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Fenestrelle (Piemonte): la storia e il forte pił grande delle Alpi

Fenestrelle, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Nel momento in cui si pronuncia il nome di Fenestrelle, viene spontaneamente alla mente l’omonimo complesso (erroneamente denominato “Forte” e salito alla ribalta con il nome di Grande Muraglia Piemontese), che subito si materializza nelle sue forme più acute.

In effetti questo è un po’ il cuore del territorio montano, ma Fenestrelle si porta dietro una precisa fisionomia, quella di comune che sorge a 71 km da Torino in Piemonte, a un’altitudine massima di 1.154 metri s.l.m. nel centro della Val Chisone. Inutile dunque affermare che il comprensorio naturalistico appare notevole, apprezzabilissimo se si contano i diversi elementi che indagano la flora e la fauna del circondario.

Il paese si presenta come un cantuccio urbano popolato da poco più di 500 abitanti e le sue frazioni si vanno docilmente a perdere fra i boschi di conifere e i ruscelletti echeggianti fra una cresta e l’altra. Una lunga storia di conflitti e crescita ha accompagnato questa bella località di villeggiatura dove oggi perdurano le botteghe artigiane specializzate nella lavorazione e trattamento de legno ma anche del ferro battuto, entrambi finalizzati nella produzione di mobili.

Storia ed origine del nome

Le origini romane le attribuirono in principio il nome Finis Terrae (terra di confine), poi l’attuale si affermò per le piccole finestre delle case, che venivano solo parzialmente aperte per via di una tassa imposta dal governo di allora. Antico presidio militare e centro nevralgico di carattere commerciale, il nucleo urbano venne per molto tempo incluso nei domini francesi, secoli di Delfinato durante i quali si decise di erigere il Forte Mutin e il Convento dei Gesuiti, la cui parte sopravvissuta ha i connotati ancora belli vivi di un sontuoso campanile ottagonale. Fenestrelle passò a titolo definitivo ai Savoia nel 1713, come sancito dal Trattato di Utrecht, ma proprio in quel frangente Vittorio Amedeo II decise di cautelarsi non fidandosi dei Transalpini, così fece costruire il Forte di San Carlo.

Il Forte di Fenestrelle

La fortezza di San Carlo è l’attrattiva di Fenestrelle, in grado di catalizzare l’attenzione dei turisti, affascinati da questo imponente forte, più propriamente da considerare in accordo con le altre due un complesso poiché si contano 3 forti e 7 ridotte, ognuno indipendente per poter affrontare al meglio una guerra. Gli edifici sono a ogni modo collegati fra loro da strade e viette, nonché dal pezzo di pregio, una scala coperta di 3.996 gradini, probabilmente la più lunga al mondo nel suo genere.

La funzione militare del complesso si svolse in parallelo al suo essere anche prigione di stato (molteplici scrittori e studiosi asseriscono che il fascismo lo adibì a campo di concentramento, o lager che dir si voglia, ma la questione seguita a essere dibattuta) e cessò dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il Forte San Carlo ospita la sede del Centro di soggiorno Pracatinat, divenuto risonante laboratorio didattico ambientale conosciuto in tutta Europa.

Cosa vedere a Fenestrelle e dintorni

Il corredo ecclesiastico s’impone con alcune strutture molto interessanti sotto il profilo architettonico e artistico, non a caso Fenestrelle si sviluppa tutt’intorno alla sua Parrocchiale di San Luigi, voluta da Luigi XIV di Francia (ma non è dedicata a lui, bensì a Luigi IX) e consacrata il 25 agosto 1689, che da allora è giorno della Festa patronale.

Nella chiesa trova posto un vecchio ma ben conservato organo risalente all’Ottocento. In frazione Mentoulles, il cui nome richiama all’abbondanza di piante di menta, giace il monumentale Priorato di San Giusto, edificio sacro contenente al suo interno il ricchissimo archivio storico.

A Chambons sono ubicate la Chiesa di San Lorenzo e una piccola cappella seicentesca, e sempre nella frazione si estende una serva (cioè bosco di protezione) nella quale molti alberi hanno soffiato su 600 candeline e più. Per la copiosità di arbusti, piante e appunto boschi, il comune ha organizzato il progetto CamminaInBosco, rete di sentieri e itinerari praticabili a piedi dagli amanti delle escursioni: attualmente ce ne sono tre e conducono alla Serva di Chambons, al Vivaio Clotas e al Bosco di protezione Bletonné. I tracciati per varie tipologie di camminata, dalla facile a quella impegnativa, sono però in numero assai maggiore data la prossimità al Parco dell’Orsiera.

Oltre alle chiese e al celebre complesso di forti, a Fenestrelle vanno assolutamente visti il vecchio quartiere Donjon in pietra ripida, i resti della Porta di Francia, il Monumento ai Caduti nel Parco della Rimembranza, la Stele al Battaglione Fenestrelle, la lapide che ricorda il fatto che il comune fu il primo nel Pinerolese a ottenere la propria centrale elettrica e l’incisione rupestre di Crò da lairi, autentica mappa preistorica scoperta per caso nel 1979 da un cittadino. Se si vuole passeggiare per i vicoli del centro, non ci si deve dimenticare di osservare attentamente le case: alcune di esse si fregiano di meridiane poste sulle pareti, testimonianza di come in passato si calcolava il tempo scandendo le ore in base alla luce solare.

Eventi, feste e manifestazioni

In materia manifestazioni, si è già menzionata la Festa patronale del 25 agosto e ancora vanno citate la Rassegna del bestiame bovino il terzo sabato di ottobre e il mercatino di Natale a dicembre. In tali occasioni le donne del posto amano indossare i costumi tradizionali, variopinti e dallo spiccato sapore folcloristico, inoltre chi si trova a passare può gustarsi in tutta pace i soffici goffri, squisite frittelle locali da mangiare calde.

Come arrivare a Fenestrelle

Bisogna imboccare la tangenziale sud di Torino in direzione Sestriere, immettersi sull’Autostrada del Pinerolese e seguire le indicazioni Val Chisone – Sestriere fino all’arrivo in paese; i treni fermano a Pinerolo, dove c’è la coincidenza con la linea bus Torino-Pinerolo-Perosa-Sestriere della SADEM; gli aeroporti vicini sono due, il “Sandro Pertini” di Caselle Torinese e il Cuneo Levaldigi, distanti rispettivamente 90 e 80 km dalla località.

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 Pubblicato da - 21 Settembre 2017 - © Riproduzione vietata

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