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Lotzorai (Sardegna), vacanza sulla costa dell'Ogliastra

Lotzorai, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Le montagne disposte ad anfiteatro sembrano ammirare uno spettacolo affascinante, raccolte a semicerchio intorno ad un punto della costa orientale sarda. A meritare l’abbraccio del massiccio del Gennargentu è la zona dell’Ogliastra, agghindata da gioielli preziosi come il comune di Lotzorai. Incastonato tra i corsi di due fiumi, il Pramaera e il Rio Girasole, Lotzorai è un borgo marittimo dal sapore schietto e genuino, avvolto dal paesaggio mediterraneo, lambito da un mare favoloso e arricchito da qualche testimonianza storica interessante.

Sono poco più di 2000 gli abitanti che popolano il paese, distribuiti sul litorale sardo a poche centinaia di metri dal mare, in un territorio stretto e allungato che comprende un lembo di campagna e qualche collina morbida, adagiata tra la montagna e la costa lucente. A colorare il paesaggio tutt’intorno a Lotzorai ci sono gli accesi oleandri, che illuminano il verde di esplosioni rosa e bianche, e le fronde rigogliose di lecci, querce, carrube e sughere.

È questo lo scenario in cui trova spazio un borgo semplice e ospitale, con un centro storico suggestivo raccolto intorno alla chiesetta di Sant’Elena, in una zona leggermente più elevata rispetto al resto del paese, chiamata dai suoi abitanti “Cuccuruddu”. Dal cuore rialzato di Lotzorai si raggiunge facilmente il mare, camminando lungo la storica Via Dante, oppure ci si può arrampicare sino alla zona collinare di “Sa Serra”, ricamata di vigneti e uliveti. Passeggiare per il centro significa ammirare panorami suggestivi, ma anche scoprire qualche architettura di grande pregio: la parrocchia di Sant’Elena risale all’inizio dell’Ottocento, mentre nel quartiere Donigala sorge la chiesa di Santa Barbara, di epoca più recente.

Ad incorniciare il tutto ci sono i rilievi del Gennargentu, che oltre alla visuale fantastica garantiscono un clima piacevole, schermando Lotzorai dai venti più violenti e trattenendo altrove le nuvole cariche di pioggia. Il risultato è un clima mediterraneo idilliaco, caratterizzato da estati calde e inverni miti, con una primavera e un autunno dolci e gradevoli: le temperature medie di gennaio, il mese più caldo, vanno da una minima di 8°C a una massima di 14°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 21°C ai 29°C. Le precipitazioni sono una presenza timida, che in estate non osa turbare la bellezza delle giornate di sole, e soltanto tra ottobre e dicembre ci sono acquazzoni più frequenti, per una media di 71-73 mm di pioggia mensili.

Grazie a queste condizioni paradisiache Lotzorai regala vacanze balneari fantastiche, ambientate in un paesaggio incontaminato, perfetto per chi cerca relax, avventura e pace in un’unica località. Gli stabilimenti balneari veri e propri, magari caotici e chiassosi, non esistono in questa zona della Sardegna centro-orientale, benché non manchi la possibilità di noleggiare un lettino e un ombrellone, o di fare una doccia rinfrescante nella pineta. A prevalere è però l’atmosfera selvaggia, che conserva tutto il suo fascino anche nelle spiagge più frequentate, come quella di Is Orrosas (ovvero Lido delle Rose) e quella di Tancau. Arenili più tranquilli sono quelli di Iscrixedda, con l’omonimo campeggio, di Girasole che arriva a toccare il limitrofo porto di Arbatax, e infine di Pollu, frequentata dai turisti del vicino campeggio ma anche dai pescatori locali e da chi ama il silenzio.

Chi non si accontenta delle spiagge sulla terraferma e ha voglia di avventura può raggiungere l’Isolotto d’Ogliastra, uno scoglio immerso tra i flutti limpidi del Tirreno, in un tratto di mare compreso tra Arbatax e Santa Maria Navarrese, proprio di fronte alla costa di Lotzorai. È un ottimo approdo per crogiolarsi al sole e tuffarsi tra le onde, alla scoperta di fondali coloratissimi e ricchi, oppure per esplorare una zona incontaminata e osservare tante specie di uccelli marini. I ganci di ferro incastonati tra gli scogli, e una piccola costruzione di pietre al centro dello scoglio, dimostrano che la piccola isola serviva un tempo come riparo di emergenza alle navi in pericolo, quando venivano sorprese dal mare in tempesta.

Anche sulla terraferma, nel tratto costiero di Lotzorai e sui fondali, si trovano numerosi reperti archeologici interessanti, preziosi testimoni della storia locale. Oltre alle opere di età nuragica non è raro imbattersi, sui fondali rocciosi, in qualche relitto antico che riaffiora dopo le mareggiate. Ma il testimone più importante del passato di Lotzorai è il Castello medievale “Medusa”, un avamposto militare eretto su un colle con lo scopo di vegliare sul porto vicino.

Da vedere anche le Domus de Janas, ovvero le “case delle fate”, vecchie tombe collettive scavate nella pietra, con una struttura simile a piccole abitazioni. Situate a pochi chilometri dal centro, lungo la strada provinciale che conduce a Talana e Urzulei, le tombe sono state valorizzate con grande cura e oggi esistono veri e propri percorsi segnalati per visitarle e esplorarne l’interno. Testimonianze antiche dal sapore ben diverso, ma altrettanto importante, sono le manifestazioni e le celebrazioni popolari che vengono tuttora organizzate in paese, intrise di tradizione e portatrici di divertimento. Tra gli appuntamenti più attesi ci sono le feste a carattere devozionale, come la festa di San Cristoforo che si svolge la prima domenica di agosto o la festa di Sant’Elena che si tiene il 30 di agosto, che comprendono funzioni religiose ma anche momenti goliardici e banchetti gustosi.

Per raggiungere Lotzorai ci sono diverse possibilità. Se si decide di viaggiare via mare si può sbarcare al porto di Arbatax, a pochi chilometri dalla meta, raggiungibile coi traghetti della compagnia Tirrenia dai porti di Genova o Civitavecchia, oppure con i traghetti veloci che lo collegano a Piombino e Civitavecchia.

In alternativa si può approdare ai porti di Olbia e Porto Torres, coi traghetti della Moby Lines, della Sardinia Ferries o della Grimaldi, per poi continuare in auto fino a destinazione: da Olbia si prende la SS 125 seguendo le indicazioni per Nuoro, Tortolì e Lanusei; da Porto Torres invece si imbocca la SS 131 in direzione Cagliari e dopo circa 90 km si prende la bretella verso Nuoro, seguendo le indicazioni per Tortolì e Lanusei. Chi sceglie invece l’aereo può atterrare a Olbia, Cagliari o Alghero, serviti dalle maggiori compagnie aeree mondiali, anche low cost, e collegati efficientemente con varie città europee.
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 Pubblicato da - 07 Aprile 2010 - © Riproduzione vietata

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