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Barletta, visita alla cittą della disfida. Cosa vedere e cosa sapere

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Dominata da grandi monumenti medievali e cinquecenteschi, famosa per la Disfida del 13 febbraio 1503, la città sarebbe di origine apula. Si ingrandì offrendo rifugio agli abitanti di Canosa inseguiti, intorno al 590, dal longobardo Autari; e poi a quelli di Canne, distrutta nel 1083 da Roberto il Guiscardo. Nel 1228 Federico II vi designò erede dell'Impero il figlio Enrico. Dopo secoli di decadenza, si riprese alla metà del secolo scorso, diventando un importante centro vinicolo, ortofrutticolo, commerciale.

Da vedere:
Il Colosso. Chiamato popolarmente Aré (storpiatura di Eraclio), è una statua di bronzo alta 5 metri e 11 centimetri, è forse opera orientale del IV secolo d.C. e raffigura probabilmente Valentiniano I.
La Cattedrale di Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche palatine di Puglia, iniziata intorno al 1140, ingrandita nel 1300. Nell'interno: pergamo del 1267, ciborio romanico, la Madonna della Disfida.
Il Castello. Costruito dagli Svevi, nel 1259 fu reggia di Manfredi, nel 1532-’37 vi sono aggiunti i quattro possenti bastioni angolari divenendo così una delle più importanti roccaforti militari italiane.
Il Porto. Ha uno specchio d'acqua di oltre sessanta ettari e due moli lunghi oltre un chilometro. Ha un movimento mercantile molto intenso, specie di materie prime per le diverse industrie.
Il Palazzo della Marra, quattro-cinquecentesco, con grande portale e loggiato decorato.

Da visitare:
La Cantina della Disfida. Ricostruita al pianterreno di un palazzo medievale, rievoca il luogo in cui il capitano francese La Motte accusò i soldati italiani di viltà, con la conseguente Disfida combattuta su un terreno neutro tra Andria e Corato. Ettore Fieramosca fu a capo dei tredici italiani vincitori.
Museo civico Giuseppe De Nittis. Dedicato al noto pittore che qui nacque nel 1846, comprende circa 170 sue opere (dipinti, disegni, incisioni); la Donazione Gabbiani, con quadri di maestri della Scuola napoletana, e la Donazione Cafiero, ricca di oggetti di antiquariato toscano, armi, ceramiche, ferri battuti, dipinti, strumenti di tortura.
... Pagina 2/2 ...Nello stesso Museo, importanti il Monetiere (con “pezzi” che vanno dall'ottavo secolo avanti Cristo ai tempi recenti) e la Sala archeologica, con ceramiche canosine e italiote e reperti locali.

Eventi e manifestazioni:
La Disfida di Barletta. Con cortei in costume e feste spettacolari viene ripetuto il celebre combattimento. Ultima domenica di luglio, ma non tutti gli anni. Nell'occasione c'è un “annullo” postale speciale. Grande sagra dei prodotti locali all'aperto, in cui trionfano orecchiette e speciali braciolette. In agosto, ad anni alterni. Mostra dell'artigianato locale e regionale in via Nazaret. Ogni anno in settembre. Mostra del piccolo formato dedicata a De Nittis aperta a tutti i pittori. In estate, nella Galleria del Teatro Curci. Festa della Madonna con processione e luminarie. In luglio.

Prodotti tipici: Formaggi, salumi, paste di produzione locale, l'ottima ortaglia e la frutta di stagione, olio. I vini: quelli regionali e locali, in particolare il Rosso Barletta e il Rosso Barletta invecchiato. Dolci. Le “cartellate”: dolci di pasta sottile in forma di rosa, imbevuti di vino cotto e ricoperti di miele.

Da visitare nei dintorni:
Canne della Battaglia, dove Annibale sconfisse i Romani nel 216 a.C. Nella zona archeologica: l'Antiquarium, resti della cittadella, del villaggio apulo e di ville-fattorie romane. La battaglia di Canne, una delle maggiori dell'antichità, è famosa perché Annibale eseguì la manovra tattica del doppio aggiramento sui fianchi dell'esercito avversario annientando non meno di 25.000 Romani (50.000 secondo altri calcoli), tra cui lo stesso console Emilio Paolo e facendone prigionieri altri 10.000. Il condottiero cartaginese, perdute soltanto poche migliaia di uomini, in seguito a questa brillante vittoria rimase padrone dell'Italia meridionale. La zona di Canne per la sua importanza strategica fu poi teatro di altre battaglie: gli Italici insorti sconfitti dal pretore romano Cosconio (89 a.C.); Longobardi contro Saraceni (871); Bizantini vittoriosi sui Normanni (1018). Santuario della Madonna dello Sterpeto, sulla strada verso Trani. Tra le altre opere una Madonna su tavole del XIII secolo. Foto cortesia: Comune di Barletta


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