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Stintino (Sardegna) cosa vedere tra le spiagge e l'Asinara

Stintino, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Quando arriverete alla Spiaggia della Pelosa - con un intreccio di tonalità che virano dal verde al turchese, passando a un azzurro intenso che prelude al blu cobalto delle acque al largo, il tutto magnificamente incorniciato dal bianco della striscia sabbiosa e dalla liquida superficie che riflette le sfumature della volta celeste - vi sentirete in un altro mondo, al pari dei viaggiatori dei Caraibi e della Polinesia. Un coacervo voluttuoso di placide atmosfere vi farà provare l'emozione di chi si trova davanti alla cristallinità di un atollo, e invece siete in Sardegna, più precisamente nella parte nord occidentale dell'isola, dove sorge l’ameno paese marittimo di Stintino che dà il nome all’omonima penisola.

La spiaggia della Pelosa (sorella maggiore della più minuta Pelosetta, anch’essa estremamente interessante dal punto di vista morfologico) è lo splendido segmento di una costa variegata, una lingua di sabbia candida e finissima conosciuta in tutta Europa (è al 19° posto nella classifica delle spiagge più belle del Vecchio Continente, 2a fra quelle dello Stivale) per le caratteristiche uniche del proprio paradisiaco tessuto. Sullo sfondo la torre che dà il nome al lido, la Torre della Pelosa, una costruzione di classico stile aragonese (risalente al 1578) che infonde un tocco d’eleganza al paesaggio. La torre fu costruita nel XVI secolo a difesa delle coste e si trova su un isolotto quasi collegato alla terraferma, che protende il lungimirante sguardo sull’isola dell’Asinara, dove il connubio fra substrato marino e macchia mediterranea mette in scena uno spettacolo naturalistico di assoluta benevolenza. Altri lidi di eccezionale suggestione sono la Spiaggia delle Saline, Punta Negra ed Ezzi Mannu.

Località di poco più di 1.600 abitanti in provincia di Sassari, Stintino è la perla della Nurra, inscritta quest’ultima nello straordinario comprensorio del Parco Nazionale dell’Asinara. Adagiato su un lembo di terra in posizione mediana fra i “due mari” (Mare di Fuori con la sua varietà costiera che contempla Capo Falcone, Cala del Vapore e Valle della Luna, Mare di Dentro con Punta Negra e Le Saline), il borgo prese vita nel 1885 come costola di Camogli: ca. 45 famiglie provenienti dalla Liguria improntarono un piccolo nucleo animato dall’operosità di pescatori dediti al lavoro e all’estrazione delle copiose risorse ittiche. All’epoca dell’Unità d’Italia esistevano un lazzaretto e una colonia penale che inizialmente risultavano piuttosto invisi alla sparuta popolazione, finché la vita autoctona non prese il sopravvento aspettando che la fiamma autoritaria del governo si esaurisse a poco a poco.

L’assetto comunale affiorò nel 1988, sicché sbocciò finalmente l’anima libera che seppe dare un senso vivo alla sussistenza di Stintino, costituito dal Porto Vecchio e dal Porto Nuovo, ove si possono ammirare ormeggiate i peculiari gozzi in legno a vela latina impegnati ogni anno dal 1983 in una regata scenografica in grado di coinvolgere tutti, ovverosia la Regata della Vela Latina che si svolge l’ultima settimana di agosto. Buona parte della storia stintinese è stata permeata dalla fortunatissima pesca al tonno con relativa lavorazione di un prodotto del mare assai consumato e prelibatissimo. Il Museo delle Tonnare presso l’ex tonnara Saline è un valido modo di ripercorrere l’intera filiera carpendo segreti e miracoli di un’attività cardine dell’economia locale. I ristoranti di Stintino, comunque, trattano molteplici tipologie di pesce offrendo ai turisti opzioni di tutto rispetto e ricette indubbiamente da provare, dal polpo alla stintinese (è il piatto tipico cui è dedicato uno speciale palcoscenico a luglio, cioè la Sagra del Polpo alla stintinese) alla zuppa d’aragosta, dall’insalata di mare alla celeberrima bottarga di tonno.

Stintino è sotto i riflettori turistici almeno dai primi anni ’60, un periodo che vide il sorgere di hotel, case vacanze, dimore di villeggiatura tanto che si parlò di una piccola Costa Smeralda. Oggi non ha perso nulla del proprio fascino, anzi ha preferito moderare la ricettività a vantaggio del suo mantenersi cenerentola incontaminata, un po’ selvaggia, fondamentalmente generosa, di sensazionale iridescenza. A testimonianza di questa innata semplicità vi è il centro storico fatto di graziosi vicoli e stradine, casupole dai colori sfumati, salite e discese acciottolate. A nobilitare l’area urbana ecco la Parrocchiale dell’Immacolata Concezione, chiesa di antica fondazione che custodisce fra le opere d’arte due statue raffiguranti rispettivamente l’Immacolata e la Madonna della Difesa, protagonista della Festa Patronale che si tiene l’8 settembre con l’emozionante processione sul mare.

Come arrivare

Si può arrivare alla località tramite nave con sbarco a Porto Torres, lontano soltanto 30 km dal paese, oppure facendo scalo all’aeroporto di Alghero, distante ca. 40 km.
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