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Le foto di cosa vedere e visitare a Mondový

Mondový (Piemonte): cosa vedere e gli eventi in cittÓ

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E’ una delle “sette sorelle” della provincia di Cuneo in Piemonte insieme a Cuneo, Bra, Alba, Savigliano, Fossano e Saluzzo. La città di Mondovì si chiamava inizialmente Mons Regalis (Monte Regale) e questo spiega come mai gli oltre 22.000 abitanti conservano il nome Monregalesi nonostante la definitiva acquisizione nominativa, fusione di Monte e Vico (Vicoforte).

Il comune sorge su un territorio molto eterogeneo in perfetto equilibrio fra montagna, collina e pianura e la sua struttura urbana contempla una precisa divisione in macroaree corrispondenti ad altrettanti diversi livelli cittadini: rione Piazza (il nucleo originario, posto sulla collina del Monte Regale) e i rioni di Breo, Carassone, Pian della Valle, Borgato, Ferrone e Altipiano, quest’ultimo nato in tempi recenti e dunque quartiere residenziale più moderno, dove peraltro risiede il grosso della popolazione, comprensivo di 10.000 unità.

La storia di Mondovì

La fondazione di Mondovì risale al 1198 quale nuova realtà già indipendente nel 1233 e assorbita dalla diocesi nel 1388 con il nome di Mons Regalis. La sua autonomia, tuttavia, vacilla a causa dell’impreparazione militare, originando continui passaggi di proprietà per tutta la fine del ‘300, fino al definitivo dominio nel 1396 della casata Savoia-Acaja.

Il notevole incremento demografico accorso nel successivo secolo la rende la città più popolata dell’intera regione, con conseguente sviluppo socio-economico riflesso nella diffusione dell’arte della stampa (vedesi Museo Civico della Stampa) e nell’espansione urbana, insomma un periodo florido e felice interrotto nel 1680 dall’imposizione della tassa sul sale da parte dei sovrani sabaudi: a questa esasperante situazione succede la relativa Guerra del Sale e, una volta conclusasi nel 1698, fa da naturale apripista a ulteriori conflitti e carestie intercorse nel ‘700, affrontate con tale mordente da volgere in positivo ogni calamità.

Mondovì, abbellita dagli interventi architettonici barocchi di Francesco Gallo, passata indenne sotto la dominazione napoleonica e rafforzata sotto il profilo economico-commerciale (prosperano le attività agricole, l’artigianato, le industrie manifatturiere e la produzione di ceramiche testimoniata dall’attuale Museo della Ceramica a Palazzo Fauzone) nel corso del XIX secolo, approda al Novecento con tanto entusiasmo e una popolazione di oltre 19.000 abitanti, così ardita e coraggiosa da far guadagnare alla cittadina la decorazione al Valor Militare per meriti conseguiti nell’ambito della Seconda Guerra Mondiale (precisamente dal ’43 fino a conclusione delle ostilità belliche).

Oggi la località piemontese si specchia nella Nuova Funicolare (che collega il rione Piazza a rione Breo) messa in servizio nel 2006 e disegnata da Giorgetto Giugiaro, ma anche nell’evolversi del proprio patrimonio artistico culturale continuamente tutelato ma a disposizione di un turismo crescente e mai pago di nuove meraviglie.

Cosa vedere a Mondovì

Indagando lo splendore complessivo di Mondovì – valorizzata dalla presenza di diverse meridiane che si possono incontrare visitandola in lungo e in largo - si apprende come ogni zona che la riguarda brilli per gli eleganti edifici erti con veste davvero imponente. Il rione Piazza – imperniato sulla centrale Piazza Maggiore - sfoggia gioielli sempiterni come la settecentesca Cattedrale di San Donato (progettata da Francesco Gallo) e la seicentesca Chiesa di San Francesco Saverio (famosa per le esemplari effigi pittoriche di Andrea Pozzo), ma anche molteplici altri luoghi di culto accostati a monumenti architettonici quali la Torre Civica del Belvedere (o Torre dei Bressani, duecentesca eccellenza gotica alta 29,10 metri), Palazzo del Governatore, Palazzo Fauzone e Casa Jacod, senza dimenticare l’antico teatro ormai dismesso.

Rione Breo pone come fulcro urbano la sua Piazza san Pietro su cui si affaccia la magnifica Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (con il Moro sulla torretta preso a fucilate, secondo la leggenda, dalle truppe napoleoniche che lo credevano vedetta in carne e ossa), e più decentrate le cappelle di San Rocco e della Madonna delle Grazie, la Chiesa di Santo Stefano, la Torre di Piazza Gherbiana (vi sarebbe nascosta, sempre secondo la leggenda, una principessa d’incommensurabile bellezza) e la fontana “Goj d’esse a Mondvì” (letteralmente “la gioia di essere a Mondovì”).
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Rione Carassone conserva tuttora qualche residuo medievale e, soprattutto, la Parrocchiale dei Santi Giovanni ed Evasio, con interno a tre navate, alcune statue lignee di Antonio Roasio, affreschi seicenteschi e un organo dei Fratelli Vittino di Centallo, e infine la trecentesca Cappella di Santa Maria delle Vigne, ritenuta un monumento nazionale.

Da citare inoltre la Parrocchiale di Maria Vergine Assunta in rione Borgato, la Parrocchia del Sacro Cuore in rione Altipiano e la Cappella di San Bernardo delle Forche in rione Ferrone. Il Santuario Regina Montis Regalis di Vicoforte è sormontata dalla cupola ellittica più grande del mondo ed è meta di pellegrinaggio per l’immagine della Madonna con Bambino venerata dai fedeli. La comunità ebraica esistita dal ‘500 a metà ‘900 ha lasciato in eredità alla storia odierna il vecchio ghetto, l’aggraziata sinagoga settecentesca e il cimitero a Mondovì-Breo.

Eventi, fiere e manifestazioni a Mondovì

Tantissimi gli eventi che costellano le annate monregalesi, tutti diversi e divertenti: si va dalla Fiera di Primavera alla Mostra dell’Artigianato ad agosto, dal Model Air Show (manifestazione d’agosto a carattere internazionale i cui protagonisti sono particolari aeromodelli) alla Fiera Regionale del Tartufo, dal Carlevè ‘d Mondvì (il Carnevale) al Raduno Internazionale Aerostatico dell’Epifania (si riuniscono centinaia di variopinte mongolfiere).

I dintorni ed i prodotti tipici di Mondovì

L’hinterland circostante si ammanta di innumerevoli attrattive che si traducono essenzialmente in un’enorme riserva naturale, un’oasi per uccelli migratori, parchi alpini e, nel sottosuolo, suggestive grotte che vanno a ispessire il sistema carsico più grande del Piemonte.

Per riprendersi dalle fatiche indotte da cotanto vedere, il turista può visitare uno dei tanti ristoranti, trattorie e agriturismi sparsi nel territorio, fucine di ottime specialità culinarie fra le quali è d’obbligo gustare prodotti agroalimentari tradizionali come il tartufo, il Cappone di Morozzo, i Tajarin e i formaggi Bruss e Raschera annaffiati con del rubineo Dolcetto di Dogliani.
Una curiosità fra le tante: a Mondovì sono state ambientate nel 1959 diverse puntate del mitico programma RAI “Campanile Sera”. Sempre a Mondovì nacque nel 1842 il famoso statista Giovanni Giolitti. Notizia per gli amanti dello shopping: in città è ubicato Mondovicino, Outlet Village che concentra più di 85 negozi.

Come arrivare a Mondovì

In auto bisogna uscire dall’Autostrada A6 e imboccare la SS 28 del Colle di Nava diretta a Mondovì; in treno c’è la linea Torino-Savona; aeroporto di riferimento è quello di Cuneo-Levaldigi, distante dal capoluogo cuneese ca. 15 km.

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