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Sulmona, viaggio nella patria dei confetti

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Umbria, Sulmona. Sorge a 403 metri d'altezza nella conca omonima dell'entroterra abruzzese al cui orizzonte si affacciano le cime montuose più belle, elevate dell'Appennino Centrale: Gran Sasso, Sirente, Genzana, Maiella, Morrone. La pastorizia transeunte risulta qui praticata ancora all'epoca del primitivo nucleo italico, che ha il nome di Sulmo. Sotto Roma acquista importanza con Cesare, e in seguito promossa municipio, arricchita con templi, acquedotti, terme. In epoca medievale viene prediletta da Federico II per l'aiuto dato contro il papa; coinvolta in lotte esterne con Pescocostanzo e con L'Aquila, parteggia per Carlo d'Angiò contro gli svevi, quindi per Ladislao, per Giovanna II, e più tardi per Alfonso d'Aragona. Residenza preferita da Carlo di Durazzo e dotata di zecca (sino al 1528), ceduta dall'imperatore Carlo V a Cado di Lanoy, passa poi ai Conca e ai Borghese. Ricca di monumenti benché sconvolta da terribili terremoti nel 1445, nel 1675 e nel 1706, è stata centro fiorente d'arte tipografica fin dal Cinquecento e prima ancora d'oreficeria, nel Trecento e Quattrocento, con Nicola di Tommaso operoso anche in Avignone, con Ciccarello di Francesco e Masello Cinelli, con Piczulo. Nello stemma ha le iniziali S.M.P.E. da un verso del suo figlio più illustre, Ovidio: Sul ma mihi patria est, Sulmona mi è patria. Il poeta, fiorente a Roma nella grande stagione di Virgilio e Orazio, colpevole di aver rivelato «amorosi intrighi imperiali», venne esiliato da Augusto a Tomis sul Ponto, odierna Romania, dove morì. In suo onore e ricordo Sulmona è gemellata con Costanza, l'antica Tomis sul Mar Nero.

Cosa vedere a Sulmona: La Cattedrale. Romanica, eretta dove sorgeva un tempio di Apollo e di Vesta che a Sulmona avevano particolare culto. Il complesso dell'Annunziata. E il più ricco e importante monumento cittadino. Formato dall'unione del palazzo dell'Annunziata, fondato nel 1320 dalla Confraternita della Penitenza, con l'adiacente chiesa dell'Annunziata: un insieme di singolare bellezza per la perfetta fusione di stili diversi, dal gotico al Rinascimento, al barocco. Fontana del Vecchio. Quattrocentesca, è addossata al pilone terminale dell'Acquedotto costruito nel 1256 come attesta un'iscrizione in caratteri longobardici: imponente sfilata di 21 arcate di cui 19 ogivali, attraverso le quali si ha la veduta del Mercato più basso e sullo sfondo la montagna del Morrone. La Porta Napoli già Nuova. Forse trecentesca, è la più monumentale delle 12 porte che Sulmona aveva un tempo.
Poi visitare: Il Museo civico. Si entra nel cortile, già dell'Ospedale, del palazzo dell'Annunziata e al primo piano si visita il Museo, che comprende una sezione archeologica con interessanti reperti romani, una sezione medievale e moderna. Mostra permanente dell'artigianato abruzzese.

Feste, sagre, eventi: Mostramercato regionale dell'artigianato. Cicli di conferenze a carattere storico, turistico, folcloristico; mostre d'arte, concerti, gare sportive, partecipazione di gruppi folcloristici in costume a varie rassegne regionali. La Madonna che scappa in piazza. E la più caratteristica e famosa rappresentazione religiosa tipica di Sulmona. La mattina di Pasqua la statua della Madonna viene portata a spalle all'esterno vestita a lutto per la morte di Cristo: i fedeli seguono in processione, pregando. Ma ecco farsi incontro il simulacro di Cristo risorto. Dalla statua della Madonna cadono i veli neri, lasciando scorgere una veste colorata. E mentre s'invola uno stormo di colombi liberati, la Vergine, che è portata a spalle da robusti e veloci giovanotti, si mette a correre verso il Figlio.

Note per il turista: Da tempo immemorabile la statua di Ovidio (vedi foto), che campeggia in piazza XX Settembre, salotto di Sulmona, ascolta le chiacchiere e le confidenze che qui si scambiano a ore fisse i «pinguini». Costoro sono i sulmonesi che, ritti e adunati in piccoli gruppi, raccontano o ascoltano «l'ultima novità cittadina». Sotto la statua di Ovidio i pinguini accorciano la vita ai segreti. Se il segreto, o il pettegolezzo che fa poi lo stesso, è risaputo viene accolto con un commento infastidito: «Jh, chiste, lu sanno pure i sette dell'Annunziata», ossia i sette santi-saggi le cui statue abbelliscono il palazzo dell'Annunziata. Se il segreto suscita incredulità, si cita il proverbio: «Non si muove foglia se non ci sta lu vento».
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Da comprare: I confetti. Sulmona ha un profumo tutto suo: quello dei confetti, appunto. Vi provvedono ditte centenarie che sfornano fino a 54 tipi diversi di confetti. Alcuni tradizionali, come i «cannellini», che piacevano a Leopardi. Altri di recente invenzione come le « perle» e le « fedi» richiestissime da sposini e innamorati in genere. Legando confetti di colori e forme diversi con fili di seta si creano composizioni di fantasia.

Escursioni che vi segnaliamo: La valle del Sagittario. A vedere le orride, selvagge gole in cui Gabriele D'Annunzio ambientò La fiaccola sotto il maggio. Alle radici del Monte Morrone. Qui sorge la Badia Celestina di Santo Spirito fondata dall'anacoreta Pietro di Angelerio. Pietro, poi fatto Santo, fondatore del suo ordine religioso. Il 5 luglio 1295 venne eletto papa assumendo il nome di Celestino V. Ma pochi mesi dopo abdicò: caso unico.


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