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Davoli e la sua marina, vacanza sulle spiagge della Calabria

Davoli, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Dirigendosi verso la cittadina si ha un po’ la sensazione di espugnare una roccaforte: Davoli, borgo calabrese in provincia di Catanzaro, con i suoi 5.200 abitanti se ne sta abbarbicato tra le rocce della costa ionica, in una posizione riparata ma lanciata verso l’orizzonte, incastonato in una culla che è anche un balcone o un piedistallo maestoso. Per arrivare in paese ci si allontana dalla strada litoranea che costeggia lo Ionio, e per circa 10 km ci si arrampica in salita, avvicinandosi sempre più al celeste terso del cielo e alle rotte dei gabbiani.

Davoli vi attende alle falde nord-orientali del monte Trematerra, nella valle del torrente Pegade, e le case rivolte verso il mare sottostante sembrano indicarvi il panorama magnifico, invitando tutti a fare silenzio e a godersi lo spettacolo: sotto il paese c’è la tavolozza mutevole del Mediterraneo, tinteggiata di azzurri e di verdi, di turchesi e di blu, limitata dalla linea dorata del Golfo di Squillace. Anche una porzione di costa appartiene al comune di Davoli, infatti il borgo è suddiviso in tre zone: la montagna, la collina e, appunto, la marina, ciascuna con la propria conformazione e le sue caratteristiche.

La spiaggia locale si estende per circa 5 km, e a stabilirne i confini ci sono il torrente Ancinalaesco sul lato orientale, e il torrente Melis sul lato opposto, che la separano rispettivamente dai territori comunali di Satriano e di San Sostene. Una manciata di chilometri, quando si tratta della bella costa calabrese, è più che sufficiente per raccogliere meraviglie naturali di ogni tipo, dagli arenili ampi tappezzati di sabbia soffice, alle calette rocciose che fanno risuonare l’eco delle onde, senza rinunciare a panorami incontaminati e a tutti i comfort che si possano chiedere a una vacanza balneare.

Poi vale la pena di spingersi verso il centro alto dell’abitato, salendo per circa 30 km verso la cima montana, sino alla vetta Serè, al confine con il comune di Cardinale. Qui, appollaiato a 400 metri di altitudine, il cuore di Davoli si mostra al visitatore con una bellezza semplice e genuina, che in un dedalo di stradicciole pittoresche nasconde qualche monumento di indiscutibile pregio. Come le rughe d’espressione su un viso antico, che abbia trascorso la vita con intensità, così nella cittadina si vedono i segni del tempo passato, dalla sua lontana fondazione sino ad oggi: nel corso dei secoli le testimonianze si sono accumulate, facendo del borgo un repertorio prezioso di storia e tradizioni.

Tra le manifestazioni più genuine della cittadina ci sono le chiese: la vita religiosa è sempre stata fervida, e a Davoli si contano ben tre chiese che formano parrocchie diverse, ovvero la Chiesa di Santa Caterina, di Santa Barbara e di San Pietro, tuttora aperte al culto. A queste si aggiungono numerose cappelle gentilizie, ormai abbandonate e danneggiate col passare degli anni, ma comunque meritevoli di attenzione: tra le più interessanti ci sono quella di San Francesco della famiglia Chiaravallotti, quella di Sant’Antonio dei Catarisano, quella di San Giuseppe della famiglia Gualtieri e infine la chiesa di San Nicola, voluta dalla famiglia Renda. Sarebbe stato affascinante ammirare due antichissimi conventi, fondati dai monaci basiliani venuti dall’oriente ai tempi di Leone Isauro, ma purtroppo se ne conservano solo alcuni ruderi. Uno era situato nell’odierna località Trono, e l’altro si trovava in alta montagna, a 1000 metri di quota. Qui si trova un bellissimo monolite di granito, chiamato la Pietra di S. Antonino.

In rovina è pure la chiesa di San Michele, collocata un poco fuori dal centro, sulla cima dell’altura San Leonardo: da questa posizione strategica era possibile controllare l’intera vallata e la costa, sino al mare. Pare che accanto all’edificio di culto ci fosse un grande convento per gli eremiti. Infine si può visitare la chiesa di Santa Lucia, a anch’essa appollaiata sulla cima di un colle, aperta ai fedeli soltanto in occasione della novena del 13 dicembre, con una celebrazione molto sentita da tutti gli abitanti del paese. Benché la chiesa attuale sia molto interessante non corrisponde alla forma originaria, che doveva risalire al Seicento o al Settecento, era più piccola e probabilmente possedeva un convento annesso per l’eremitaggio.

Ma il passato del paese emerge anche attraverso le feste organizzate nel corso dell’anno, che spaziano dagli eventi culturali alle celebrazioni religiose, sino alle sagre eno-gastronomiche. Forse è proprio quest’ultimo tipo di iniziative a stuzzicare maggiormente gli abitanti e i visitatori: tra le occasioni più golose c’è la sagra della castagna di inizio novembre, quando è possibile assaggiare caldarroste, zeppole calde, pane e marmellata artigianale, dolci vari e panini con la buonissima porchetta del luogo. Ad accompagnare le prelibatezze c’è l’immancabile vino della regione, per non parlare dei concerti e dei balli popolari.

Oltre alla castagna ci sono moltissimi ingredienti deliziosi che arricchiscono la cucina di Davoli: i fichi secchi sono dolci come il miele, mentre i pomodori calabresi essiccati sono sfiziosissimi. Per rendersi conto di quanto sia importante la tradizione culinaria basta pensare che in passato, una fanciulla, non era considerata pronta per sposarsi finché non aveva imparato a preparare almeno 15 tipi diversi di pasta.

Tra le materie prime più usate ci sono le verdure, di cui la melanzana è regina indiscussa, cucinata in modi innumerevoli, ma i più golosi si concentreranno sui dolci. Da assaggiare “u cumpettu”, un torrone con semi di sesamo e miele, e i mostaccioli, dei biscotti a base di farina, miele e vino bianco, amati soprattutto dai bambini per le loro forme bizzarre che riprendono gli animali, i fiori o delle bamboline.

Per raggiungere Davoli ci sono diverse possibilità, anche se bisogna ammettere che i collegamenti con il resto del Meridione non sono impeccabili; tuttavia basta organizzarsi per tempo per evitare inconvenienti e rallentamenti nel viaggio. Chi si sposta in auto e viene da Roma deve prendere la A1 Roma-Napoli in direzione Napoli e dopo Caserta svoltare sulla A30, in direzione Salerno. In corrispondenza del casello si prende la A30 Salerno-Reggio Calabria e si percorre fino a Lamezia Terme, dove si esce e si imbocca la N280 in direzione Catanzaro. In prossimità del bivio per Caraffa si seguono le indicazioni per Reggio Calabria e percorrendo la N106 si raggiunge Davoli Marina. Da qui, per arrivare nella parte alta e storica del paese, si prende la strada comunale e si sale per circa 9 km. Se optate per il treno potrete scendere a Sovereto, il maggior polo turistico della zona, anche se la stazione ferroviaria principale è quella di Lamezia Terme. Gli aeroporti più vicini sono invece quelli di Lamezia Terme, Crotone e Reggio Calabria.

Giunti a Davoli si rimane incantati do fronte ai colori accessi e allo scorcio naturalistico, ma anche la sensazione del sole sulla pelle e della brezza tra i capelli è un piacere squisito che cattura gli ospiti da subito. Merito del clima mediterraneo, con le sue estati calde e soleggiate ma miti, allietate dal venticello che soffia dallo Ionio, e gli inverni dolci, mai troppo freddi. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di 6°C a una massima di 14°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 18°C ai 29°C. Le precipitazioni sono quasi assenti in esatte, e si concentrano soprattutto tra ottobre e febbraio, quando cadono in media 90-109 mm di pioggia mensili.
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