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Barletta, visita alla cittą della disfida. Cosa vedere e cosa sapere

Barletta, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Barletta s'offre al turismo internazionale in qualità di città ricca, il cui bagaglio culturale si fregia di apici artistici e architettonici tradotti in grandi monumenti medievali e d'epoca moderna che dominano il panorama urbano inserendosi in un contesto pregno di storia e geograficamente pingue di risorse agricole, vedesi le ampie distese di vigneti e uliveti. Entro la provincia di Barletta-Andria-Trani, il comune affacciato sull'Adriatico è un capoluogo prestigioso che in Puglia conta quasi 95.000 abitanti e deve in parte la sua guadagnata fama a due atipici fatti del passato antico: il primo riguarda il passaggio nel 216 a.C. del condottiero cartaginese Annibale, vincitore della battaglia ingaggiata contro i Romani; il secondo riguarda la celeberrima Disfida di Barletta svoltasi il 13 febbraio 1503, che antepose 13 cavalieri italiani guidati da Ettore Fieramosca ad altrettanti cavalieri francesi, questi ultimi infine sconfitti. Compiendo un passo indietro, occorre specificare che la città si ingrandì offrendo rifugio agli abitanti di Canosa inseguiti, intorno al 590 d.C., dal longobardo Autari, poi a quelli di Canne, distrutta nel 1083 da Roberto il Guiscardo. Nel 1228 Federico II vi designò erede dell'Impero il figlio Enrico. Dopo secoli di decadenza, si riprese alla metà del secolo scorso, diventando un importante centro vinicolo, ortofrutticolo e commerciale.

Chi entra in città con l'intenzione di visitarla, rimane piacevolmente sconcertato da quanto realmente c'è da vedere: si rischia difatti di perdersi se non si ha sotto mano una cartina con tutti i principali punti di interesse e sono tanti, talmente tanti da prendere in considerazione l'idea di fermarsi più giorni per riuscire a toccare i luoghi dell'incanto, palazzi, chiese, vestigia storiche e monumentali tracce di un viatico lungo il quale Barletta ha saputo rendersi la grande città ch'è oggi, certo un po' caotica ma altrettanto bella, interessante, a tratti elegante e abbondante di meraviglie. Una di queste è il Colosso, chiamato popolarmente Aré (storpiatura di Eraclio), una statua di bronzo alta 5 metri e 11 centimetri, forse un opera orientale del IV secolo d.C. che raffigura probabilmente Valentiniano I.

In una città così grande e complessa, occorre procedere a una visita ordinata che segua concettualmente un tour ottemperante in primis alla logica costruttiva permeante il tessuto urbano. Come detto, c'è da perdersi ma questo è un bene se si sa quale itinerario seguire. Dapprima ci si inoltri nel fastoso dedalo dei palazzi che ammaliano per la loro particolare espressione di nobiltà e gradevole alterigia, proprie soprattutto di edifici ligi come Palazzo della Marra, specchio fedele dell'architettura pugliese, Palazzo Santacroce e la sua simmetria perfetta, Palazzo de Leone Pandolfelli e Villa Bonelli, un complesso costituito da un ampio salone dele feste, cappella, scuderie e un'area parcale coincidente con uno splendido giardino ellettico, il tutto in posizione extra moenia, termine che indica un'ubicazione desueta fuori le mura, l'antico sistema difensivo cui misero mano Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi. Di tale fortificazione rimangono alcuni resti, la Porta Marina, il bastione del Paraticchio, quello di via Galliano, le mura a mare e il castello. Il nucleo originario castellare venne eretto dai Normanni nell'XI secolo, modificato, espanso e rafforzato dalle dinastie del potere successive, implementazioni che la fecero diventare una delle più importanti roccaforti militari italiane. Al giorno d'oggi è sede della biblioteca comunale, ospita un museo civico, la pinacoteca e il lapidarium custodendo gelosamente il Sarcofago degli Apostoli, reperto primo portavoce della cristianità a Barletta.

Se parliamo di "cristianità", allora parliamo inequivocabilmente di chiese, uno stuolo quasi interminabile dominato dalla benevolenza estetica della Cattedrale di Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche palatine di Puglia in cui convivono armoniosamente la condotta romanica e lo stile gotico, iniziata intorno al 1140, ingrandita nel '300 e soggetta a innumerevoli modifiche che, tuttavia, non l'hanno per fortuna snaturata rispetto alle antiche origini costruttive. L'esterno è contraddistinto da absidi imponenti e un campanile che svetta fiero, mentre all'interno lo spettacolo lo fanno principalmente il pergamo del 1267, lo splendido ciborio romanico, l'ambone, la Cattedra arcivescovile risalente al 1961 (anno della designazione a basilica minore da parte di papa Giovanni XXIII), il Fonte Battesimale, le Acquasantiere e la Madonna della Disfida. Tutte da scoprire sono le successive ancelle ecclesiastiche che arricchiscono il cuore grande di Barletta, la Basilica del Santo Sepolcro, la Chiesa di San Giacomo, la Chiesa di San Gaetano e tantissime altre che attendono di essere esplorate avendo tempo e volontà di ammirarle: sappiate che sono più di trenta, compreso l'Ossario commemorativo dei Caduti slavi, monumento funebre di acre suggestione ove riposano i resti di 1.288 militi montenegrini della Seconda Guerra Mondiale.

Da vedere poi, cambiando genere, la Cantina della Disfida. Ricostruita al pianterreno di un palazzo medievale, rievoca il luogo in cui il capitano francese La Motte accusò i soldati italiani di viltà, con la conseguente Disfida combattuta su un terreno neutro tra Andria e Corato. Ettore Fieramosca fu a capo dei tredici italiani vincitori. Si passi al Museo civico Giuseppe De Nittis. Dedicato al noto pittore che qui nacque nel 1846, comprende circa 170 sue opere (dipinti, disegni, incisioni); la Donazione Gabbiani, con quadri di maestri della Scuola napoletana, e la Donazione Cafiero, ricca di oggetti di antiquariato toscano, armi, ceramiche, ferri battuti, dipinti, strumenti di tortura. Nello stesso Museo, importanti il Monetiere (con “pezzi” che vanno dall'ottavo secolo avanti Cristo ai tempi recenti) e la Sala archeologica, con ceramiche canosine e italiote e reperti locali.

Infine, non ci si dimentichi di ammirare il Porto. Ha uno specchio d'acqua di oltre sessanta ettari e due moli lunghi oltre un chilometro. Ha un movimento mercantile molto intenso, specie di materie prime per le diverse industrie. Nei dintorni cittadini c'è un altro mondo da visitare, ad esempio Canne della Battaglia, dove Annibale sconfisse i Romani nel 216 a.C. Nella zona archeologica l'Antiquarium, resti della cittadella, del villaggio apulo, di ville-fattorie romane e il Santuario della Madonna dello Sterpeto, sulla strada verso Trani.

Barletta è ben consapevole dell'attrazione che esercita negli avventori, ma non si accontenta di stupirli, vuole anche coinvolgerli e catapultarli in una dimensione nuova ove fioccano eventi commemorativi e manifestazioni che hanno lo spiccato gusto per la rievocazione, ad esempio quella della Disfida di Barletta. Con cortei in costume e feste spettacolari, l'ultima domenica di luglio viene ripetuto il celebre combattimento. La Grande sagra dei prodotti locali all'aperto, in cui trionfano orecchiette e speciali braciolette insieme ad altre eccezionali prelibatezze, ha luogo in agosto ad anni alterni. Ecco poi la Mostra dell'artigianato locale e regionale in via Nazaret a settembre, la Mostra del piccolo formato dedicata a De Nittis aperta a tutti i pittori in estate alla Galleria del Teatro Curci. A luglio spazio alla Festa della Madonna con processione e luminarie.

Sono tutte allettanti occasioni per degustare il tesoro gastronomico di queste terre, formaggi, salumi, pasta di produzione locale, l'ottima ortaglia e la frutta di stagione, olio, vini regionali e locali come il Rosso Barletta, infine i dolci della tradizione, le cartellate imbevute nel vino cotto e ricoperte di miele.

Importante specificare quale nota finale che Barletta ha dato i natali a un orgoglio sportivo dell'intera nazione, il velocista Pietro Mennea, conosciuto come Freccia del Sud, pluricampione olimpico primatista mondiale nei 200 metri piani dal 1979 al 1996

Come arrivare

Barletta si trova nel punto in cui si intersecano l'Autostrada A14 Bologna-Taranto e l'Autostrada A16 Napoli-Canosa; la stazione di Barletta si trova lungo la linea Adriatica ed è attraversata dalle ferrovie Bari-Barletta e Barletta-Spinazzola; la città è ben servita da autobus di linea urbana ed extraurbana, gestite rispettivamente dalle Autolinee Scoppio e dalla STP; l'aeroporto più vicino è quello di Bari.

Foto cortesia: Comune di Barletta

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