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Sedilo (Sardegna): la S'Ardia e la visita alla cittadina

Sedilo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Sedilo è un paese di poco oltre i 2.000 abitanti che si inserisce nel contesto territoriale del Guilcer entro la provincia di Oristano.

La S'Ardia

In tutta la Sardegna è conosciuto principalmente per gli eventi folcloristici che sanno catturare l’animosità della popolazione, in primis la giostra equestre comprensiva del rito di S’Ardia: si svolge così a luglio una spettacolare competizione a cavallo verso Santu Antinu, con centinaia di cavalieri chiamati a rievocare la celebre battaglia di Ponte Milvio datata 312 d.C. e vinta da Costantino a seguito – così dice la leggenda – dell’apparizione di una croce cristiana.

Inquadramento Geografico

L’area, percorsa dal fiume Tirso, spazia fra diversi litotipi, cagion per cui Sedilo beneficia di un hinterland dove imperversano vulcaniti, arenarie di vario tipo e basalti, e tutto questo investito dalla folta macchia mediterranea che non patisce il caldo secco dell’isola spargendo ovunque boschi di querce, sughere, mirti e roverelle.

Sedilo è l’attrazione della zona: scenograficamente si mostra impeccabile sfruttando un paesaggio presieduto dall’altopiano di Abbasanta e la splendida vista sul lago Omodeo che riverbera sul millenario borgo il cui carattere agropastorale si riflette nella semplicità del suo centro storico infittito di case in pietra alquanto minimali. Il dolce anfratto lacustre è spesso meta di chi compie escursioni a piedi, in bicicletta e persino a cavallo, e c’è chi non si limita ad esplorarne le sponde preferendo solcarlo letteralmente a bordo di imbarcazioni come la canoa. I volubili dell’acqua in cerca di altro possono accedere al Parco archeologico di Iloi, che raccoglie il cuore preistorico dell’oristanese, nuraghi, arcaici villaggi e tombe dei giganti.

A tutto ciò s’aggiunga la somma importanza della necropoli di Ispiluncas, che si compone di 33 domus de janas. Moltissimi reperti sono ascrivibili all’età del Bronzo, altri all’epoca romana. Proprio ai Romani si deve l’inizio e l’avvio del lungo processo di colonizzazione nell’isola, che gli Aragonesi organizzarono poi in lotti di terra e feudi, tra i quali emerse anche Sedilo fino all’abolizione del regime nel 1836.

Cosa vedere e cosa fare a Sedilo

Ben prima erano sorti in loco monumenti simbolo dello sviluppo popolare, e fra di essi il Santuario di Costantino, medievale ma la cui ricostruzione risale al ‘600, condotta secondo lo stile gotico-catalano. All’interno è molto particolare poiché presenta alcune pregevoli sculture nuragiche ma anche arredi di pregio, arazzi, quadri e accessori liturgici in argento. La sua struttura ricalca i classici impianti campestri: il presbiterio si fregia di una peculiare pianta quadrangolare con volta a crociera, l’ambiente intestino possiede tre navate con pilastri e archi a tutto sesto nonché coperture a botte. Da notare esternamente il piccolo ed essenziale campanile a vela. Altro edificio ecclesiastico che pretende attenzione è la Parrocchiale di San Giovanni Battista, chiesa settecentesca in grado di coniugare le concezioni architettoniche di Sant’Antonio Abate e San Basilio, il santo cui è dedicata il 1° settembre la partecipata Festa in suo onore con la Corsa degli Asinelli.

La Festa di San Costantino Imperatore è a luglio, Sant’Antonio Abate si ricorda a gennaio, maggio è il mese di Sant’Isidoro con tanto di processione, corteo di carri e strascico etnografico.

Non smarriamoci, perché finiti i luoghi di culto ci sono da vedere (e naturalmente visitare) il Museo dell’Ardia focalizzato sulla tradizione che la manifestazione equestre omonima si porta dietro, il Museo del Territorio e il Museo di San Costantino che prende corpo nelle tipicissime muristenes, ovvero le case anticamente utilizzate dai pellegrini in cerca di rifugio nel corso delle loro peregrinazioni.

Come arrivare

Le strade per arrivare a Sedilo sono molteplici, ma si consiglia per un viaggio più sicuro la percorrenza della SS 131 che fa da collegamento fra Abbasanta e Olbia, dove è presente il porto navale a cui si approda quando si giunge da altre regioni d’Italia; più che il treno, sono gli autobus a compiere le tratte maggiori, così ne partono da Oristano, Olbia, Porto Torres e Cagliari.

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