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Grottaglie (Puglia): il museo della Ceramica e la visita alla cittą

Grottaglie, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Popolosa cittadina della provincia di Taranto in Puglia, la splendida Grottaglie ha compiuto passi da gigante nel suo personalissimo percorso di affermazione, ritagliandosi particolari palcoscenici che le hanno fatto guadagnare nel tempo soprannomi identitari autentici, su tutti quello di "Città delle Ceramiche" cui segue quello di "Città dell’uva".

Origine del nome e storia

La miglior denominazione atta a descriverne le caratteristiche fisiche resiste da centinaia d’anni: la "Città dalle molte grotte" sorge su un territorio dallo spirito aspramente selvaggio eppur bellissimo, definito dalla presenza sregolata delle murge e delle gravine formanti canyon vertiginosi e, appunto, grotte.

Il paese, non più tanto tale in virtù di oltre 32.000 abitanti che lo rendono a tutti gli effetti un nucleo urbano esteso e frequentatissimo, era originariamente un casale rupestre creato dai residenti in fuga della cittadella fortificata di Rudiae, investita dalle orde barbariche. Bizantini e Normanni diedero progressiva solidità al centro appena formato, lo dotarono di mura entro le quali, purtroppo, non seppero coesistere le due più influenti amministrazioni, cioè gli Arcivescovi di Taranto e i feudatari di matrice laica. La litigiosa convivenza perdurò fino al 1806, l’anno dell’abolizione del regime feudale, sicché un’ulteriore piaga s’abbatté su Grottaglie e fu quella del brigantaggio promulgato da Ciro Annichiarico. Superati i momenti più difficili, la realtà comunale acquisì una propria autonomia, stabilità economica e organizzazione politica. A guadagnarne oggi è il blasone turistico che ha reso questo “grande paese” una meta interessantissima del Salento settentrionale.

Cosa vedere a Grottaglie

Il centro storico è come “germogliato”, facendo docilmente da culla a edifici che hanno saputo accrescere nei secoli il proprio valore architettonico assiepandosi in una bomboniera urbana, uno scrigno che a fatica riesce a contenere un tesoro ambito da chi ama l’arte, la sua azione sul reticolato viario, la sua influenza sull’evoluzione cittadina. La Puglia possiede numerose cave d’argilla rossa e per questo motivo la produzione di ceramica risulta estremamente fiorente: in tal senso la sua punta di diamante prediletta è Grottaglie con il suo peculiare Quartiere dei ceramisti che operano sfruttando ampi ambienti ipogei scavati nella roccia, nei quali trovano posto laboratori e forni di cottura per creare e confezionare manufatti artigianali semplicemente straordinari.

L’anima di Grottaglie può dirsi fatta di ceramica e i suoi tasselli più risonanti corrispondono ai cosiddetti Bianchi di Grottaglie, pezzi unici che raggiungono purezza attraverso l’utilizzo esclusivo dello smalto bianco stannifero. La tecnica viaggia in parallelo con la produzione copiosa dei capasoni, contenitori in ceramica rustica preposti a contenere vino, e dei pumi. Grottaglie è iscritta nel prestigioso elenco delle 28 città della ceramica italiana e inoltre risulta il solo centro ceramico pugliese a marchio DOC.

Il Museo della Ceramica

Chi desidera saperne di più ha a disposizione il Museo della Ceramica, ubicato all’interno del Castello Episcopio, simbolo del potere esercitato al tempo dai vescovi tarantini. Il fortilizio è sopravvissuto con la sua torre interna a quattro piani separati di oltre 28 metri d’altezza e le aree verdi che lo circondano, ovvero il Giardino mediterraneo e il Giardino Giacomo d’Atri.

L’esposizione museale sfrutta gli ambienti anticamente adibiti a stalle, mettendo in risalto oltre 400 esemplari creati dall’VIII secolo a oggi e divisi in cinque sezioni, vale a dire ceramica tradizionale d’uso, archeologica, maioliche, ceramica contemporanea e presepi. Esistono peraltro una Mostra della Ceramica organizzata in loco nel mese di agosto e la favolosa Mostra presepiale (con pezzi ovviamente in ceramica) che inaugura a dicembre il periodo natalizio.

L’apparato ecclesiale sfoggia edifici illustri, primo fra questi il Convento di San Francesco da Paola insieme alla sua Chiesa della Madonna delle Grazie, entrambi cinquecenteschi. Si tratta di ricostruzioni in stile barocco che annoverano perle decorative eccezionali, un bel portale lunettato in pietra locale, un chiostro attorniato da un porticato a venti arcate a tutto sesto su colonne doriche e ben 32 lunette affrescate che descrivono Scene di vita di San Francesco da Paola. Il presbiterio della chiesa possiede un pavimento maiolicato realizzato nel Settecento dal maestro ceramista Ciro La Pesa.

Al 1832 risale la Chiesa di San Francesco De Geronimo, dotata di pianta a croce greca, tre navate che suddividono l’interno e molteplici dipinti fra i quali spiccano il Martirio di San Bartolomeo di Cesare Fracanzano e il Miracolo delle Rose di Ciro Fanigliuolo, posto nella Cappella di San Giuseppe. Le sacre spoglie del Santo Titolare si trovano contenute nell’urna bronzea rifinita da Vincenzo Catello di Napoli, ubicata a sua volta alla sinistra dell’altare maggiore. Una scala conduce alla Casa di San Francesco De Geronimo.

Si rimane attoniti al cospetto della trecentesca romanica Chiesa Madre, intitolata a Maria Santissima Annunziata e progettata dall’architetto Domenico di Martina. La facciata offre un bel vedere regalando gioielli decorativi come i bassorilievi del Cristo in trono, dell’Arcangelo Gabriele e della Vergine, e all’interno l’altorilievo rinascimentale dell’Annunciazione, il dipinto della Madonna del Rosario attribuito a De Matteis e un ampio rivestimento in mattonelle maioliche policrome. Attraversando una scalinata in ferro si accede alla Chiesa rupestre di Santa Maria della Grotta.

La Chiesa del Carmine risulta probabilmente ascrivibile all’inizio del Cinquecento e anche in questo caso gli elementi di pregio abbondano, la tela della Madonna del Carmine con Santi, la Cappella di San Michele Arcangelo e al suo interno lo stupefacente Presepe in pietra policroma realizzato con arte fina da Stefano da Putignano. Da non dimenticare, in ultima analisi, la Madonna col Bambino che appare a Sant’Andrea Avellino, dipinta nel XVII secolo. Ricolmo di meraviglie è il Santuario della Madonna di Mutata, che mostra agli avventori in primis la nicchia frontale con la statua della Vergine Mutata. Una volta entrati, i turisti possono di rimando ammirare le tele seicentesche raffiguranti Gesù legato alla colonna e Gesù con la canna tra le braccia, e poi un Crocifisso incastonato in un armadio intagliato, l’organo ligneo e la statua di pietra calcarea di San Giuseppe. Anche in questo caso non può mancare un pavimento maiolicato, datato XVII secolo.

Eventi, sagre e manifestazioni

Oltre alla partecipata Festa patronale di San Ciro, a Grottaglie si celebra in grande stile il Natale, cui si rende onore con la storica Mostra del Presepe, rassegna nata nel 1980 e allestita all’interno del Museo della Ceramica presso il Castello Episcopio. Da aggiungere a questi importanti eventi anche l’annuale edizione de Il paese di Babbo Natale, Grottaglie in Fiera, il Grotta Music Fest e il tradizionale Presepe Vivente.

Come arrivare a Grottaglie

A Grottaglie si arriva tramite la SS 7 Via Appia; nella cittadina è presente la stazione ferroviaria; i principali aeroporti di riferimento sono quelli di Brindisi e Bari.

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