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Imèr (Trentino): visita alla località dei canederli

Imer, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Lo scenario territoriale in cui s’incastona il paesino di Imèr comprende in provincia di Trento le tipiche peculiarità di cui s’ammanta fiero il Trentino Alto Adige, cioè elementi naturalistici che sanno conciliarsi alla rigidità dell’inverno allo stesso modo con il quale guardano all’estate. La Valle del Primiero, il palcoscenico per attori indefessi come il Rio San Pietro e i monti Vederna e Tasè, nonché per un coro formato entro la gola dello Schener dal torrente Cismon, le cime Arinaz, Redasega e Pavione.

Storia

Il borgo, piuttosto piccolo a fronte di una popolazione attestata sui 1.200 abitanti, possiede questo curioso nome per via della sua posizione a fondovalle, indicata dal toponimo latino imus, acquisito però in epoca longobarda tenuto conto che la località nacque proprio in quel periodo, precisamente fra il V e VI secolo d.C., costituendosi Comune nel Settecento, una realtà partita con un nugolo di contadini votati alla sussistenza fra i Solivi (versanti soleggiati coltivati ad alberi da frutta) e i Pusterni (versanti in ombra più adatti al pascolo).

Inoltre, per quattro secoli furono sfruttate numerose miniere sparse per l’estrazione di metalli quali il ferro, il rame, il piombo e l’argento. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Imèr visse il suo boom economico condiviso con i comuni limitrofi, solidali quando si verificò la tremenda alluvione del 1966, seguita da una complessiva riorganizzazione del nucleo urbano e delle relative frazioni.

Oggi Imèr è un po’ un esempio ibrido di variegata economia basata su alterne attività di matrice agreste che vanno dalla coltivazione dei campi all’allevamento, dalla produzione lattiero-casearia (punta di diamante è il morbido e dorato burro botiro de malga) all’estrazione di legno dai copiosi boschi estesi a macchia d’olio. L’architettura autoctona si riflette pienamente nei masi, specifiche abitazioni che coniugano la struttura del casale con il profilo della cascina.

Cosa vedere ad Imer

Persino le chiese sembrano in qualche modo ricalcarne lo stile e ciò si evidenzia principalmente nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, edificio religioso medievale sorto nel ‘300 ma ampliato cospicuamente fra ‘500 e ‘700, se si considera anche l’implemento del campanile. A corredo di una sottile bellezza si pongono l’affresco raffigurante Fra Cristoforo con il Bambin Gesù e il portale barocco conosciuto come Porta dei omèni. I due altari posti all’interno recano altrettante pale ritraenti soggetti sacri.

Più discreta e anche più decentrata è la Chiesetta di San Silvestro, eretta nel luogo dove si dice il Patrono della Valle abbia compiuto un miracolo che ha fomentato negli anni la venerazione dei residenti, testimoniata dalle pitture presenti nei muri delle case poste nel centro paesano. La sola e unica costruzione di stampo civile è il Municipio, antica residenza della nobile famiglia Piazza.

Imèr corrisponde a uno dei crogiuoli della tradizione trentina, incarnata dal folclore d’ispirazione tirolese, negli usi, nei costumi e nella cucina locale i cui basamenti sono costituiti da canederli e polenta, accompagnati da altre prelibatezze, tanto ricercate e tanto amate dai popolani. Qui infatti si festeggia una delle specialità trentine: la Festa del Canerdelo!

Escursioni ed attività

Sì, cari turisti, è tutto da provare e tutto da gustare: una vacanza è quello che ci vuole, passeggiate ed escursioni, lungaggini a piedi o sul sellino di una mountain bike, fra le stradine del minuscolo paese o tra i sentieri del grandioso hinterland. Parola d’ordine: sbizzarrirsi. I

mpossibile trovare scuse, perché sebbene Imèr s’adagi in uno spazio limitato a valle, esso trova posto anche per hotel e alberghi, considerando che l’abitato è una sorta di evergreen tanto valente in estate quanto in inverno, facile a mutare da località soleggiata a stazione sciistica coronata da vette che rappresentano un’ardua sfida e al contempo un godibile sollazzo.

Come arrivare ad Imèr

Comodo percorrere in automobile la A22 fino all’uscita Trento nord, poi proseguire sulla SS della Valsugana in direzione Padova, uscire a Primolano per seguire la direzione Feltre-Belluno fino ad Arten, infine imboccare la SS 50 per Imèr; la linea ferroviaria indicata per la Valle del Primiero è la FS Padova-Belluno-Calalzo, che si avvale poi delle navette bus dirette ai vari paesi, Imèr compreso; aeroporti con adeguati collegamenti risultano essere il Marco Polo di Venezia, l’Antonio Canova di Treviso e il Valerio Catullo di Verona.

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