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Chiauci (Molise): visita al borgo della provincia di Isernia

Chiauci, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Cos’ha da offrire un paesello di appena 225 abitanti incastonato nell’area che circonda Isernia? Semplice, un estratto di anima del Molise racchiuso nella fresca morbidezza di boschi e lievi pianure irrorati di docile bellezza e una tranquillità che si può toccare per quanto essa concreta sia. Fin dalle sue origini maturate in epoca normanna, il borgo di Chiauci ha sempre potuto beneficiare dell’acqua, copiosa, abbondante, presente in oltre 40 sorgenti, nel corso del fiume Trigno e nella vastità dell’acquedotto molisano con tanto di diga. Il paesaggio basa la sua spettacolarità sul concetto vivo di biodiversità, una caratteristica che l’hinterland di uno dei Borghi Autentici d’Italia possiede fino al midollo.

Storia ed origine del nome

Discendente dall’antica Clavicia, la località ha dovuto sottostare al decorrere della feudalità ma non ha subito grossi sconvolgimenti, è divenuto autonomo nel 1811 e oggi il suo permanere nucleo tipicamente di stampo medievale (un tempo dotato di fortificazione) attira costantemente visitatori. È perciò il turismo, insieme ad agricoltura e pastorizia, un fondo cui attingere per preservare un’economia conservatrice, attenta al territorio e lungi dall’essere ingorda.

Cosa vedere a Chiauci

Chiauci si mostra con sincerità all’avventore palesando i suoi tesori gradevoli agli occhi voraci di cultura ed estetica architettonica. Il centro storico – piacevolissimo coacervo di stradine, vicoli e vicoletti costeggianti case in pietra - fa sfoggio del timido ma imponente Palazzo Baronale dei Gambadoro, elemento costruttivo che domina letteralmente l’abitato ergendosi con la sua Torre dell’Orologio a pianta quadrata oltre la skyline.

Memoria storica e calore sociale si concatenano e fondono allo stesso tempo trovando testimoni del loro armonico e imperturbabile balletto cinto, la Chiesa di San Giovanni Evangelista (conserva una tela raffigurante San Giorgio che uccide il drago, una statua che ritrae San Michele Arcangelo che tiene sotto i suoi piedi una creatura mostruosa e una Crocifissione di Cristo) che confina insieme all’annessa torre campanaria con il succitato palazzo, oppure la Chiesa di San Sebastiano, da vedere poiché al suo interno è gelosamente custodita una vera chicca sacra, vale a dire la copia fedele a grandezza naturale della Sindone, protetta quest’ultima nel grembo del Duomo di Torino.

La Chiesa di Sant’Onofrio è più marginale, posizionandosi a ca. 3 km dal centro e immersa fra i boschi dove confeziona un angolo veramente paradisiaco prediletto da molti paesani soprattutto in estate, quando si è in cerca di frescura e un bel posto in cui sostare.

Prodotti tipici

Chiauci mantiene saldo il proprio pingue bagaglio culturale in cui è inclusa l’antica arte della cucina povera: oggi i piatti che ne derivano sono straordinariamente buoni, gustosi e proteici, vedesi la tipica polenta chiaucese a base di farina di granturco e patate (condita spesso con salsiccia secca, maiale, pomodoro e pecorino), la pizza di grandigne, lo squattone e il ch’coccia e patan’p’stiat, saporitissima crema di patate e zucca accostata a pancetta rosolata e formaggio, la quale rappresenta una pietanza facente parte dei beni immateriali della rete italiana di cultura popolare.

Eventi. sagre e manifestazioni

La crema viene servita in occasione della Festa di San Martino l’11 novembre, un evento fra i tanti che si organizzano qui. Da citare quindi le feste di San Giorgio e Sant’Onofrio rispettivamente il 23 aprile e l’11 giugno, e poi la Festa del pane di Sant’Antonio il 13 giugno e il Cap’danniar il 31 dicembre: in quest’ultimo giorno dell’anno la pittoresca figura folcloristica passa di casa in casa eseguendo il canto augurale della Maitunate.

Natura e parchi

Non solo tradizione, comunque, ma anche il culto del vivere all’aria aperta è parte integrante della società chiaucese: nei dintorni la natura, come detto, è rigogliosa e generosa con quanti intendono fare escursioni o praticare sport, solcare i sentieri a piedi o in mountain bike.

Da visitare la grande Diga sul fiume Trigno, inaugurata nel 2011che crea un grande lago in un territorio che ha grande necessità di risorse idriche stabili nel tempo.

Da rilevare poi l’importante presenza del bellissimo e appassionante Cerris Park, il primo attrezzatissimo parco avventura sorto nell’area dell’Alto Molise, esattamente ubicato nel Bosco di Sant’Onofrio, un divertimento per tutta la famiglia.

Come arrivare a Chiauci

Il paese è raggiungibile sia percorrendo l’Autostrada A1 MilanoNapoli sia attraverso la A14 BolognaBari con lo svincolo della SS 650; la stazione ferroviaria più vicina è ad appena 5 km dal borgo e si trova a Pescolanciano sulla linea Sulmona – Isernia; gli aeroporti di Napoli e Pescara sono i più vicini.

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