in seguito a una profonda riorganizzazione territoriale decisa e applicata per volere dei Medici, esplose quasi subito come polo commerciale d’importanza strategica anche a livello manifatturiero, raggiungendo l’apice nel Settecento con la specializzazione nella produzione di cappelli di paglia.

La consacrazione avvenne nel 1774 per mano del granduca Pietro Leopoldo, che intese riunire la miriade di borghi sparsi in un solo centro amministrativo, appunto Lastra a Signa. Oggi essi ci sono ancora e tutti valgono la pena di essere accuratamente visitati. Andiamoli rapidamente a vedere.

Cosa vedere a Lastra Signa e dintorni

L’ex porticciolo fluviale di Brucianesi ospita la Parrocchiale della Madonna di Fatima, che dal 1954 custodisce due preziose tavole datate XV secolo. Calcinaia si è sviluppata nel Duecento tutt’intorno alla Chiesa di Santo Stefano, vicino alla quale vi sono peraltro le ville De Gubernatis e Altoviti.

In posizione collinare troviamo Carcheri, con la sua settecentesca Chiesa di San Martino a Carcheri (da distinguere rispetto alla Chiesa di San Martino a Gargalandi, dove il Museo di Arte Sacra racchiude un vero tesoro di arredi e dipinti, vedasi la Madonna dell’Umiltà datata 1405), addossata alla quale si mostra la Cappella della Compagnia della Santissima Annunziata, custode di una teca dorata nella quale s’adagia un’Annunciazione della bottega di Alessandro Allori.

Là dove dapprima sorgeva un vecchio spedale per pellegrini, ora sorge il timido borgo di Ginestra Fiorentina, al centro del quale è stata eretta la Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, consacrata nel 1091 ma ormai quasi del tutto abbandonata, eccezion fatta per la canonica adibita ad albergo.

Interessante è il tour proposto a Malmantile, nato come avamposto militare e circondato da un sistema di antiche mura ch’è quanto rimane delle difese create e supervisionate da Filippo Brunelleschi (con il Portone di Baccio che stoico attende il visitatore all’ingresso del centro storico di Lastra a Signa, imponente e ottimamente conservata grazie a numerosi restauri). La sua esclusiva chicca ha le fattezze onorevoli dell’Eremo di Lecceto, formato dal dittico chiesa-convento: vi si conservavano arredi lignei e marmorei, una pala d’altare di Domenico Ghirlandaio e un dipinto, quest’ultimo ancora presente sopra l’altare maggiore. Altra chiesa è quella di San Pietro in Selva, accostato all’Oratorio della Compagnia della Madonna della Neve.

Ascrivibile al XV secolo è il borgo di Marliano, che ha l’onore di circoscrivere nell’area le ville signorili di Marliano e Le Sorti, quest’ultima d’impianto aristocratico. Ponte a Signa è così chiamato per la sua funzione storica di collegamento delle due rive dell’Arno, e di rimando di Signa e Lastra, poi riunite amministrativamente. Lungo la via fluviale è ubicato anche Porto di Mezzo, che in epoca medievale era conosciuto per la sua funzione di porto sfruttato da Firenze a livello soprattutto commerciale.

Da visitare la Chiesa di San Pietro, che ospitò in tempi non sospetti il corpo di San Giustiniano. Risale agli anni ’70 la fondazione del borgo di Quattro Strade, collocato nei pressi del centro storico di Malmantile. A San Romolo ecco sorgere la Chiesa di San Romolo, decorata in stile neogotico e costruita nel 1220 quando qui i Ranucci esercitavano il proprio controllo. Fra antichi casali e torri spunta Sant’Ilario, sviluppatosi intorno alla Chiesa di Sant’Ilario. L’ultimo borgo degno di nota è Vigliano, una realtà della campagna circostante immersa nello splendido scenario dei pendii toscani intervallati da vigneti fecondi.

Fatta eccezione per il periodo delle due guerre mondiali, l’economia del comune non conobbe particolari cadute e la sua continua ascesa ha contribuito sensibilmente a fare del “grande borgo” una meta turistica eccezionale secondo un caleidoscopio di prospettive. La contemporaneità di Lastra a Signa vive di sensazioni ed emozioni trasmesse a più riprese dal censo della storia, un censo nel quale molti edifici fanno ancora un gran vociare, come il Palazzo del Podestà, ex sede del potere politico lastrigiano disposto su due piani e riccamente affrescato all’interno con opere della Scuola fiorentina.

Villa Caruso

Autentico gioiello architettonico, Villa Caruso Bellosguardo venne edificata in epoca rinascimentale e conobbe numerosi proprietari che se ne presero cura abbellendola nei secoli. Nel 1905 la visitò il celeberrimo tenore Enrico Caruso, talmente esterrefatto dall’eleganza della struttura da entrarne in possesso l’anno dopo, facendone così la sua residenza privata. Alla morte di Caruso, la villa passò nuovamente di mano e infine, nel 1995, venne acquisita dal Comune. La tenuta è circondata da un vasto parco e ospita il Museo Enrico Caruso, un allestimento suddiviso in nove aree tematiche che ripercorrono la strepitosa carriera del tenore napoletano offrendo persino focus curiosi della sua vita privata.

Eventi, sagre e manifestazioni

Gli eventi nel calendario annuale organizzati a Lastra a Signa sono tantissimi, ma certamente il più importante e partecipato risulta l’Antica Fiera di Lastra, che si svolge da ormai 235 anni sul finire di agosto in una tre giorni di mostre, spettacoli e concerti.

Come arrivare a Lastra a Signa

Dalle vicine Livorno e Pisa, bisogna imboccare in auto la Strada di Grande Comunicazione FI-PI-LI e uscire a Lastra a Signa, dove è ubicata la stazione ferroviaria; gli autobus delle linee Ataf & Linea S.p.A assicurano i collegamenti con i centri urbani limitrofi insieme alle linee extraurbane SITA; l’aeroporto di Firenze è davvero vicino, dista infatti solo 11 km dalla località.

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