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Cesiomaggiore (Veneto): il villaggio ai piedi delle Dolomiti Bellunesi

Cesiomaggiore, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Alla destra del fiume Piave, che corre in lungo e in largo per la Valbelluna puntando la corona dolomitica visibile all’orizzonte, il digradare collinare di Cesiomaggiore corrisponde a una componente paesaggistica decisiva nella porzione pedemontana di un territorio costellato di piccoli centri urbani, chiesette, terreni e boschi, da sempre vanto di tutto il bellunese. Un museo a cielo aperto, allora, paradiso degli escursionisti e degli appassionati di viaggi in mountain bike che facilmente possono toccare con mano le attrattive naturalistiche, i laghi di Busche e Stua percorrendo sentieri, mulattiere e scorciatoie fra le selve.

Storia

Il borgo conta 4.000 abitanti e si colloca laddove serpeggiava anticamente la Via Claudia Augusta, strada militare che in epoca romana risultava nodale per i transiti in zona e a ricordarlo al turista è un cippo commemorativo risalente al 47 a.C. Il primigenio nome, Cesio, appare nei documenti medievali a indicare la sede della Pieve di Santa Maria, inserita nel comprensorio feudale sotto l’influenza dei Muffoni ma anche dei Rambaldoni da Fianema, che esercitavano il proprio potere da castelli di cui rimangono ancora oggi vivide tracce.

È attestato al 1404 il passaggio di Cesiomaggiore all’egida della Repubblica di Venezia, che fino al XVIII si prodigò nel trasformare le residenze fortificate in eleganti dimore padronali, vedasi Villa Tauro e Villa Corrà, non ultima Villa Muffoni. Va aperto un breve capitolo descrittivo riguardo a questi sfarzosi gioielli architettonici. Villa Tauro possiede un bel portico ove fa bella mostra di sé il Cippo Miliare della Via Claudia Augusta e ha mantenuto un’estetica dallo spiccato gusto barocco, enfatizzata dal verdeggiante parco che ne avvolge il fabbricato disposto a L. Preserva la propria connotazione originale Villa Zugni, meno fastosa ma molto più rappresentativa dei caratteri campestri connessi al passato rurale della valle. Completamente rivoluzionata, Villa Muffoni ha abbandonato il suo vecchio abito e una lunga ristrutturazione la fa apparire nuova nonostante il suo insorgere nel XVIII secolo.

Cesio conquistò la propria autonomia comunale nel periodo dell’occupazione francese e dopo il 1866, ovvero a seguito dell’annessione al Regno d’Italia, cambiò denominazione diventando Cesiomaggiore affinché potesse essere distinto dall’omonimo comune della provincia di Imperia. Le due guerre mondiali rappresentarono certamente la prova più ardua da superare per la popolazione locale, vessata prima dagli Austriaci e poi dai nazifascisti e costretta a patire fame e sofferenze, rispondendo tuttavia con esemplare grinta e innato desiderio di riscatto. Ne deriva oggi un paese tranquillo ma che è in grado di fare impresa senza sconvolgere la propria amena natura.

Cosa vedere a Cesiomaggiore

Nel suo bel centro storico trionfa la bellezza semplice ma immediata della Chiesa di Santa Maria Assunta, fondata nel 1184 ma ricostruita ed espansa nel 1791 conservando il pezzo più pregiato, un fonte battesimale del 1483. Fra i tesori dell’arte molto poco rimaneggiati troviamo la Chiesa di San Leonardo, alla cui figura originaria si è aggiunto un esile campanile. Interventi di perfezionamento hanno elevato esteticamente la Chiesa di Santa Lucia, che sfoggia una facciata assai ricca di decorazioni barocche e in contrasto con un interno molto più modesto e spoglio. Esattamente al contrario si comporta la Chiesa di San Liberale, minimale nell’aspetto ma veramente graziosa internamente, dove campeggiano un altare a trittico seicentesco e un paliotto in cuoio dorato.

L’erezione dell’Oratorio della Visitazione riveste un ruolo simbolico ch’è quello di custode dell’antica icona della Madonna con Gesù Bambino. La sua presenza richiama pellegrini da ogni parte del mondo, incuriositi anche dalla forma ottagonale del santuario (la stessa della Chiesa di San Bartolomeo introdotta da una breve scalinata in pietra), riferimento all’ottavo giorno corrispondente alla Resurrezione di Cristo. All’ottocento è ascrivibile la costruzione della Chiesa di San Vendemiano, posta su un poggio panoramico e scrigno di due opere d’arte, le immagini sacre di San Vendemiano inginocchiato davanti alla Vergine e Santa Filomena.

Quella che un tempo era una torre di guardia, oggi è la piccola Chiesa di San Giuda Taddeo, esiguo oratorio d’inizio Novecento la cui facciata tripartita presagisce l’articolarsi di tre campate con volta strutturata a crociera. Due altari lignei pregiati, uno cinquecentesco e l’altro seicentesco, sono conservati nel grembo della Chiesa dei santi Vitale e Agricola, l’unica in tutto il bellunese a sostenerne il culto.

Chi si trova a passare da queste parti, oltre a scoprire gli scorci più suggestivi di Cesiomaggiore, deve assolutamente visitare i suoi perni più pittoreschi, identificati con due spazi museali da vedere e ammirare. Il Museo Storico della Bicicletta “Toni Bevilacqua” è uno dei più completi d’Italia, potendo circoscrivere nel suo novero un totale di 170 modelli della Collezione Sanvido, colui che alla bicicletta ha dedicato tutta la vita riparandole, restaurandole e persino guidandole in alcune competizioni dell’immediato secondo dopoguerra. Il museo è un tributo alla memoria del campione del mondo nella disciplina d’inseguimento 1950 e 1951 Toni Bevilacqua.

Proprio ai piedi del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi – istituito nel 1988 e dichiarato dall’UNESCO nel 2009 Patrimonio Mondiale dell’Umanità - s’erge il Museo etnografico di Seravella, che dal 1979 fa da testimone a usi, costumi e consuetudini popolari vigenti nel territorio.

Eventi, sagre e manifestazioni

Una pagina tenuta costantemente aggiornata a Cesiomaggiore riguarda la gastronomia in perfetta sinestesia con la generosità della terra e il disinvolto lavoro dei caseifici nei quali si producono tipicità favolose, per primi i formaggi Piave, Cesio e Dolomiti, celebrati nell’annuale Festa Provinciale del Formaggio che si tiene a fine aprile a Busche, seguita dalla Mostra Mercato dei Fiori di scena a maggio e ottobre. La Festa Provinciale della Patata di Cesiomaggiore, prodotto De.Co., è organizzata nel mese più caldo, agosto.

Come arrivare a Cesiomaggiore

Da Belluno, seguire per Feltre, attraversare Santa Giustina, superare Marsiai e procedere secondo le indicazioni per Cesiomaggiore; la stazione di Busche si trova sulla linea ferroviaria Calalzo – Padova; al paese si arriva anche prendendo l’autobus di collegamento da Belluno; l’aeroporto internazionale “Antonio Canova” di Treviso dista ca. 60 km dalla località.
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