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Chiusi della Verna (Toscana), pellegrinaggio al Santuario della Verna

Chiusi della Verna, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

San Francesco ricevette le stimmate nel santuario a pochi passi da Chiusi della Verna, e sempre qui nacque il grande maestro Michelangelo Buonarroti, nel periodo in cui suo padre era podestà del paese. Un paese ricco di storia e di personaggi importanti, incorniciato dall’idilliaco paesaggio dell’Appennino Toscano, situato in provincia di Arezzo nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Popolato da poco più di duemila abitanti, il borgo è famoso soprattutto per il Santuario della Verna che sorge a 3 km circa dall’abitato.

Ad innalzarlo verso il cielo c’è un monte visibile di lontano da tutto il Casentino, con una cima inconfondibile tagliata a picco da tre parti, alta 1283 metri. Qui, abbarbicato alla roccia, avvolto dall’ombra fresca di faggi e abeti, si erge il grande complesso architettonico che tuttora ospita alcuni tesori artistici, culturali e spirituali. San Francesco si ritirò qui nell’estate del 1224 per trascorrere un periodo in silenzio e preghiera, e proprio nel corso della sua permanenza qui chiese a Dio di essere partecipe della Passione di Cristo, ricevendo in risposta l’apparizione di un crocifisso e il segno delle stimmate.

Per i devoti al santo La Verna si rivela una meta amatissima di pellegrinaggio, in cui la bellezza della natura e il silenzio profondo della foresta invitano al raccoglimento e alla contemplazione del mondo. Guardare dall’alto la valle, e immergersi nelle atmosfere della religiosità medievale, è come estraniarsi per un momento da tutto ciò che non conta.

Con un Santuario così noto c’è il rischio che il comune intero di Chiusi della Verna passi in secondo piano, ma sarebbe un vero peccato non concedere la giusta attenzione a un borgo suggestivo e genuino come questo. Gli aspetti interessanti di questo vasto territorio sono molti, anche diversi rispetto a quelli tipici del Casentino. Chiusi della Verna, in particolare, può essere definito un paese moderno, in quanto crebbe in gran misura tra l’Otto e in Novecento come località turistica rivolta ai pellegrini diretti a La Verna.

Ma una “Chiusi Vecchia” esiste, ed è pronta a farsi scoprire. Si tratta di un piccolo agglomerato, situato sotto il Castello dei Conti Catani. Il maniero risale al X secolo e oggi è ridotto a qualche rudere malmesso, ma non è difficile figurarsi il fasto del passato, quando ruotavano intorno ad esso personaggi importanti come il famoso Conte Orlando. Il castello stesso è meglio noto come Castello del Conte Orlando, in onore del membro della famiglia Catani che nel 1213 donò a un giovane Francesco d’Assisi il Monte della Verna perché ne facesse un luogo di meditazione e preghiera.

Accanto al castello si incontrano la vecchia podesteria, in cui visse per un periodo Ludovico Buonarroti, padre del noto pittore, e una graziosa chiesa di piccole dimensioni, fondata nel 1338 in onore di San Michele Arcangelo. Fra il maniero e la podesteria si erge una roccia imponente che da qualche tempo a questa parte è stata ribattezzata “Roccia di Adamo”: in effetti la forma di questo masso, così come lo sperone che ospita tutto l’abitato, somigliano molto allo scenario in cui Michelangelo fa adagiare Adamo nel suo celebre dipinto della Creazione, nella romana Cappella Sistina. Probabilmente l’autore trasse ispirazione proprio da questa zona del Casentino.

Allontanandosi un poco dalla vecchia Chiusi si riconoscono due piccoli borghi molto antichi, La Rocca e Vezzano. Incantevoli le loro chiesette, una dedicata a Sant’Agata e corredata di una preziosa campana del 1240, l’altra risalente al XII secolo. Sulla strada che porta a Bibbiena si incontra invece l’abitato di Dama, mentre l’antico castellare di Sarna è a quota 600 metri, a breve distanza dal polo industriale del Corsalone.

Dal punto di vista paesaggistico non si può dimenticare la cosiddetta Valle Santa, un territorio vasto appartenente al comune di Chiusi della Verna, attraversato dal corrente Corsalone e impreziosito da suggestivi giochi d’acqua e meraviglie naturali. Il nome è dovuto alla presenza del Sacro Monte della Verna, che domina la distesa verdeggiante in cui un tempo, in epoca medievale, se ne stavano i castelli dei signori locali. Delle antiche roccaforti si sono perse le tracce, ad eccezione di quella del Monte Fatucchio, di cui rimangono alcune pareti e la cisterna.

Il fascino di Chiusi della Verna risiede anche in questo paesaggio particolare, fitto di alberi spontanei e di un sottobosco quasi impenetrabile, in cui il Monte della Verna si staglia con eleganza insolita, dando vita a uno scenario del tutto inatteso in un territorio come il Casentino. Casolari, fattorie e piccole chiese, talvolta diroccate, rimandano a un tempo lontano in cui i contadini vivevano a stretto contatto con la terra e il bosco, dedicandosi a vecchi mestieri perduti.

Per secoli la gente di Chiusi ha vissuto facendo il carbonaio, il macchiaiolo, il bracino o il tagliatore, sfruttando le risorse offerte dalla foresta, e fino a metà Novecento un’attività tipica era quella della transumanza, che in inverno impegnava le famiglie di pastori a portare le greggi verso la Maremma.
Anche le manifestazioni e le feste popolari riportano in vita tradizioni dal sapore antico, allegro o malinconico. Il 4 di ottobre, ricorrenza della morte di San Francesco, ai frati minori francescani viene rinnovata l’Offerta del Pane e del Vino, ricordando la donazione fatta nel 1214 dal Conte Orlando. Due mesi e mezzo più tardi è la volta dei tradizionali mercatini di Natale in piazza.

Una bella festa paesana anima il centro della frazione Corsalone il giorno di San Giuseppe, mentre la prima domenica di luglio ha luogo, ogni anno, un importante pellegrinaggio verso il vicino Eremo della Casella, situato a 1260 metri d’altitudine, raggiungibile mediante una carrareccia che fende un paesaggio splendido.
Da non perdere, nelle fresche serate estive, le dolci melodie del Festival Internazionale di Musica d’Organo, che si svolge nell’affascinante cornice della Basilica del Santuario.

Per raggiungere Chiusi della Verna ci si può servire del mezzo di trasporto che si preferisce. Chi viaggia in auto deve percorrere l’autostrada A1, uscire ad Arezzo e continuare sulla SR 71 fino a Rassina, quindi imboccare il bivio per Chitignano-Chiusi della Verna. Se si arriva da nord sull’autostrada A1 si esce a Firenze Sud e si prosegue sulla SS70 fino a Biebbiene.
Chi opta per i mezzi pubblici può servirsi, da Arezzo, della ferrovia privata Arezzo-Partovecchio-Stia, scendendo alla stazione di Bibbiena e servendosi da qui dell’autobus; in alternativa, da Firenze, si può prendere l’autobus fino a Bibbiena per poi prenderne un altro fino alla meta.
L’aeroporto di Firenze Amerigo Vespucci è a 105 km di distanza.

Anche l’originale territorio di Chiusi ha un tratto in comune col resto del Casentino: sono le temperature miti del clima toscano, che qui è caratterizzato da estati calde e inverni non troppo rigidi. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno infatti da una minima di 2°C a una massima di 9°C, mentre in luglio si passa dai 18°C ai 30°C. Le precipitazioni, scarse nella stagione estiva, si concentrano tra ottobre e dicembre, quando piove in media per 9 giorni al mese.
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