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Maida (Calabria): la visita alla cittą, la frazione di Vena e la Cicerata

Maida, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Nel cuore della Calabria, nell'entroterra rurale catanzarese su una collina lambita dalle acque di due fiumi, si svela a chi ne voglia scoprire le sue pristine bellezze, Maida, borgo con poco più di 4.500 abitanti ma che offre risorse storico - culturali che raccontano la lunga storia e le tradizioni locali di questo angolo di Calabria.

Un piccolo borgo noto anche per l'ospitare nella frazione di Vena, una minoranza etnica e linguistica di origine albanese (arbëreshë). Tra l'altro tale minoranza è molto presente tra la provincia di Cosenza e di Catanzaro e ha radici molto antiche, da quando molti albanesi, per non sottomettersi alla dominazione turca fuggirono verso l'Italia meridionale dando vita a una delle migrazioni storicamente più interessanti e significative e di cui oggi ancora permangono i segni culturali e linguistici sul territorio.

Anche Alexandre Dumas, il celebre scrittore francese autore di Impressioni di un viaggio in Calabria, scrive su Vena: "Camminando e parlando con la nostra guida, ci parla di un villaggio chiamato Vena, che aveva conservato un costume forestiero e una lingua che nessuno comprendeva in Calabria. Queste due circostanze ci fecero venire il desiderio di vedere questo villaggio ( ...) Dopo un'ora e mezza di marcia arrivammo a Vena. La guida non ci aveva ingannato perchè alle prime parole che rivolgemmo ad un abitante del paese, ci fu assai facile capire che la lingua nella quale gli parlavamo gli era tanto perfettamente sconosciuta quanto a noi quella nella quale ci rispondeva; quel che uscì da questa conversazione era che il nostro interlocutore parlava un dialetto greco-italico, e che il villaggio era una di quelle colonie albanesi che emigrarono dalla Grecia dopo la conquista di Costantinopoli da parte di Maometto II".

Qui a Maida le origini affondano le loro radici nella storia più antica, testimoniata dalle numerose grotte presenti sul territorio, abitate sicuramente in epoche molto lontane e da alcuni manufatti risalenti al Paleolitico superiore. Nel corso della civiltà umana Maida ha vissuto vicende storiche molto importanti - come appunto l'emigrazione albanese ma anche l'invasione bizantina, normanna, sveva e angioina, la controrivoluzione borbonica e le grandi migrazioni di fine Ottocento - che ne hanno segnato il destino e hanno consegnato a noi quella che è la Maida di oggi.

A Maida c'è molto da vedere e ammirare, quanto a testimonianze architettoniche e culturali tra le quali emergono:
- la Chiesa di Santa Maria Cattolica: si tratta di una chiesa antica di rito greco che dopo la distruzione dovuta a un grande terremoto del 1783 fu ricostruita ma poi a causa di un nuovo devastante terremoto perse anche la torre campanaria. Di notevole interesse il sagrato che conserva una pavimentazione particolare in pietra e mattoni scoperta agli inizi degli anni 2000.

- i Ruderi del Castello Normanno: anche questa architettura militare ha subito i devastanti terremoti della città. Se ne distingue comunque una delle torri orientali e di notevole interesse anche l'acquedotto che lo riforniva di cui oggi rimane evidente l'arco di Sant'Antonio, e le rovine di qualche tratto nelle campagne.

Anche le tradizioni e il folclore testimoniano un grande passato e testimoniano come gli usi e i costumi locali si perdano meno velocemente nell'entroterra rurale grazie alla lenta penetrazione delle culture esterne e dominanti.

Qui a Maida ogni anno il 2 aprile si festeggia la Cicerata o Ciciarata. Dopo la messa si distribuisce ai fedeli pasta e ceci in ricordo della carità del santo patrono San Francesco di Paola. Nel caso il 2 aprile capiti nella settimana santa, la festa viene posticipata.

In estate Maida e i comuni limitrofi s'accendono del programma dei Giochi del Feudo, una serie di eventi in costume medievale che rendono ancora più suggestiva la visita al centro storico cittadino.

Un altro festeggiamento tipico è il Carnevale maidese che, giunto alla XXI edizione, è molto atteso dagli abitanti (e anche da moltissimi visitatori) per la sfilata dei carri allegorici di cartapesta che, come da tradizione, il martedì grasso vengono bruciati e vedono l'arrivo di una donna vestita di nero che è la personificazione della Quaresima.

Non dimenticate qui a Maida, di fare un salto in una trattoria o agriturismo dove poter assaggiare la cucina tipica catanzarese che si caratterizza per i sapori mediterranei e per l'uso del peperoncino.

Come arrivare a Maida: per chi viene in auto dall'autostrada Salerno - Reggio Calabria si esce a Catanzaro e si imbocca la SS280 / E848 direzione Catanzaro (Superstrada dei Due Mari), al km 7 troviamo uscita per Maida. Per chi viene in aereo o dalla stazione ferroviaria di Lamezia Terme s'imbocca la SS 280/E848 (Superstrada dei Due Mari) quindi si seguono le indicazioni sopra riportate.
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