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Auletta (Campania): il Castello Marchesale e il borgo nel salernitano

Auletta, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il paese dell’olio e dell’ospitalità, come si fa chiamare Auletta, è dall’XI secolo una concreta realtà urbana della provincia di Salerno in Campania, una località che mansueta s’adagia su un territorio ricco di boschi e uliveti alla destra del fiume Tanagro.

Storia ed origine del nome

La sua antichità si è prestata a traduzioni storiche che volevano Auletta derivare da Auleto, compagno di Enea, o Olida, eppure è ben più probabile che il nome pervenga dal termine auletes, ovvero i pastori dediti a suonare il flauto soprattutto in epoca greca. Si è certi, comunque, che prima dell’anno Mille si trattava solo di un insediamento agli albori, sviluppatosi in seguito integrando l’arredo urbano che arrivò a contare nell’ordine una cinta muraria, le tre porte del Fiume, del Rivellino e del Castello, una rocca, le chiese di San Nicola di Mira, Sant’Helia e San Giovanni.

Auletta si conformò allora come feudo sotto il diuturno controllo della famiglia Gesualdo, che dal ‘300 al ‘500 fece sentire sensibilmente la propria presenza, preliminarmente alla venuta di Nicolò Ludovisi duca di Zagarolo, dei Vitilio e dei Di Gennaro. Nel 1897 fu il marchese Giovanni Castrista Scanderberg a occupare le mura del maniero e ancor oggi la proprietà si ascrive alla sua casata. Partecipe attiva del Risorgimento, Auletta accolse nel 1860 l’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi e pochi mesi dopo la drammatica Contro Rivoluzione precedette il processo dell’Unificazione Italiana.

Il Castello Marchesale

Al giorno d’oggi il borgo vive e si organizza quotidianamente intorno alla caratteristica piazza nota come Largo Santi Quaranta, il cuore del centro storico e punto d’incontro principale dei 2.000 abitanti. Il Castello Marchesale, che vide la luce nel XII secolo, deve l’impianto quattrocentesco (il progetto venne infatti rivalutato ed espanso proprio sul finire del XV secolo) al genio costruttivo di Antonio Marchesi, il quale lo dotò di ulteriori fortificazioni in grado di resistere all’impeto bellico delle truppe di Carlo V che imperversarono nel 1535.

Le esigenze militari decaddero presto, così il castello andò incontro a nuove trasformazioni che, tuttavia, contribuirono ad abbellirne la veste anziché mortificarla. La sua estetica curata dai proprietari odierni, gli Scanderberg, ha fatto sì che nel 1941 la struttura si guadagnasse il riconoscimento a bene d’interesse storico-culturale, sfiorando il novero UNESCO durante gli anni ’90.

Cosa vedere ad Auletta

Nella scala dei valori civici, il secondo gradino è occupato dai palazzi gentilizi, in particolare Palazzo Carusi, Palazzo De Maffutiis, Palazzo D’Amato e Palazzo Mari, quest’ultimo onorato di ospitare la Camicia Rossa per eccellenza, il grande Garibaldi. Il Casino dei Monaci (era in verità un edificio adibito al soggiorno dei padri benedettini) apre alla scoperta delle costruzioni religiose sparse nell’abitato, innanzitutto la Chiesa di San Nicola di Mira, trecentesco mirabile luogo di culto che si è dovuto riedificare ex novo a causa del terremoto del 1857 (il giallo della facciata infonde dunque un tocco di rapida modernità), e la Chiesa di Santa Maria Assunta risalente al primo Seicento.

Un angolo di centro storico è occupato dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, quella che ha il pregio di custodire le migliori opere artistiche, l’altare policromo, la statua lignea raffigurante la Maria Santissima delle Grazie e l’ottocentesco organo a canne. Presenti infine la Cappella di San Donato e la Cappella della Madonna della Pietà.

La natura circostante la località si manifesta attraverso l’agreste leggerezza di ulivi, vigneti e incantevoli boschi cangianti, e in questo coacervo di sinuosità c’è anche posto per un’attrattiva a carattere speleologico, le Grotte dell’Angelo, un ambiente creato e scolpito dall’avvicendarsi degli anni, 35 milioni per l’esattezza, una mole temporale enorme che ha consegnato ai visitatori della nuova era un sito di trepidante bellezza.

Lungo i molteplici itinerari serpeggiano sentieri ameni, scosciano le acque limpide della cascate e si diramano strade a percorrenza turistica che si tuffano nel Complesso monumentale dello Jesus, nel Giardino della Rupe di Auletta, nei dintorni del vetusto Forno Medievale con un salto netto al Ponte Romano, agli scavi di Taverna Cerreta e alla Masseria Vannata.

Ovunque si potranno visitare mulini, oleifici e frantoi, perché questo è il retaggio di Auletta, un paese autentico che vive di autentiche abitudini e sane tradizioni che privilegiano la pura produzione di perle casearie e agricole quali i carciofi, la pasta casereccia, salumi, olio e vino.

Eventi, sagre e manifestazioni

La Sagra del Carciofo Bianco si tiene normalmente nei primi quattro giorni di maggio ed è all’insegna del sapore tanto quanto la Festa del Fiume a fine giugno e il percorso gastronomico Mangiamo con i contadini ad agosto.

Il gusto è il principale protagonista, peraltro, della Sagra del Cuculo fritto e del salame, della Sagra dell’Uva e della Sagra dell’Olio d’oliva. La devozione popolare è espressa attraverso l’estiva Festa Patronale di San Donato da Ripacandida.

Concludono il cordone di feste la Fiera di Santa Caterina e la Fiera di San Pietro, la prima di scena a novembre, la seconda ad aprile.

Come arrivare

Dall’Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria uscire a Petina o a Polla e seguire la SS 19 fino ad Auletta; la stazione di Auletta si trova sulla linea ferroviaria Sicignano – Lagonegro; l’aeroporto di Napoli dista 130 km dalla località.

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